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Hartford - Parte 1

Siamo ad Hartford, una cittadina tranquilla del Connecticut, era un classico giorno d'estate nel giardino di casa Edem, una famiglia molto ricca e ben conosciuta.
Il padre Wolter un uomo alto, magro con un portamento molto importante e sempre ben vestito, si occupa di investimenti bancari.
La madre Kitty non tanto alta, con un taglio di capelli un pò sbarazzino e quell'abbigliamento sempre stravagante riesce a dimostrare sempre un età da ragazzina, invece gestisce un'attività alimentare molto ben vista.
I due si erano sposati molto giovani, come tutte le coppie innamorate e ribelli alle proprie famiglie.
La classica coppia più bella e affiatata della città e, di conseguenza, ben viste anche le loro due figlie, Alison e Tracy.
Alison è una ragazza molto particolare, ama essere sempre al centro dell’attenzione, sfoggiando vestitini stretti e attillati, grande studentessa, in attesa di laurearsi, nel tempo libero si dedica all’associazione di cui è a capo la madre organizzando quindi gran galà, feste e serate di beneficenza.
Tracy, anche lei come la mamma, bassina, con il fisico da sportiva, veste molto elegante come il padre, è più focalizzata sui suoi grandi obbiettivi personali.
Entrambe molto belle, niente da dire anche sull'educazione e le ottime discipline che entrambe avevano avuto.
Una grande famiglia unita, i pilastri più efficenti e i modelli più insostituibili da seguire.

In un caldo giorno d'estate mentre papà Wolter era, come al solito, fuori casa questioni di lavoro, Alison e Tracy sono in giardino a parlare davanti un bicchiere di limonata.
Alison, alzandosi dalla sdraio per fare un tuffo in piscina, chiede alla sorella cosa vorrebbe fare quel weekend.
Tracy (presa un po' alla sprovvista per la curiosa domanda) scuote il capo dicendo che ancora non lo sa e ne approfitta per chiedere alla sorella, se per caso, ci fosse qualche serata organizzata per l'associazione.
Ormai a bordo piscina, Alison, sedendosi sul trampolino e fissando la sorella con un sorrisetto malizioso, risponde di no.
Tracy sorrise, si alzò dalla sdraio e si diresse verso la piscina, sfidando la sorella a una vasca.

Nella villa accanto due moto sgassano alla partenza, Alexander e Steffy Spencer.
La famiglia Spencer: Vincent e Taylor erano fidanzati già dai tempi dell’asilo e hanno mantenuto il loro amore nel tempo; un po’ per merito delle rispettive famiglie un po’ per routine, i due hanno debuttato assieme condividendo così ogni momento della loro vita.
Vincent grande uomo d’affari dirige un azienda di moda, un uomo con molto fascino, nonostante quella barbetta fine e quel pizzetto sempre rifinito, il classico uomo del mistero, di poche parole.
Taylor invece è un’ottima psicologa, una donna di grande successo, altezza media, capelli lunghi, sempre ben vestita, tiene molto al suo lato estetico, passa la maggior parte del tempo a cercare le soluzioni ai suoi pazienti, tra una seduta e l’altra è sempre disponibile per figli, marito e amiche.
Nel tempo libero Taylor si dedica all’associazione di volontariato assieme a Kitty Edem, mentre i rispettivi mariti si vantano delle loro vittorie lavorative sul campo da golf.
Alexander, il figlio maggiore, un ragazzo non tanto alto, di corporatura media, dallo sguardo convincente e la barba sempre curata è un grande studente, laureato in ingegneria da ormai un anno, ha deciso di essere il braccio destro del padre in azienda, anche se sono due settori differenti. Nel tempo libero non si dedica a niente di particolare; a volte aiuta la madre a coinvolgere le persone nelle aste di beneficenza, ma la sua vita mondana non è molto attiva, se non indirizzare la sorella Steffy sulla cattiva strada.
Se due volate in moto possono chiamarsi così…
Steffy invece è una ragazza molto carina, due occhi da cerbiatta e capelli lunghissimi che raccoglie in uno chignon per esibire i suoi gioielli e, come brava figlia di un famoso stilista, indossa sempre abiti di alta classe, con un discreto gusto.
Come figlia minore dovrebbe seguire le orme del fratello, ma a differenza di lui ha le idee ben chiare su cosa fare, solo che non riesce a spiegarlo alla madre Taylor con la quale ha delle divergenze d'opinione.

Steffy sembra avere dei problemi con la moto: si accende ma non parte, così il fratello lascia in folle la sua per verificare.
Probabilmente un fusibile staccato e propone alla sorella di fare cambio. Lei, molto gelosa della sua moto, rifiuta ma dopo l’ennesimo tentativo accetta, un'altra sgassata e partono.
Agli occhi delle sorelle Edem i due fratelli Spencer non erano ben visti.
Alexander e Alison non possono stare per più di cinque minuti nella stessa stanza ma, ultimamente, anche Steffy e Tracy, amiche d’infanzia, iniziano ad avere delle opinioni diverse e vedendo i loro rispettivi caratteri entrambe devono dire la propria per avere ragione!!!

