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===== Il fuoco spento ? =====
Spesso si crede che gli esseri mitici (esseri di fuoco, di luce, demoni, etc.) non esistano ma ne incontriamo ogni giorno senza accorgercene, siamo miopi.
Si potrebbe anche pensare che questi esseri restino della propria natura per sempre ma, abbiamo visto, che alcuni cambiano: spesso per fattori esterni altre volte per fattori interni.
Abbiamo sempre visto, di questi cambiamenti, la spinta iniziale e l'esito, questa volta non lo faremo. Vedremo invece come il cambiamento agisce su un essere di fuoco.
Un essere di fuoco, un Jinn, è un essere nella cui anima brucia un fuoco eterno, inestinguibile, che non può essere domato e dal quale, se si vuole conoscere davvero un Jinn, bisogna sapersi guardare. Perché si può credere di controllare il fuoco ma è solo un'illusione. È il fuoco che domina gli altri elementi.
Veramente non sono sicuro che il processo sia terminato, spero non lo sia, spero che il fuoco riprenda vigore e si scateni, vorrei proprio esserci quando ciò accadrà, suppongo possa equivalere all'esplosione di una supernova ma, non precorriamo i tempi.
Effettivamente sono anche in dubbio se sia il caso descriverlo dato che è tuttora in atto od attendere ancora ma… me l'ha raccontato un demone del silenzio e, visto il tipo, potrebbe volerci molto tempo prima che mi riferisca l'esito della trasformazione, quindi penso scrivere ciò che so e, nel caso aggiungere successivamente dei paragrafi a riguardo.
Ciò che segue è il suo racconto:
Tutto è iniziato un quattro mesi fa, non me ne accorsi subito, cioè avevo notato qualcosa ma non mi era chiaro cosa.
Ciò che, almeno a noi demoni, permette di riconoscere un Jinn sono gli occhi, a noi demoni piacciono gli occhi, li guardiamo, li osserviamo, ci perdiamo in essi, da essi non solo riconosciamo un nostro simile ma anche esseri arcani ed esseri che nascondono se stessi.
In un Jinn, per quanto sia abile a camuffarsi, gli occhi ardono, nella pupilla possiamo scorgere il fuoco, il fuoco eterno, il fuoco stesso della vita.
Io sono amico del Jinn, o almeno credo, non lo so più. Quindi lo conosco bene, ci parlo spesso, certo considera che sono pur sempre un demone del silenzio quindi non parlo molto, discutiamo, litighiamo anche ma, in ogni caso ci siamo l'uno per l'altro.
Il periodo precedete era stato piuttosto pieno, complicato, abbastanza pesante ma il fuoco lo sosteneva come non mai, in questi casi il fuoco stesso da ad un Jinn la forza, le capacità e le energie. In questo periodo non riusciva a contenere il fuoco che prendeva tutto il suo corpo e non era visibile, a noi demoni, sono nello sguardo, quindi, pur di esserci, mi ero corazzato, indossavo un'armatura d'acqua e sabbia sì che la sabbia avrebbe assorbito il fuoco diretto e l'acqua abbassato la temperatura per permettermi di "respirare".
Ma forse già qui era iniziato, non saprei. In ogni caso il fuoco era alto e forte, rosso con le lingue arancio, un fuoco che sarebbe stato fonte d'orgoglio per ogni piromane degno di questo nome.
Quando il periodo terminò fu preso da una certa spossatezza e nascose il fuoco nei soli occhi. Avevo ancora gli scudi alzati, per timore di un riflusso che potesse incenerirmi quindi non lo notai, lo notai solo un 15/20 giorni dopo quando ero certo che non ci sarebbe stato un ritorno di fiamma ed abbassai gli scudi.
Il fuoco era cambiato non era più rosso ed arancio, virava sull'azzurro. Era un fuoco freddo, impersonale, un fuoco senz'anima. Temevo fosse colpa mia, agli altri non sembrava cambiato nulla, quindi poteva essere qualcosa che avevo detto (cioè visto il mio genere non detto) o fatto (o non fatto) quindi, fiducioso della sua apertura, gli parlai. Disse che era momentaneo ed io non c'entravo affatto.
Continuai, quindi, a comportarmi come sempre avevo fatto. Ma, piano piano, sempre più la fiamma scemava, scemava, scemava.
Poi il fato, come si suol dire, ci mise sopra un carico, un peso che spezzò le gambe al Jinn. Io non ero in grado di far nulla quindi non feci nulla, od almeno nulla di buono.
Oggi, ad un occhio umano (nemmeno a tutti, ci sono anche umani che vedono delle differenze ed essendo io silenzioso me lo riferiscono), sembra normale. Ma non è così.
Probabilmente il mio essere un demone del silenzio, e quindi propendere per l'ascoltare più che per parlare non aiuta a scovare l'arcano, ma in ogni caso riesco a vedere che la fiamma, ormai, è quasi spenta.
Quasi.
Laggiù, nel profondo di quegli occhi, aldilà dell'iride.
Quell'iride ormai piatta, non più influenzata dal fuoco sottostante. Ahh, giusto. Il fuoco che arde influenza l'iride che cambia, vira costantemente, i suoi occhi cambiano e sono bellissimi per questo, cambiano dal grigio la verde con pagliuzze d'oro con tutta una tonalità di sfumature stupenda.
Dicevo, ormai quelle iridi sono piatte, nessuna variazione, o quantomeno molto poche.
Ma laggiù, oltre l'iride, all'interno della pupilla ma molto, molto in profondità ancora riesco a vedere una piccolissima fonte di luce, spero non sia solo brace ma, seppur minuscola, una fiammella che possa, un giorno riaccendere la fiamma.
Per questo spero quel giorno, di essere presente, di vedere quella fiamma ardere nuovamente, a costo di venire incenerito.
Non ho voluto modificare niente del racconto del demone, ho voluto solo fare da portavoce.