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===== I regni della vita =====
Una leggenda di una terra lontana ci racconta dell'esistenza di tre regni: il regno dei vivi, il regno dei morti o trapassati ed il regno degli eterni.
Il regno dei vivi non ha bisogno di descrizione, lo conosciamo tutti piuttosto bene.
Nel regno dei trapassati vivono le anime di tutte le persone morte nel nostro regno. Se ancora qualcuno nel mondo si ricordano di loro vivono in una continua festa se, invece, anche il loro ricordo è estinto vagano tristi guardando gli altri festeggiare.
Nel regno degli eterni, invece, vivono quelle anime che sono diventate un mito od una leggenda nel nostro mondo. Questi non vivono in festa né in tristezza ma vigilano che tra i regni non vi siano intromissioni.
Le intromissioni tra i regni possono avvenire solo in due momenti speciali:
- il primo è noto a tutti la notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre: in questa notte i trapassati possono andare a trovare i vivi e gli eterni vigilano affiché essi rispettino le regole e tornino nel loro regno prima del sorgere del sole
- il secondo avviene più raramente è la notte tra il 29 febbraio ed il 1° marzo, sì avviene solo ogni quattro anni: in questa notte i vivi possono entrare nel regno dei trapassati ed anche qui li eterni vigilano, in realtà poco dato che in pochi conoscono questo segreto, che rientrino nel regno dei vivi prima dell'alba
Ogni regno ha il suo signore.
Nel regno dei vivi regna Madre Natura, invisibile ai più, controlla e domina tutto e tutti senza distinzioni e senza interferire più di tanto. Certo a volte si arrabbia e scatena la sua ira ma solitamente resta tranquilla a guardare.
La signora del regno della morte è la Sora Virtù, anche lei non fa granché partecipa alle feste e poco più. È però lei che decide il momento di richiamare una vita dal regno dei vivi a quello dei morti e per questo manda vari emissari, la più nota è la Vecchia con la Falce tanto declamata.
A capo del regno degli eterni c'è colui che è chiamato il Primo. È il primo essere vivente morto che è entrato nella leggenda: Adamo. Certo c'è anche Eva ma lei ci ha deliziati della sua presenza per più tempo quindi comanda lui. Non che ne sia contenta ed infatti a volte litigano per questo ma, che ci volete fare, le regole sono regole.
Queste regole non sono state inventate così a caso, o forse sì non saprei dirlo con certezza, ma, di sicuro, sono state stabilite da colui (o forse dovrei dire colei, non mi è chiaro di che genere sia) che regna su tutto. Vive in una dimora distante da ogni regno, da ogni regno raggiungibile ma da nessuno visibile. Per accedere bisogna oltrepassare un labirinto di pietra incantato, individuare la sacra ara tra le tante che si trovano oltre il labirinto e, una volta superati una serie di enigmi, risalire la cascata d'oro.
Non certo un'impresa facile.
Se ci si riescie si incontra lui (o lei). Un gigantesco grassone (o grassona) arancione con in mano un libro.
Ora mi direte: perché ci racconti tutto ciò? Calma bimbe e bimbi belli ora ci arrivo.
Madre Natura e Sora Virtù, come tutti del resto, a volte si annoiano. Sora Virtù voleva regnare sul regno dei vivi e, dato che il regno può essere ceduto solo volontariamente e le regole non si possono cambiare, volle fare una scommessa con Madre Natura. Sora Virtù scommise che avrebbe trovato un essere umano la cui dipartita non sarebbe stata ricordata da nessuno, nemmeno per un momento. Madre Natura era certa che ciò non sarebbe avvenuto ed accettò la scommessa.
Nel regno dei vivi a quel tempo viveva un uomo schivo e reietto, senza amici, senza nemici, senza grandi virtù e senza grandi vizi. Un uomo che vegetava più che vivere, poveraccio.
Teoricamente non potevano interferire pena l'annullamento della scommessa ma, in ogni caso, entrambe le regine si travestirono ed andarono nel regno dei vivi per cercar di pilotare un po' la vita di quest'uomo.
Il reietto senza l'intervento di Madre Natura, aveva trovato un'amica, o forse due non saprei dirlo con certezza, quindi era, praticamente salvo e Madre Natura, quindi, tornò nel suo regno ad aspettare.
A Sora Virtù la cosa non piaceva quindi, sobillò il nostro uomo a trattar male queste persone, a ferirle, a farsi disprezzare. Ovviamente nessuno si lascia ferire e trattar male senza far nulla ed in effetti si allontanarono.
