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===== Perché il medioevo? =====
Alcuni giorni fa mi è stato chiesto perché l'ambientazione delle storielle è quasi sempre nel medioevo.
Su due piedi diedi una risposta non risposta.
A parte che ve ne sono e ve ne saranno anche nel presente, nel futuro, contemporanee, in varie epoche ed anche nei miti ed in luoghi impossibili.
Vorrei dire che la motivazione è semplice ma, in realtà, non lo è affatto.
Partiamo da una cosa: il mondo occidentale contemporaneo non è un granché.
I poveri… non sono poveri cioè sì ci sono anche i poveri veri ma ci sono vari tipi di poveri.
Quelli che piangono miseria e poi hanno un macchinone sotto al culo, i cellulari sempre più nuovi, vanno a cena fuori un giorno sì ed uno no.
Quelli che piangono miseria ed in effetti non sono ricchi ma neanche muoiono di fame e si lamentano che non hanno aiuti, poi magari, in realtà neanche li chiedono.
Quelli che sono poveri indignati che si arrabattano e ce l'hanno con tutti e tutto ma poi, alla fine, si lamentano e basta.
Quelli "dignitosi" che accettano la propria povertà, ci convivono (pochi ma ci sono) e cercano di "risollevarsi".
E, infine, i poveri che elemosinano.
All'epoca, invece, o eri ricco o vivevi bene (benestante) o eri povero… ma povero da fame che mangiavi quando capitava e nè si vergognavano della cosa nè se ne lamentavano ma, semplicemente, campavano.
E quindi il tema della fame è un grande propellente per l'evoluzione umana.
Poi c'è tutta la parte legata alla magia e della lotta alla magia.
All'epoca la chiesa bollava gli eccentrici di stregoneria e li martirizzava non era proprio una bella chiesa ammazzava, torturava, faceva le peggiori nefandezze, era corrotta fin nel midollo (vedasi la simonia).
E quindi venivano create storie, credenze, maldicenze che assumevano un alone di mistero e di certezza (o no?).
Prosperavano le scienze occulte e quelle ufficiali (che poi in realtà non esistevano) avevano tutto da scoprire.
E quindi il tema magico/mitologico non è un tabù ma una componente reale.
Poi c'è la parte che tutti conosciamo, la parte "nobile" ovvero re, regine, principesse, cavalieri e qui, aggiungeteci la parte magica, e va a nozze con la fantasia e le più simpatiche storielle.
C'è, però, un'altra cosa che, almeno per me rende il periodo interessante… le regole.
Tecnicamente ogni feudo aveva le proprie leggi ed il proprio modo di farle rispettare e, se c'erano contrasti, con queste, l'unica cosa che si poteva fare, se si era abbastanza nobili o notabili ricorrere su su di nobiltà in nobiltà fino al re.
Ma infatti non parlo di queste ma delle regole dell'onore.
Oggi del proprio onore e del rispetto verso se stessi, a ben guardare, non gliene frega niente a nessuno.
Come non importa niente a nessuno delle regole della cavalleria, certo nei rapporti uomo/donna specialmente erano anche molto romantiche e spesso un impiccio (ma vuoi mettere?).
Come anche del rispetto degli altri ovvero quelle regole che ti vietano di far del male agli altri solo per trarne vantaggio, voglio dire ovviamente anche allora l'egoismo regnava però, almeno per il rispetto del proprio onore, certe azioni non si compivano.
Mentre invece, oggi, tali regole sono "dimenticate" e sono state sostituite da altre che, lasciatemelo dire… no meglio se non lo dico. Dico solo che, personalmente, non mi piacciono.
E quindi è anche un modo per tornare ad un'epoca dove il romanticismo regnava incontrastato.
Quindi bhè… questi sono i motivi principali perché quell'epoca torna e ritornerà sovente nelle storielle.