meta dati per questa pagina
  •  

Sogno di una notte d'inizio primavera

C'era una volta una coppia di fanciulle molto diverse tra loro.
Una diceva sempre le cose pane al pane e vino al vino, l'altra lo faceva solo con chi, un po', si fidava.
Una era schietta e diretta, l'altra un po' sulle sue.
Una era realista una tendenzialmente pessimista/ottimista a seconda del momento.
Una blaterava a più non posso all'altra dovevi darle il la e poi partiva.
Come, queste due, fossero in sintonia però è tutto un dire. Sembrava quasi che si capissero al volo anche se non su tutto e tutti.
Un giorno finì alla loro mercé un povero diavolo. Era un diavolaccio che chiaccherava poco, che si apriva ancor meno e preferiva ascoltar le ciance altrui più che parteciparvi. Anzi a volte svaniva proprio per non ascoltarle nemmeno.
Ogni tanto lui scriveva qualche sciocchezza, qualche storiella, qualche enigma, qualche considerazione e qualche fesseria. E fu questo a portarlo alla loro mercé.
Le due fanciulle… leggevano quanto scriveva. Non si sa bene perché, non è che scrivesse buone cose, principalmente sciocchezze ma tant'è, esse erano sue lettrici.
Il povero diavolo, cioè quant'egli scriveva, era criticato a più non posso:

  • troppa fantasia
  • poca fantasia
  • troppo fantasy
  • poca fantascienza
  • troppa fantascienza
  • troppo sentimentalismo
  • poco romanticismo
  • troppo romanticismo
  • personaggi fisicamente troppo strani
  • personaggi troppo descritti
  • personaggi poco descritti
  • troppi mostri
  • pochi gialli
  • troppi gialli
  • gialli troppo complicati
  • gialli poco complicati
  • troppo horror
  • poco horror
  • troppo realismo
  • poco realismo
  • troppo noir
  • poco rosa
  • etc. etc. etc.

in sintesi, quel poveraccio, in ogni caso era criticato.
Anche il fatto che non riuscissero ad identificare, nei personaggi, chi o cosa avesse scatenato la di lui fantasia era fonte di critica.
Non ultima… che loro non si riconoscessero mai nelle storie che raccontava.
Ora, in realtà c'erano più e più volte, in varie forme, in vari luoghi ma loro erano incapaci di riconoscercisi.
Così, un giorno, lo tartassarono.
Povero diavolo.
Lo tartassarono a tal punto che finì col dire un paio di storielle a caso dov'esse erano presenti.
Quel poveraccio ebbe questa malaugurata idea che, sapeva, gli si sarebbe ritorta contro. Così decise di scrivere una nuova storia dove le menzionava in maniera evidente sperando, ma era ben conscio che fosse una pia illusione, di zittirle in tal modo.

Potresti lasciare un commento se ti fossi autenticato.