A quel punto Sora Virtù forzò la mano e mandò un emissario a prelevare l'anima del reietto, che passò nel mondo dei morti direttamente tra i tristi.
Sora Virtù andò a riscuotere la vincita. Madre Natura e Sora Virtù si scambiarono i regni.
Il reietto era ancora giovane non era molto contento di questa morte prematura ma, ovviamente, non sapeva nulla né dei tre regni né del grassone che comanda tutto né, tantomeno, della scommessa.
Guardava triste gli altri divertirsi, guardava triste, tramite uno specchio d'acqua magica, il mondo dei vivi che aveva lasciato quando vide le persone che aveva ferito tristi. Non ne conosceva il motivo sapeva solo che non poteva sopportare di vederle in quello stato.
Andò a cercare la regina del regno dei morti: Madre Natura. La trovò a rattristarsi per la perdita del dominio sul regno dei vivi e le raccontò dei suoi amici tristi e se poteva aprire un varco per farlo andare ad aiutarli. Non poteva Madre Natura aprire un varco per lui ma questo le dimostrava che se avesse avuto il tempo il reietto avrebbe potuto rimaner nel cuore di qualcuno. Gli suggerì di andare a parlare col Regolatore, così chiamava il grassone arancione.
S'incamminò, percorse tanta strada ma non gli pesava la fatica, fino al labirinto di pietra incantato. Con calma e con criterio lo percorse certo, ogni tanto i muri si spostavano da soli ma faceva parte del gioco. Non si sa quanto tempo ci mise ma, con pazienza e perseveranza, alla fine lo oltrepassò arrivando alle sacre are. Ve ne erano a decine, tutte uguali, tutte con un'iscrizione diversa. Tutte potevano essere quella giusta.
Lesse tutte le iscrizioni, tutti i simboli, alla fine scelse quella la cui iscrizione era un cerchio con dentro una sfera. Stranamente era quella giusta. Una gigantesca testa di pietra comparve dal nulla e cominciò a porre enigmi.
Il reietto non era scemo. Soppesò tutti i quesiti con calma e dopo aver ben ponderato rispondeva. Non ci è dato sapere quanti fossero gli enigmi, il cronista di questa storia si è addormentato nel frattempo ed è stato svegliato da un boato.
Comparve la cascata d'oro. Il reietto non sapeva nuotare figurati in una cascata. Non sapeva scalare quindi non poteva risalire la china aggrappandosi a qualcosa. Quindi semplicemente si sedette e chiamò: "ohhhhhhhhh Regolatore vieni a parlare con me".
Figurarsi se sarebbe comparso ad una chiamata del genere. Invece, su una nuvoletta bianca candida candida, discese il grassone arancione con il libro in mano: guardava il reietto, e sfogliava il libro. Lo guardava e sfogliava. Dopo un po' disse "oh te che tu ci fai qui? non è ancora giunta la tua ora". Schioccò le dita e comparve Madre Natura. "io volevo Sora Virtù la regina del regno dei morti, tu che vuoi?"
Madre Natura raccontò al Regolatore della scommessa. Adirato chiamò al suo cospetto anche Sora Virtù.
Da arancione per la rabbia era diventato verde, certo un verde un po' strano ma pur sempre verde.
Aprì il libro e ne tirò fuori uno specchio. E guardò tutto ciò che era successo.
Anche se Sora Virtù aveva barato e quindi tornò al regno dei morti il Regolatore non poteva ridare la vita al reietto. Doveva guadagnarsela e poteva farlo solo sconfiggendo la morte e Sora Virtù.
Sora Virtù aveva poteri magici, ovviamente, quindi sarebbe stato sleale un combattimento diretto quindi gli pose davanti tutte le sfide perdute dagli uomini dalla notte dei tempi.
Non che fosse semplice ma il reietto accettò.
Le sfide arrivarono a frotte, inizialmente cercò di contrastarle una ad una ma, ad un certo punto si fermò.
Le sfide si riunirono tutte insieme e formarono un'unica gigantesca sfida. Il reietto rimase immobile a guardarle.
La gigantesca sfida gli si scagliò contro, in quel momento il reietto si sedette e disse: "ti perdono, distruggimi pure".
Si sgretolarono. Sora Virtù era stata battuta ed il reietto riguadagnò la vita.