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===== Fuga nel tempo ===== Ovviamente ricorderete la storia dell'uomo che inventò una macchina usava un "passaggio segreto" per entrare in un cunicolo al di fuori dell'asse del tempo e si perse 1).
Qualche tempo dopo la sua scomparsa la sua casa fu (o sarà, non si sa) pignorata dalla banca e venduta all'asta.
Ovviamente per l'acquirente fu un affarone: comprò la casa e tutto il suo contenuto per un terzo del valore di mercato, ma questa è un'altra storia.
Il nuovo proprietario cominciò ad esaminare il contenuto di ciò che aveva comprato, qualcosa lo buttò, qualcosa lo donò, qualcosa lo reciclò, esattamente come chiunque altro.
Finché incontrò quella strana macchina. Essa era assurda, ovviamente non c'era alcuna descrizione od istruzione allegata alla stessa quindi non si sapeva a cosa servisse.
Il nostro aveva molti conoscenti: ingegneri, architetti, geometri, meccanici, in pratica conosceva tutti i tipi di tecnici esistenti sulla piazza. A tutti descrisse la macchina, a tutti mostrò le foto ed ai più curiosi la fece anche vedere. Ovviamente nessuno era in grado di dirgli cosa fosse ed a cosa servisse.
Non c'era una spina per collegarlo alla corrente quindi non sapeva neanche come metterla in funzione.
Ficcanaso come non mai cominciò lui stesso ad "investigare" la cosa. Per investigare intendo che cominciò a smontarla pezzo per pezzo.
Ovviamente cominciò dai pannelli più in vista per vedere cosa c'era dentro: cavi, viti, fili, circuiti, ovvero robaccia.
Smonta un pannello, ne smonta un altro, un altro ancora, quando arriva al quarto pannello non ci trova cavi, viti e circuiti, vi trova invece una piccola manopola rossa. È una manopola simile ad un rubinetto, permette solo di essere ruotata di 90°. Curioso come una scimmia la ruota.
La macchina borbotta, scoppietta e si accende.
Sembra non fare niente però ci sono una serie di lucette rosse e gialle che lampeggiano a più non posso.
Guarda tutto intorno alla macchina, la guarda di sopra, di sotto non ci vede alcunchè. Ad un tratto nota un piccolo, ma veramente piccolo, sportellino che si può aprire.
Ovviamente lo apre e ci guarda dentro. Contiene un affare di metallo che, a prima vista, sembra un tirapugni di ferro però con tre fori invece di quattro. Bha, strano, lo prende e fa per estrarlo quando si ritrova in un tunnel senza fine. Non ci capisce niente.
Apre la mano e si ritrova nella casa di fronte alla macchina. La spegne pensieroso e molla il tirapugni.
La cosa lo intriga.
Ogni giorno entra nel tunnel, ogni giorno vi sosta un po' più a lungo e scopre che dal di dentro può sporgere la testa, senza lasciare il tirapugni, e guardare il mondo in un tempo differente.
A lui il suo mondo non piace granché. Ha molti conoscenti ma pochi amici, ha un lavoro che non lo soddisfa, ha una vita misera e triste senza alcuna gioia. Decide di evadere dalla sua vita per un po'.
Tra i suoi pochi amici fidati ne scova uno al quale da l'incarico, come se partisse per una vacanza di andare ogni giorno ad una certa ora a girare quella manopola, come se chiedesse di andare ad annaffiargli i fiori (che non ha) o di andare a badargli il gatto (che non ha).
Per un mese vaga nel tempo: ha visto il futuro, ha visto il passato, ha visto molto, troppo forse.
Quando torna ringrazia l'amico che ha girato la manopola durante tutto quel tempo e rimugina.
Rimugina rimugina rimugina decide di andarsene. Gli ci vuole un mese per decidere dove e quando, nel frattempo liquida tutto, raggranella il denaro e lo investe in oro. Oro puro. Piccoli lingottini da un grammo o due. Li raccoglie tutti in un sacco, va nel bosco con una macchina a noleggio e li seppellisce. Saluta i pochi amici che ha, lascia il lavoro, gira la manopola e parte.

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