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===== Resoconti dalla Galassia dell'Occhio Nero: L'ultimo Viaggio della JCoreShark - L'incidente ===== Data stellare: 8852741.11.7
Tempo di missione: 15.1.1.20.40
Stato: Nave 98.8%, Cupola 100%, Anello 100%, Energia 94%, Curvatura 100%, Impulso 100%
Stato Equipaggio: Inizio Missione 638, Deceduti 1, Infermeria 5, Attivo 632
Ubicazione: periferia esterna della galassia, quadrante P462.3A1, sistema della stella gialla K37B1
Descrizione sistema stellare: sole giallo, 4 pianeti (da espolorare), fascia di asteroidi, 3 pianeti da espolorare, fascia di asteroidi, 6 pianeti gassosi già esplorati ed inabitabili
Situazione: stasi per studio 2° fascia di asteroidi

Oggi ha inizio il 15° anno della missione esplorativa, non appena avremo terminato i studiare questo sistema solare torneremo a casa quindi siamo molto contenti e ci siamo messi in stasi a distanza di sicurezza dalla 2° fascia di asteroidi per i festeggiamenti. Per l’occorrenza tutti i lavori sono sospesi e le attività di routine sono assegnate al computer di bordo.
Ci siamo riuniti nella “sfera”, è lo spazio più ampio di tutta la nave e, per l’occorrenza le paratie sono state aperte per permetterci di guardare lo spazio esterno.
Nella sfera la gravità, oltre essere presente sul ponte centrale, viene dirottata anche direttamente sulla cupola di vetracciaio così che possiamo ritrovarci a parlare anche con qualcuno che, rispetto a noi, è in posizione orizzontale od a testa in giù, a volte anche in maniera comica.
C’è chi gioca, chi ride, chi scherza e siamo tutti un po’ alticci e bisogna stare attenti a cosa si dice e si fa per evitare fraintendimenti di sorta (a bordo sono presenti 8 specie con usi e costumi differenti).
Là il capitano parla con la sua compagna: deve aver detto qualcosa di molto particolare dato che arrossisce fino alla punta delle orecchie…
Di là due dei motoristi giocano a quello che hanno battezzato sferennis, una specie di tennis giocato sulla sfera.
Lassù l’ufficiale scientifico ed il primo ingegnere stanno, come sempre, bisticciando su qualcosa che solo loro capiscono.
Da una parte il cuoco e “console” onorario, stà facendo sfoggio delle sue capacità oratorie.
Laggiù, solitario come al solito, Lupurius guarda il sole con un bicchiere, non ancora toccato, in mano, non ama molto queste riunioni, questi festeggiamenti, non è molto integrato in questa combriccola un po’ mattacchiona ma è l’unico interpellato, seppur con un po’ di deferenza, da tutti su ogni argomento. Non è certamente la più affabile delle persone, non è nel gruppo dei delegati, nè il più titolato, non è uno scenziato, nè un ufficiale al comando, è un semplice tecnico come ve ne sono tanti altri ma se qualcuno a bordo ha un dubbio filosofico, scentifico, logistico, comunicativo, tecnico o di qualsiasi altra ragione (anche sentimentale) e non riesce a venirne a capo in altro modo, una chiacchieratina con lui, sempre se si riesca a superare eventuali imbarazzi e timori atavici nei suoi confronti, e la soluzione diviene semplice quasi lapalissiana.
Lupurius non è il suo vero nome, in verità è un nomignolo, un soprannome che gli è stato affibbiato e che, per chissà quale motivo, sembra abbia accettato di buon grado; il suo vero nome, o almeno così è scritto sulla sua scheda personale, è Lu Vireto de Sicus Potreus Viciaus detto Lu Viciaus.
La sua specie, gli Equulus, si trova dovunque nella galassia è un bipede alto oltre 2 metri, le gambe massicce terminano con due zoccoli che, solitamente, vengono ricoperti con una lamina di metallo per evitarne il logoramento, gli arti superiori sono molto lunghi e terminano con delle mani con sei dita di cui una opponibile, orecchie appuntite sulla sommità della testa, nel volto mascella e mandibola sporgono all’esterno e due dei denti superiori sporgono oltre il labbro.
Dicevamo che Lupurius sta osservando da solo il sole in lontananza quando Giangiaus gli si avvicina ed attacca discorso (questa parte è mancante sul diario di bordo) direi quasi un monologo dato che Lupurius sembra rispondere solo a monosillabi.
È una bella Caprelpes, bipede con piede biungulato con lo smalto rosso, alta quasi quanto Lupurius, è ricoperta da una peluria lanuginosa bianco-rosata, e gli arti superiori terminano con due mani a tre dita così mobili da poter carezzare col pollice il dorso della stessa mano. Occhi neri languidi ed orecchio bianco cadente, la peluria rosea sul muso farebbe innamorare qualunque maschio.