Ma torniamo a casa Edem.
Alison dopo aver perso la sfida con la sorella esce dalla piscina soffermandosi alla scaletta e rivolgendosi alla sorella che ormai, dopo l’ennesima vittoria, si era stesa sulla sdraio a prendere il sole…
Alison: "ma l’hai visto Alexander?"
Tracy (si lega i capelli, seduta sulla sdraio): "non l’hai visto pure tu, scusa"
Alison: "intendevo dire: sempre più brutto, che avrà fatto la cura dei cessi!?"
Tracy (sorridendo): "ma che cattiva che sei! È Alexander, non è mai stato bello!
Alison: "eh sì, da quando si è laureato poi se la tira ancora di più, come fosse l’unico in tutta Hartford!
Tracy: "secondo me lo fa per farsi notare da te…"
Alison (con aria finta sorpresa): "da me? e perché mai?
Tracy (lanciando l’asciugamano alla sorella): "perché quest’anno tocca a te"
Alison (asciugandosi a modo i capelli e viso): "questo mi ricorda che devo mettermi in cerca di un nuovo appartamento al campus!
Tracy: "what?"
Alison: "c’era odore di topo morto e umidità da tutte le parti, poi condividerlo con altre ragazze non mi và più, l’ho già detto anche a papà e poi… l’ultimo anno voglio vivere da sola, c’è una tesina da scrivere."
Tracy: "puoi sempre venire qui a casa per la tesi e poi che fretta c’è?, siamo ancora a inizio estate
Alison (si avvicina alla sorella, sedendosi sulla sdraio e abbracciandola): "con le agenzie è come un contratto, l’occasione buona non te la lasciano in eterno, ne ho già visti tre e uno mi piacerebbe tantissimo… che dici… ti andrebbe se andiamo assieme a vederlo?"
Tracy: "mi farebbe molto piacere, il problema è che mi mancherai tantissimo"
Alison: "anche tu mostriciattolo, ma potrai venire a trovarmi quando vuoi, poi non parliamo di distanze adesso, c’è tempo ancora."
Tracy (sorride, abbracciando la sorella): "che ne dici se andiamo a prenderci un thè freddo?"
Alison: "buona idea, mi sa che Isabel però ha la giornata di riposo"
Tracy: "un thè ce lo possiamo fare anche da sole, comunque sì Isabel ha la giornata libera!"
Mentre le sorelle si avviano per andare in cucina a preparare il thè, intravedono da quella grande vetrata della sala che dà sulla piscina la madre Kitty seduta sul divano a parlare con Taylor Spencer davanti a un caffè. Non sembra una conversazione amichevole anzi vedono la madre rilassata con la testa appoggiata al bracciolo del divano e le braccia strette a se come avesse paura di qualcosa, Taylor invece è seduta dalla parte opposta sulla poltrona con un quaderno aperto dove scrive qualcosa ogni tanto.
Taylor guarda l’orologio, si versa altro caffè nella tazza e Kitty continua a parlare…
Alison ( rivolgendosi alla sorella): "secondo te che fanno?"
Tracy: "Ali secondo te? "
Alison: "chiaccherano per qualche evento in programma"
Tracy: "sembra più che Taylor stia facendo qualche terapia a mamma"
Alison: "mamma da uno psicologo? che problemi avrà mai se non quello di scegliere il vestito giusto per ogni momento?!"
Tracy: "ma sì, mi sbaglierò; la mamma non a bisogno di terapie, anche se le sue responsabilità sono ben altre…"
Alison: "sì, trovare la giusta location per le serate mondate e organizzare aste e varie stupidate per quattro civette!"
Tracy: "e se tra mamma e papà ci fossero dei problemi?"
Alison: "non andrebbe certo a raccontarli a Taylor!"
Tracy: "perché no? in veste di psicologo è vincolata dal segreto professionale!"
Alison: "secondo te mamma e papà hanno dei problemi?"
Tracy: "non lo so, so che l’altro giorno stavano litigando per qualche motivo e Isabel ha fermato la discussione entrando in stanza e dicendo a papà che aveva una chiamata"
Alison: "c’è differenza tra discutere e avere dei problemi!"
Tracy: "che vorresti dire? e poi magari ne parla a Taylor per avere qualche sicurezza in più"
Alison: "non credo…"

Mentre Alison aspetta una risposta, Tracy resta immobile a fissare la scenda come se avesse visto un fantasma… Wolter, nel suo meraviglioso e unico fascino da uomo d’affari irrompe nella stanza facendo così sobbalzare la moglie dal divano e cadere la tazzina del caffè di mano a Taylor…
Alison: "quelle due tramano davvero qualcosa!"
Tracy: "ma che vuoi che tramino? magari la mamma ha bisogno davvero di qualche seduta!"
Alison: "sì al guardaroba!"
Tracy: "papà è ancora incerto, non sa cosa sta succedendo… guardalo e poi guardavo… vedi c’è un bicchere da scooth sul caminetto ancora pieno, magari…"
Alison (interrompe la sorella): "magari cosa? … credi che la mamma sia un alcolista e affoghi i suoi dispiaceri nell’alcool? credi davvero che nostra madre abbia dei dispiaceri? credi che non ci sia qualcosa che non avrebbe desiderato avere a al punto da buttarsi nell’alcool? io no mi dispiace non lo credo e non lo voglio credere!"
Tracy: "magari lo stress dei preparativi di tutte queste serate, la gestione del ristorante più chic della cità, a noi sembra tutto perfetto ma magari ha dei crolli e non lo vuole dimostrare… come quando io ho paura di non superare gli esami a scuola e la sera prima mi prendo due gocce per dormire meglio…
Alison: "gocce di che?"
Tracy: "non cambiare discorso! la mamma secondo me a bisogno di aiuto. stasera le chiederò cosa posso fare per lei"
Alison: "anche se fosse secondo te la mamma, orgogliosa com’è, lo direbbe a te? anche se fosse, e ribadisco che non ci credo, se c’è Taylor è perché non vuole coinvolgere la famiglia e così dev’essere, noi facciamo le figlie brave come sempre"
Tracy: "ovvero? fregarcene di ciò che abbiamo visto?"
Alison (apre la porta e inizia ad avviarsi verso la cucina): "sì"

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