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Smarrito a terra

Non so come ci fossi arrivato nè, tantomeno, dove mi trovassi.
Era una foresta piena di sterpi, alberi secolari, antichi, tutti storti sopravvisuti a malattie, epidemie, al fuoco ed a qualche inondazione.
Ovunque erano le tracce del passato di questo bosco.
Ovunque si notava la sua mancanza di vita. Non c'erano animali: scoiattoli, volpi, serpi, insetti. Nemmeno gli uccelli sostavano sulle cime degli alberi cantando. Solo un bosco vuoto e morto.
Ed io, ovviamente.

Questa solitudine estrema mi diede l'impressione come se tutte le specie viventi fossero estinte ed io fossi l'unico sopravvissuto. Di ogni scecie.
Che presunzione! Ma non si possono comandare le sensazioni, le impressioni.
Durò solo un attimo. Solo per un attimo mi crogiolai in quella sensazione poi la ragione ebbe il sopravvento e mi guardai intorno.
Tutto uguale in ogni direzione: solo alberi, arbusti, sterpi.
Non avendo indicazione alcuna sulla mia posizione una direzione valeva tanto quanto un'altra e mi avviai.

Cammina cammina cammina arriva la sera senza che sia arrivato in nessun posto.
Il bosco tutto uguale.
La stanchezza si fa sentire, mi siedo per terra, mi appoggio ad un albero e mi addormento.
Un lungo sonno senza sogni. Quando mi sveglio il mattino dopo il sole è già alto.
Il bosco è sempre uguale: alberi, sterpi ed arbusti. Niente tracce di animali od insetti: morto.
Mi alzo e mi guardo intorno. Le tracce che mi hanno condotto fin lì sono sparite.
Non ci sono più le mie orme. Ma non mi faccio prendere dal panico.
Mi inoltro in una direzione casuale.

Nuovamente si fa sera senza che sia arrivato in nessun posto.
Memore dalla mattina predispongo con rami e sassi una sorta di freccia per indicarmi la direzione dalla quale sono venuto.
Mi stendo a terra e dormo.
Questa volta Morfeo mi regala un sogno. Sogno un banchetto, una festa. Al centro della sala un catafalco. Mi avvicino per vedere il de cuius. Mi ritrovo steso nella bara.
Ascolto i discorsi dei convenuti che si burlano di me, che ricordano i miei tanti difetti.
In disparte una donna che non conosco piange. Tra un sussurro ed un singhiozzo sussurra "lui, era lui".

Mi sveglio scosso da un presentimento.
Il segnale è sparito. Il bosco senza vita è sempre uguale: alberi, sterpi e arbusti.
Senza fine in ogni direzione.

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