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Nobody's Law - Parte 2
Mirella torna portando con sé una cartella piena di documenti ed un pacco di vestiti.
Fino a quel momento non avevo ancora notato che, sotto il lenzuolo, fossi completamente nudo… evidentemente si accorge del mio imbarazzo e, sorridendo - non preoccuparti, ti lascio questi ed esco subito così ti puoi vestire
ed infatti deposita il fagotto ed esce velocemente chiudendo la porta alle sue spalle.
Sono ancora semisvestito quando irrompono due poliziotti inseguiti dalla capo-infermiera
- Lei stia fuori - le intima uno dei due chiudendole la porta in faccia poi, rivolgendosi a me - dato che finalmente è sveglio dobbiamo farle alcune domande…
- Certamente, se permettete, finisco di vestirmi
- Certo faccia pure… Per prima cosa come si chiama?
- Donatello Ermini, ma non avevo alcun documento quando mi avete trovato? Piuttosto… dove mi avete trovato?
- Non ricorda l'incidente? L'abbiamo trovata a circa 10 metri da quella che abbiamo ipotizzato fosse la sua auto distrutta e semi-carbonizzata sulla statale che porta a Pollandastro
- Incidente? No, l'ultima cosa che ricordo è che mi sono addormentato nella baita di Rossella al laghetto
- Rossella?
- Sì, Rossella Margini
- Margini ha detto?
- Sì
- Era solo alla baita?
- Sì, perché?
- É bene che venga con noi, non è questo il posto per continuare questo colloquio.
- Ok, compilo questi moduli per l'ospedale e andiamo
- Faccia alla svelta.
Evidentemente sono in un pasticcio più grosso di quello che pensavo, ma è bene che vi spieghi tutto dall'inizio.
Un giorno di, ormai, circa un anno fa mi trovavo con i miei amici al bar sotto casa per la solita birretta, le solite quattro chiacchere e la solita partittina a carte quando, con in mano un paio di borse da boutique, evidentemente aveva fatto compere, entra nel locale una ragazza alta, mora, occhi neri, fisico slanciato, tacco alto ma non troppo e si siede ad un tavolino, nel locale cala un silenzio irreale. Certo, quando entra una bella ragazza, tutti la guardano un po' poi, magari qualcuno ci prova ma comunque tempo zero e ricomincia il chiacchericcio normale, in questo caso, però, il silenzio rimane pesante. Tutti sanno chi è, più che altro di chi è figlia e, appunto per questo evitano qualsiasi atteggiamento che possa anche solo lontanamente apparire non consono.
Si siede ad un tavolo e prontamente il barman la serve del martini che ha richiesto entrando.
Passano alcuni momenti e quando appare evidente che non attende nessuno e che nessuno, le rivolgerà la parola mi alzo, mollo i miei amici al bancone e, sedendomi al suo tavolino con un sorriso smagliante le faccio
- non ho potuto fare a meno di notare che il suo martini è stato agitato, non mescolato, signora Bond
con un evidente sorriso compiaciuto mi risponde - signorina grazie…
- sì, lo so, penso che qui - ed indico con la testa gli altri avventori del locale - lo sappiano tutti
- mmm anche tu lo sai e sei comunque venuto fin qui? mmm coraggioso, non temi mio padre?
- certo che lo temo, ma non sia mai che una bella ragazza resti sola solo per questo - e scoppiamo in una risata divertita.
Da quel momento nasce una bella amicizia tra noi, che, fatta di chiacchere e divertimenti anche se vigilati, seppur discretamente, dagli inviati di suo padre.