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Miss Alliston
Ad Asswood, un paesino sperduto sugli Appalachi, Beryl Alliston, insieme ai genitori, gestisce un piccolo rifugio per animali.
Un rifugio molto piccolo e poco conosciuto nei dintorni.
Alliston conosce un'infinità di persone ma ha pochi amici fidati.
Ma poche persone possono dire di conoscerla davvero, anche se non lo sanno.
Alliston mente. Tutti mentono, ovviamente: per un motivo o per un altro tutti dicono bugie, non c'è niente di strano in questo.
Ma Alliston mente, patologicamente, su tutto.
Probabilmente nessuno la conosce davvero, nemmeno il suo psicologo.
In realtà una persona che ha sempre visto oltre le bugie c'è stato e che l'ha conosciuta davvero c'è stato. Forse anche più di uno ma, probabilmente, Lawrence è quello che ha potuto vedere più in profondità degli altri.
Ma procediamo con ordine.
Beryl ha sempre avuto una nemica: Eve Monas.
Già dall'asilo nido non facevano altro che litigare, farsi dispetti, rubarsi le cose, ripicche e controripicche. E crescendo quest'animosità non è mai cambiata.
Tanto l'una quanto l'altra si invidiavano di tutto. Cose che per tutti gli altri erano insignificanti per loro assumevano proporzioni gigantesche, immani.
Allora Beryl ha cominciato a mentire.
All'inizio mentiva su piccole cose, quisquiglie, piccole bugie innocenti che via via sono cresciute nel tempo.
All'epoca dell'inizio di questa storia Beryl mentiva a tutti su tutto: non c'era nessuno immune alle sue bugie, nessuno che sapesse davvero cosa le passava per la testa.
In tanti la conoscevano come una ragazza carina e simpatica, forse un po' sopra le righe ma, basandosi sulle sue parole si credevano suoi amici.
Il problema era che lei non sapeva di sbagliare mentendo.
Quando conobbe Lawrence lo trattò come gli altri: mentendo. Si fece ben volere anche se, per un qualche motivo a lei ignoto Lawrence sapeva comunque sempre la verità quando gli mentiva. Sempre lui capiva la bugia, la guardava in quello strano modo che sapeva solo lui e Beryl confessava.
Forse Lawrence aveva fatto un patto col diavolo!
Lui diceva spesso cose del genere, diceva di averci fatto un patto, di giocarci a carte, cose così assurde che, evidentemente, non potevano essere vere.
Però, una cosa era indubbia, non riusciva a mantenere a lungo le bugie con lui. Presto o tardi cadeva in contraddizione e confessava.
Lawrence ben sapeva cosa si nascondeva sotto: Beryl voleva essere accettata, voleva dei veri amici cosa che non ha mai avuto. Aveva sì quella che credeva un'amica in Jasmine Blue ma non si accorgeva che, in realtà, Jasmine la trattava da amica solo quando le faceva comodo e la lasciava a se stessa quando le pareva.
Lawrence non solo lo sapeva ma riusciva anche a prevedere, quasi con precisione matematica, ciò che sarebbe successo quando le due amiche si vedevano ed anche quando si sarebbero viste. Pareva un mago.
Ma mago non era. Davvero aveva fatto un patto col diavolo?
Ad un certo punto questa capacità di Lawrence venne meno.
Beryl gli nascose una cosa importante e gliela nascose per molto tempo.
Così tanto che Beryl stessa cominciò a credere che fosse vera! E cominciò a mentire sempre più a Lawrence che non sospettava di nulla.
Ma, ad un certo punto, qualcosa in Beryl cambiò.
Lei non capì ma fu costretta a confessare tutto a Lawrence.
Lo sbalordimento di Lawrence fu totale, abissale. Ogni sua certezza fu sbriciolata tanto che ne uscì distrutto.
Perse così tanto la bussola che cominciò a dubitare di tutto, sempre. Cosa che alla fine lo portò lontano: ad Asstone, un paese ad una trentina di chilometri di distanza.
E lì, da solo, attende.
Attende di pagare il patto che aveva fatto col diavolo.