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Resoconti dalla Galassia dell'Occhio Nero: L'ultimo Viaggio della JCoreShark - La discesa

Data stellare: 8852741.11.18
Tempo di missione: 15.1.10.6.30
Stato: Nave 26%, Cupola 0%, Anello 40%, Energia 30%, Curvatura 0%, Impulso 60%
Stato Equipaggio: Inizio Missione 638, Deceduti 632, Infermeria 0, Attivo 6
Ubicazione: periferia esterna della galassia, quadrante P462.3A1, sistema della stella gialla K37B1, orbita geostazionaria intorno al sesto pianeta denominazione H
Descrizione sistema stellare: sole giallo, 4 pianeti rocciosi, fascia di asteroidi, 2 pianeti rocciosi di cui uno abitato, fascia di asteroidi, 6 pianeti gassosi inabitabili, pianeta in uscita dal sistema solare

Stanno tutti dormendo nelle proprie cabine.
Lupurius è solo in plancia, dopo aver letto i dati analizzati da Posodoso, sta riflettendo sul da farsi.
È indubbio che il loro arrivo modificherà il pianeta, sta a loro decidere in che modo e quanto influenzare i popoli esistenti.
Non risulta dagli archivi che una simile varietà di forme di vita senzienti su un solo pianeta abbia prosperato, è però anche vero che mai i continenti sono stati così diversi e separati.
“Gli Honsi sono così diversi che negli altri continenti non potrebbero prosperare. Gli Halliga non potrebbero vivere altri che in un deserto, gli Hemuri solo tra i boschi, gli Hursi nella neve o poco più, gli Havirii son troppo grossi per la foresta, gli Heruchi bhè loro forse avrebbero potuto prosperare anche altrove ma avrebbero avuto troppa concorrenza, per gli Hydro il problema non sussiste hanno tanto mare da perlustrare…
Sarebbe bello che sopravvivessero tutti… e noi possiamo e dobbiamo lasciarli prosperare.
Dobbiamo scendere, non possiamo rimaner in orbita in eterno.”

Cominciano ad arrivare gli altri alla spicciolata, comincia il rumore, come riflettere in questo stato?
Lupurius: “Signori, buongiorno. Sappiamo tutti che dobbiamo scendere sul pianeta. Bene, trovatemi una posizione adatta, terra o acqua è irrilevante, preferirei non preferire, scusate il gioco di parole, nessuna specie, se possibile. Eneru, Filionide noi tre andremo nella cabina del capitano a parlare della nave.”
Giangiaus: “perchè solo voi tre?”
Lupurius: “anche se non ci sarebbe bisogno di spiegazioni dato che mi avete eletto vostro capitano; la questione è semplice: dobbiamo decidere come smembrare la nave; tu non hai alcuna compentenza in materia, Posodoso e Pilino sono più che altro dei teorici e questa è una faccenda tecnica e si sentirebbero pesci fuor d’acqua non potendo dare un gran contributo.”
Pilino: “smembrare la nave? Perchè?”
Lupurius, tirando un sospiro: “avete letto tutti, suppongo, i dati analizzati da Posodoso. Ci sono almeno 6 specie senzienti sul pianeta. Noi, volenti o dolenti, ne influenzeremo l’evoluzione. Preferirei, per quanto possibile, non favorire nessuna specie e lasciarli evolvere, sempre nel limite del possibile, autonomamente. Conseguentemente creeremo la nostra “base a terra” con la nave smembrata ed adattata. Altre domande?”
Giangiaus: “solo una… come sopravvivremo?”
Lupurius: “come tutti non ho certezze. Dato che dobbiamo vivere qui… lo faremo nel miglior modo possibile.”

Lupurius, Eneru e Filionide si spostano nella cabina del capitano. Appena giunti Lupurius sigilla la porta e si dirige verso la libreria posta dietro la scrivania del capitano. Fa cenno agli altri di sedersi, sposta due volumi di astronomia, tira in avanti un volume di meccanica e “gira la testa” ad una statuina posta sullo scaffale più alto.
A quel punto la scrivania, che sembrava bloccata come qualsiasi altro mobile sulla nave, si sposta rivelando uno stanzino nascosto. Entra nello stanzino e dopo circa un minuto ne esce con un fascio di progetti.
Eneru: “cosa sono quelli?”
Filionide: “e quella stanza nascosta?”
Lupurius, con un sorriso: “è la stanza del buio e questi sono i progetti del buio”
Eneru e Filionide si guardano perplessi.
Lupurius: “vedo che non ne sapete niente; è normale, non preoccupatevi. Viene denominato buio la trasformazione incontrollata delle persone e delle cose. A bordo di ogni nave della federazione ci sono delle persone incaricate di controllare che il buio non si manifesti. Solo gli agenti del buio ed il capitano possono accedere a quella stanza. Io ero una di queste ed ero qui per controllare che la missione, il capitano e la nave non cadesse nel buio. Il mio compito si sarebbe rivelato solo se necessario, fortunatamente non ce n’è stata necessità. Questi progetti sono stati ricavati da trasformazioni di altre navi della stessa classe di questa che potranno, forse, esserci utili per creare la nostra base.”
Eneru: “ma quindi altre navi hanno subito trasformazioni? Non ne sapevo niente.”
Filionide: “avevo sentito dire che la JhonnySpare aveva subito delle modifiche ma la credevo una cosa normale”
Lupurius: “il capitano della JhonnySpare cadde nel buio e trascinò con sè la nave trasformandola in una specie di treno galattico, sparì e non se ne seppe più nulla, finchè uno degli agenti ricomparve dall’altro lato della galassia.
Comunque, veniamo a noi. Eneru ti avevo chiesto di verificare se e come possiamo smembrare la nave rimanendo operativi”
Eneru: “sì bè in realtà potremmo dividere la nave in quattro tronconi quasi uguali rendendoli sia indipendenti che controllandoli unitamente”
Lupurius: “bene, potrebbero essere le fondamenta della nostra casa”
Filionide: “e cosa mettiamo sulle fondamenta?”
Lupurius, sorridendo: “guardate quel progetto”

