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La transumanza

Vidi il mondo con occhi nuovi, da quel momento niente sarebbe stato più lo stesso, nessun luogo, nessuna situazione, nessuna persona, tutto sarebbe cambiato.
Non sapevo se tutto sarebbe tornato come in origine o sarebbe stata solo una nuova fase, solo il tempo avrebbe potuto dirlo, anzi potrà dirlo.
All'origine era la luce. Tutto era illuminato da una luce benefica che donava una patina dorata su tutto poi, come le onde create da un sasso lanciato in un lago, il buio dilagò e si espanse.
Inizialmente una patina grigiastra coprì le cose, offuscò le situazioni ed impallidì le persone. Poi, via via che le onde si allargavano le cose si scurirono, le situazioni divennero sempre più fumose e le persone sempre meno nitide.
Alla fine era il buio. Le cose apparivano nere ed oscure anche se illuminate dalla luce del sole, le situazioni quasi un'illusione di realtà tanto da non apparire vere, le persone, semplicemente, svanirono dalla mia vista.
Ero avvolto nel buio in un mondo vuoto. Ero solo in questo buio sconfinato.
Non era difficile scoprire cosa avesse provocato tutto ciò, quale fu il sasso sasso che increspò le onde, era una cosa antica nel tempo che non mi aveva dato scampo e dalla quale non sarei potuto sfuggire in alcun modo.
Ma, come dicevo all'inizio, quel giorno tutto cambiò. Anzi, per la verità, quella notte.
Vorrei dire che era una notte buia e tempestosa ma non era così. Certo, era buia, d'altronde era notte ma non era tempestosa anzi, tuttaltro era nitida e limpida. Forse, non ci fosse stato tutto quell'inquinamento luminoso si sarebbero potute vedere le stelle, forse.
Quel giorno feci un qualcosa che non osavo fare da tempo: aprii gli occhi ad un vecchio evento, offrii lo sguardo ad una situazione antica, diedi spazio a persone conosciute in un'epoca remota.
E stetti a guardare.
Ascesi oltre il cielo per guardare il tutto con un occhio estraneo e lasciai un mio fantoccio in quell'ombra notturna.
Fu necessaria un'antica magia ignota ai giorni nostri ma che mi era stata tramandata da una vecchia saggia in indocina molti anni orsono. Quella vecchia era molto saggia e molto vecchia, penso che, all'epoca avesse qualcosa come 400, 420 lune. In quella zona dell'indocina contano il tempo in lune come facevano i loro antenati.
M'insegnò l'arte del pensiero inconsistente, non saprei come spiegarlo meglio se non dicendo che è l'arte di pensare senza pensare di pensare a ciò che si va a pensare. Con quest'arte fui in grado di accettare e di e resistere a quel buio incipiente. E, grazie ad un'altra arte, appresa ancor prima da un anziano mentore a Tijuana l'estrazione dell'anima dal rum grazie ad uno speciale bong ho potuto, osservare la scena dall'alto e dall'esterno.
Non so, quindi, se fu l'arte del pensiero inconsistente o l'arte dell'estrazione dell'anima, o la combinazione delle stesse che permise la visione.
Vidi ciò che non credevo esistesse: la transumanza del silenzio.
La transumanza del silenzio non era mai stata vista da alcuno a memoria storica. Fu ipotizzata, circa 12000 anni fa, da un filosofo teoretico Majcomjo di una cività scomparsa: i Clovis.
Ecco, quello che vidi quella notte non fu esattamente come teorizzato da Majcomjo.
Majcomjo prevedeva che il silenzio si muovesse da un punto ad un altro come una nube e quindi fosse fumoso ed inconsistente e, di conseguenza, la sua transumanza fosse incostante ed incoerente.
Quanto vidi non fu così ma, indubbiamente, fu una transumanza del silenzio.
Dall'alto sembrava più che ad una nube somigliava ad una solida, solidissima fascia o striscia bruna posta dinanzi agli occhi a seguirne la direzione che impediva al mio altro me di vedere. Dai miei occhi fuoriusciva un fascio di vivida luce che veniva bloccato da questa fascia, che non riusciva ad attraversarla come anche dall'esterno arrivavano vividi fasci luminosi che, allo stesso modo, venivano bloccati dalla fascia.
La transumanza fu lenta ma precisa. Ad un dato momento il mio altro me abbandonò il consesso per qualche momento, non ero intenzionato a seguirlo ma, ahimè, l'arte dell'estrazione non permette una ampia distanza quindi dovetti seguirlo. In ogni caso, quando tornò verso il consesso avvenne.
Non so come ma la fascia bruna aveva perso il sincronismo con gli occhi e, a quel punto, semplicemente transumò scomparendo istantaneamente.
Non capii cosa avevo visto finchè terminò l'effetto dell'arte dell'estrazione. A quel punto vedevo un mondo nuovo.

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