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Storie dal medioevo: Il re ignorato

Il nostro povero affamato arrivò in prossimità di un castello. Le guardie al portone d'ingresso, dopo averlo guardato ben bene, gli intimano di andarsene.
In effetti il suo aspetto è poco rassicurante, pallido, emaciato, secco allampanato, sembra la morte in persona. C'è il rischio che tiri le cuoia non appena passato il portone.
Alla scena ha assistito anche una fanciulla che fa parte della corte reale che tornava da una battuta di caccia con altri nobili del castello.
Il poveraccio si allontana strascicando i piedi scalzi nella polvere. Sfinito dalla fame e dalla stanchezza.
Una guardia, mandata dalla fanciulla, lo raggiunge con tre balzi e gli dona un cesto pieno di frutta: mele, pere, pesche, albicocche, more e mirtilli, di tutto un po'. Pur non capacitandosi di tanta generosità il nostro affamato… ingurgita tutto in un baleno, la guardia non fa in tempo a tornare al suo posto che già il nostro uomo è pronto a restituire il cesto.
La fanciulla con i nobili non hanno ancora oltrepassato la porta sicché l'affamato s'inchina nei pressi della cavalcatura della fanciulla e ringrazia sentitamente.
Lei sorride dietro un ventaglio mentre un cavaliere lì vicino "bada te che modi educati ha 'sto villano, su" ed avvicina la cavalcatura "alzati e dicci chi sei".
L'affamato, preso così in contropiede "signore sono un semplice viandante affamato"
"Portiamolo con noi, è così divertente" chiede la fanciulla
"Ma sì" conferma il cavaliere "dopo essersi ripulito potrà essere un buon giullare"
Così, il nostro affamato, ha trovato un ingaggio a castello.
Ovviamente prima di farlo entrare nel castello stesso viene consegnato a delle matrone con il compito di "renderlo presentabile".
Non bastano 10 bagni di 100 catini d'acqua ciascuno per renderlo decentemente pulito. Da quanto sudicio è accumulato su quel'esile corpo è necessario strigliarlo con una spazzola da cavallo perché si incominci ad intravedere il colore della pelle.
Una volta ripulito e rifocillato, sono necessari due giorni prima che le matrone decidano che è abbastanza pulito per introdurlo a corte. Viene rivestito con abiti da giullare raccattati qua e la e l'effetto è sorprendente. Sembra quasi un essere umano!
Introdotto durante il banchetto comincia ad esibirsi con alcune battute ed alcuni screzi divertenti, od almeno così sembra alla corte.
Questo lavoro gli da ben da vivere ed in capo ad un paio di mesi ha quasi ripreso una forma decente, è ancora estremamente magro, ma almeno un po' di carne sulle ossa ora c'è.
C'è una sola persona che il giullare non ha ancora visto: il re. Eppure ai banchetti sono presenti tutti. Questa cosa lo incuriosisce.
Comincia a chiedere in giro ma nessuno sembra saper niente. Finché, un giorno, chiede alla dama che lo ha salvato e questa gli risponde: "come non c'è il re ai banchetti? ma che dici? ti pare una cosa possibile?" e se ne va spazientita.
Si introduce, quindi nelle stanze del re e lo trova… morto stecchito. Deve essere morto già da un pezzo dato che la carne comincia a sparire ed a comparire direttamente le ossa.
Decide, quindi, di vestirsi come il re e presenziare al banchetto al suo posto.
Quando la corte non vede arrivare il giullare un mormorio di protesta e quesiti da tutte le parti circolano: "ma che fine avrà fatto?", "ma dov'è finito?", "starà male?" e così via.
Finché il re (ovvero il nostro affamato giullare) interviene: "l'ho licenziato, non mi faceva ridere".

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