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Una sera grigia
Mi è stato chiesto il continuo della storia di Anna ed Abner 1).
In realtà la storia potrebbe finire là: un incontro fortuito, un rapporto speciale, l'abbandono. Le ipotesi si possono spracare…
Abner, nudo sul letto, guarda Anna uscire dal bagno vestita ed uscire di casa sotto la pioggia.
Nessuno dei due dice una parola, nessuno dei due saluta.
Si riappoggia supino sul letto incrociando le braccia dietro la testa pensieroso. È indeciso sul da farsi, non si sono scambiati una parola, non conosce nemmeno il suo nome. Chiude gli occhi e si addormenta.
Quando si sveglia è sera. Si alza dal letto e si affaccia, ancora nudo, alla finestra. Fanculo a chi lo vede così.
Ha smesso di piovere ma il cielo è grigio e pesante, carico di elettricità statica.
Si volta e, vedendo il letto sfatto, una strana agitazione, una bramosia lo coglie.
Puntiglioso e preciso cambia le lenzuola e rifà il letto.
Si dirige verso la porta per uscire ma, quando cerca di prendere le chiavi dalla tasca dei calzoni si accorge di non essersi ancora rivestito. Scosso di questa mancanza di attenzione ma sorridente verso se stesso torna in camera a rivestirsi.
È sua abitudine, prima di uscire di casa, di lasciare qualcosa nello svuotatasche vicino la porta: una moneta, un bottone, un sassolino, non è importante cosa è, per lui, un rito. Questa volta strappa un pezzetto di filo pendente dal polsino della camicia e ci poggia questo.
Prende l'auto e parte.
Non ha una meta precisa, non sa dove vuole andare nè perché.
Inforca gli occhiali da sole a specchio, anche se non c'è sole, mette il suo medley di musica da strada e preme il piede sull'acceleratore.
Abner ha il piede pesante. Per evitare multe ha modificato il portatarga: tramite un interruttore scambia quella originale con una falsa.
La corsa sembrava non avere fine. Quando arrivò in cima al colle che dominava la città si fermò ad osservare il panorama appoggiandosi al cofano della macchina.
Come scosso da un pensiero improvviso salta in macchina e riparte verso la città: i semafori bruciati si sprecano così come sono un'illusione i limiti di velocità rispettati.
Arrivato ad un parcheggio salta su un cordolo sollevando le due ruote di sinistra ed inchioda sterzando: quasi un parcheggio da stuntman. Salta al volo giù dalla macchina ed entra in una enoteca. Ne esce pochi istanti dopo con un paio di bottiglie in un sacchetto di carta. Risalta in macchina e parte sgassando lasciando a terra mezzo copertone.
Sembra vagare per la città senza meta finché si ferma folgorato all'ingresso di un centro commerciale aperto 24 ore su 24. Parcheggia ed entra con disinvoltura.
Sale spedito al piano superiore e si dirige direttamente al negozio di profumi. Si ferma sulla porta e sorride.
Anna volta le spalle all'ingresso e si prova sul polso alcune fragranze. Sceltane una fra tante lo segnala alla commessa e si volta verso la cassa e l'ingresso. Lo vede e sorride.
Paga ed uscendo aggancia il braccio di Abner col suo e gli sussurra: - Ce ne hai messo di tempo… dov'eri?
Abner non risponde se non stringendole un po' il braccio in modo possessivo ed al tempo stesso protettivo. Si dirigono verso l'auto.
Tira fuori le chiavi, con un beep apre le portiere e porge le chiavi ad Anna che, con un sorriso malizioso, le prende e si mette al posto di guida. Si aggiusta il sedile, gli specchietti e si toglie le scarpe col tacco mettendole in braccio ad Abner che, sedutosi, chiude gli occhi fiducioso.
