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===== Cinthya =====
- Che succede se ti metti a pensare?
- Accadono brutte cose
La risposta di Cinthya era evidente che non bastasse alla nipote, aveva messo su una faccia perplessa ed interrogativa, così si mise seduta accanto alla bambina e cominciò.
- Sai, non sono proprio cose brutte, non sempre almeno.
La prima volta che accadde avevo all'incirca la tua età, molto molto tempo fa. Un bambino mi fece un dispetto e pensai una brutta cosa su di lui. Alcuni giorni dopo accadde davvero.
La mamma, tua nonna, mi avvertiva sempre "bada a non pensar male che è peccato" ma io non le credevo minimamente. Come poteva il pensiero, il mio pensiero, essere un peccato?
Qualche tempo dopo una bambina mi tirò i capelli e pensai una brutta cosa anche su di lei. Alcuni giorni dopo accadde anche a lei.
Cominciai, allora, a fare caso a quello che pensavo ed a quello che succedeva.
Succedevano anche cose belle ed allora cominciai a pensare bene per tutti quelli che conoscevo: chi voleva vincere una partita la vinceva, chi voleva una sorellina la otteneva, e così via.
A tutti quelli che conoscevo succedevano cose belle. Tutti.
Ma se a qualcuno andavano bene le cose a qualcun'altro dovevano andare male. Il mio amico voleva vincere la partita di pallone? Lui la vinceva ma qualcuno si rompeva una gamba. La mia amica voleva una sorellina? La sua mamma aveva una bambina ma dall'altra parte della città un'altra mamma perdeva la sua.
E così via. Se qualcuno era felice da qualche parte qualcuno diventava triste. Per colpa mia accadevano brutte cose.
- È per questo che hai smesso di pensare zia? - interrompe la bambina
- No, non è per questo. Che qualcuno sia felice e qualcuno triste è naturale, se io posso rendere felici le persone a cui tengo è giusto. Non ti rende felice la tua mamma? Ti sembra una cosa ingiusta?
- No no - dice con voce allegra la nipote - sono sempre felice con la mamma. È giusto così.
- Appunto, non è per questo che ho smesso di pensare.
Cinthya sospira e sembra riflettere prima di andare avanti.
- Ero diventata grande continuando a pensare cose belle per le persone a cui tenevo. Pensavo a cose belle per tutti tranne che per me.
Non so perché non avessi mai pensato cose belle per me prima di allora. Mi piaceva un ragazzo, un ragazzo di una mia amica.
In realtà credo fosse merito dei miei buoni pensieri che si fossero incontrati ed innamorati ma ora lo volevo io.
Non pensai niente di brutto per la mia amica, pensai solo quanto sarebbe stato bello se lui si fosse innamorato di me.
Ed avvenne. Ovviamente.
La mia amica morì di dolore, non credere a chi ti dice che non si può morire d'amore, fidati è possibile, non è comune ma è possibile.
Stava così male dentro che venne tutto fuori, si ammalò, deperì e morì.
Io ero troppo felice per me, per il mio amore, per accorgermi della situazione della mia amica, non avevo pensato minimamente a lei in quel periodo.
Morì perché io volevo essere felice.
Accadde una brutta cosa perché io volevo le sue cose belle per me.
Quel ragazzo non era quello che faceva per me e, dopo un po', ci lasciammo. Ma intanto la mia amica non c'era più.
- È per questo che dici che accadono cose brutte?
- Sì bambina mia, è per questo. Se pensi il bello, il bene dall'altro lato si nasconde il brutto ed il male.
- È per questo che hai smesso di pensare allora?
- Sì, è per questo. Quando i miei pensieri diventano reali accadono brutte cose. Per questo non penso più.
Nota: esiste una leggenda a riguardo, se non erro della Louisiana che, come il disegnatore di Oni in Giappone rendeva vivi i propri disegni, racconta di una fanciulla stregata che rendeva reali i propri incubi e scomparve misteriosamente.
Ovviamente nessuno sa quanto ci sia di vero in entrambe le storie ma voglio pensare che che la ragazza della Louisiana abbia deciso autonomamente di limitarsi come ha fatto Cinthya nel mio racconto.