Dopo aver guardato attentamente il progetto Eneru sbuffa ed afferma “ok, ma dove lo troviamo del vetracciaio quaggiù per la nuova cupola? Questo progetto prevede di usare quella che è andata distrutta”
Filionide: “giusto”
Lupurius: “avete ragione, ovviamente… nella stanza del buio c’è anche un’altra cosa” si alza e va nella stanza del buio e, dopo aver rovistato un po’ torna con una sfera nera, ma così nera che sembra impossibile, in mano “questa è una sfera di generazione, serve a creare, quasi dal nulla, una serie oggetti per noi utili tra cui anche il vetracciaio”
Filionide: “ma allora potremmo usarla per riparare i danni”
Eneru: “non può di certo sostituire tutto l’anello mancante”
Lupurius: “infatti e poi mancherebbe anche il motore a curvatura che era nella sfera… però una sfera nuova potrebbe generarla e, quindi, la nostra casa”

Pausa di riflessione in cui i tre pensano ad i pro ed ai contro della situazione.

Lupurius: “quanto tempo ci vorrebbe a sezionare la parte di anello che abbiamo e renderli usabili come piattaforma per la nostra casa?”
Eneru: “poche ore, le sezioni si possono dividere quasi automaticamente; basta poi dirottarne i comandi ma… e per generare quella che chiami la nostra casa?”
Lupurius: “una volta posizionate le fondamenta ci vogliono un paio di giorni. Fatto ciò dovremo poi spostare i comandi in una sala della casa”
Filionide: “direi che è fattibile.”
Lupurius: “bene, allora tornate in plancia mentre io metto a posto la sfera di generazione”

Una volta usciti Lupurius rimette nella stanza del buio i progetti e la chiude.
Apre una piccola botola di sicurezza sotto la scrivania e vi ripone la sfera sigillandola.

Rientrati tutti in plancia Posodoso esclama: “abbiamo trovato una posizione adatta, si trova ad un centinaio di km dal continente di roccia verso quello dei boschi, il fondale è poco profondo, 500 metri circa, e stabile; è in una zona temperata e non battuta da venti forti. È sullo schermo.”

L’area che si presenta sullo schermo è di puro mare verdazzurro tranquillo con il fondale basso e roccioso. Molte specie ittiche vi nuotano tranquille e pacifiche.
Non spira un’alito di vento.
Un paradiso.

Lupurius: “bene, mi sembra un buon posto, abbastanza lontano da tutti per permetterci di non favorire nessuna specie. Giangiaus hai visto i dati delle specie esistenti… le nostre specie e la nostra nave che impatto avrà, a livello biologico intendo, con loro?”
Giangiaus: “in realtà direi nessuno.”
Lupurius: “nessuno? Mi pare strano”, lo scetticismo traspare oltre che dalla sua voce anche dalla sua espressione.
Giangiaus: “è vero che siamo molto differenti ma di ceppi virali a bordo non ce ne sono, se, semplicemente, ci sterilizziamo e sterilizziamo la nave, e questo lo farà automaticamente l’ingresso nell’atmosfera, non creeremo danni… in realtà c’è anche un’altra cosa” accenna arrossendo leggermente
Lupurius: “cosa?”
Giangiaus: “siamo talmente compatibili che, ovviamente non tutti allo stesso modo, potremmo anche procreare con gli autoctoni”
Posodoso: “che? Davvero? Non l’avrei mai detto.”
Lupurius: “quindi ci stai dicendo che vorresti andare laggiù a farti un Hemure? Bhé, questo non me l’aspettavo” sorridendo sotto i baffi.
Giangiaus, rossa come un peperone: “non ho detto questo, accidenti" pesta a terra facendo rintronare la plancia. "Ma visto che siamo cinque maschi ed una femmina credo che prima o poi qualcuno di voi sentirà questa necessità. Ecco. Ed in tal caso sappiate che con alcuni potreste procreare”\ Lupurius, ridendo sotto i baffi: “tu no ovviamente, scusami tanto”.

Lupurius, dopo una pausa: “bene assodato ciò, mettiamoci al lavoro per sezionare la nave e scendiamo a terra. La nostra nuova patria ci aspetta.”

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