La guida di Anna è a dir poco da manuale, forse un po' troppo tecnica e troppo poco "calda" ma perfetta. Abner con gli occhi socchiusi si gode ogni mossa della sua compagna finchè, ad un certo punto, si solleva e dice: - Pronta per guidare seriamente?
Anna lo guarda sorridente, le si legge negli occhi la gioia per quanto le aspetta. Abner apre uno sportellino nascosto dietro il freno a mano che rivela una serie di interruttori. Ne aziona uno e, subito dopo, un altro. Fa a questo punto un cenno ad Anna come a dire "và pure, è tutta tua".
La sorpresa di Anna alla risposta dell'acceleratore non ha prezzo. La macchina ha fatto letteralmente un balzo in avanti passando istantaneamente dagli 80 kmh ai 130. Un sorriso a 32 denti le si stampa sul volto, stringe più saldamente il volante ed accelera sempre più. Raggiunti di 230 kmh alza il piede, si ferma e fa inversione. Abner si rilassa nuovamente avvolto dal sedile di pelle del passeggero.
Dopo pochi minuti Anna si ferma, prende le scarpe che sono in braccio al passeggero, le infila e scende dalla macchina. Abner prende le bottiglie e la segue.
La casa di Anna è, rispetto alla sua, piccola, praticamente minuscola ma molto più calda ed accogliente. Mentre la sua è fredda e senz'anima quella di Anna sprigiona personalità da ogni angolo.
Senza colpo ferire Abner si dirige in cucina prende un paio di bicchieri, un cavatappi e torna in salotto dove Anna si è stesa su un divano di pelle rossa dopo aver buttato le scarpe da una parte.
Si siede affianco a lei, le riempie il bicchiere e glielo porge. Quando Anna fa per prenderlo Abner lo ritira sorridendo.
Si accoccola tranquilla e chiude gli occhi socchiudendo le labbra. Abner le versa alcune gocce di vino tra le labbra così, giusto per farle sentire il sapore. Poi se lo beve.
Si china e la bacia. Non aveva deglutito il vino così glielo riversa lentamente in bocca facendola bere letteralmente dalle sue labbra. Lei lo morde facendogli spillar una goccia di sangue. Il sapore ferroso del sangue si mescola al vino dandoli un gusto particolare.
Abner, a questo punto, si toglie giacca e scarpe e beve ancora. Ancora questo rituale di farla bere attraverso di se.
Ad ogni sorso, ad ogni bicchiere uno dei due si toglie un indumento. Alcune gocce di vino cadono sul petto e sulla pancia di Anna prontamente ripulite dalla lingua sapiente di Abner.
Ormai gli indumenti sono tutti a terra e le due bottiglie sono quasi finite. Ma Abner ha ancora voglia di giocare e si dirige in cucina. Quando torna ha con se un coltello e qualcosa che Anna non vede. Tranquilla chiude gli occhi mentre Abner le spalma qualcosa addosso ricoprendole i seni, la pancia e parte delle gambe. Posato il coltello comincia a ripulirla dalla crema di cioccolato che le ha sparso addosso alternando leccate a baci, baci a leccate.
Quando le ripulisce le cosce si ritrova sopra di Anna a testa in giù. Le da un pizzicotto per farle aprire gli occhi e lei si trova davanti il suo membro ricoperto di crema al cioccolato. Si guardano vicendevolmente e sorridono mentre, contemporaneamente assaporando la crema si ripuliscono a vicenda.
Entrambi provano un'estasi di piacere ed entrambi ci trovano gusto a ripulire l'altro alla perfezione.
Una volta ripulitisi Abner si alza in piedi, si dirige allo stereo e, una volta tornato al divano, aiuta Anna ad alzarsi per ballare.
Ballano un lento l'uno attaccato all'altra spostando a malapena il peso da un piede all'altro.
Quando la musica finisce Abner le mette una mano sotto le cosce e la solleva prendendola in braccio.
Sorridendo Anna gli si aggrappa al collo mentre la porta in camera da letto.