Giangiaus è una dei medici di bordo specializzata in psicologia e linguistica, infatti fa parte sia dei delegati che della sezione comunicazione ed è da tempo che ha una cotta evidente per Lupurius che sembra non accorgersene.
Tutto ad un tratto, mentre Giangiaus mette in atto molte delle sue arti seduttive, Lupurius trangugia in un sorso il suo bicchiere, si volta e le dice “Se vuoi salvarti la vita, va nella tua cabina; devo informare il capitano” e parte alla carica in direzione del capitano. Gli dice qualcosa ed il capitano scuote la testa come a dire “ma non dire sciocchezze” al che Lupurius a voce abbastanza alta perché risuoni e, grazie alla conformazione della sala, sia udibile da tutti fa: “Il mio l’ho fatto Capitano, se non fa come le ho detto i morti saranno molti e li avrà sulla sua coscienza, sempre se sopravviverà; chi vuole vivere è bene che trova riparo nell’anello.” si volta e se ne va verso l’anello dove sono ubicati i motori principali e le cabine private.
Nella sfera cala il silenzio interrotto solo da qualche brusio di perplessità, tutti guardan verso il sole per cercar di capire cos’ha visto Lupurius ma, solo alcuni, compresa Giangiaus, gli danno retta e si dirigono verso la cupola.
La festa, dopo questa piccola parentesi, riprende come se niente fosse.
Giangiaus cerca Lupurius nella sua cabina ma non lo trova, in sala macchine, niente, sulla plancia di comando, non c’è, sembra sparito, non lo trova da nessuna parte. Dopo aver girato mezzo anello lo trova in sala tattica che digita comandi su una tastiera: “Che stai facendo?”
“Non lo vedi? Cerco di far calcolare al computer la situazione attuale del sole”
“Perchè?”
“Lo hai guardato? Non hai visto l’eruzione?” e poi, come tra sé, “certo che no come potete guardare l’inguardabile e prevedere l’imprevedibile”
Preme invio e viene proiettata l’immagine del sole da cui fuoriesce una gigantesca eruzione. Giangiaus rimane a bocca aperta e senza parole.
Altri ticchettii di tasti e l’immagine cambia prospettiva, si allontana, compare la JCoreShark, la posizione dei pianeti e delle fasce di asteroidi.
Altri ticchettii e si genera un’animazione e compare un cronometro.
Secondo l’animazione, l’eruzione solare non colpirà alcun pianeta, ma alcuni grossi asteroidi della prima fascia verranno investiti ed investiranno il 6° pianeta, mentre alcuni asteroidi della seconda fascia andranno a colpire la nostra nave tra soli 23 minuti.
“I.. Il ca.” Giangiaus deglutisce cercando di parlare “Il capitano lo sa?”
“Gliel’ho detto prima, hai visto la sua reazione; vattene in cabina, è più sicuro, io vado in sala macchine e cerco di spostare la nave”
“Vengo con te”
“Preferirei tu fossi al sicuro”
“Più al sicuro che con te?”
Dopo aver pensato un attimo “Daccordo, ma ricorda, non siamo autorizzati ad entrare in sala macchine, il sistema automatico di sicurezza potrebbe anche eliminarci… sicura di voler correre il rischio?”
“Certamente, se sono con te”
“Bene, andiamo”
In realtà sala macchine non è il termine giusto in quanto tutto l’anello in realtà un gigantesco, il diametro esterno è di circa 80Km, acceleratore di particelle usato per alimentare il generatore del campo di curvatura. Sparsi per tutto l’anello ci sono anche una serie, 40 per la precisione, di motori ad impulso che permettono la velocità subluce e, grazie ad una serie di “ugelli” di controllo, 4 per motore, permettono le variazioni di rotta e gli spostamenti.
“Lu, di quanto dovremo spostare la nave per salvarci?”
“Con l’impulso non ce la facciamo, dovremo attivare la curvatura…”
“Ma ci vuole tempo per attivare i motori!”
“…lo so, ma abbiamo” guarda l’orologio al polso “solo 15 minuti… arriveremo alla sala macchine tra 5 minuti, ce ne restano 10 per bypassare i sistemi di sicurezza, attivare i motori e spostarci… accidenti, non ce la faremo”
Silenzio, mentre camminano spediti ad un tratto Lupurius si ferma di botto “certo possiamo provare col thermostock”
“Thermoche?”
“Andiamo da Eneru, è qui a due passi”
Infatti dopo 30 secondi spalanca una porta, nella cabina non c’è nessuno, Lupurius guarda nella scrivania e nell’armadio e trova una piccola sfera, circa 20cm di diametro, nera con tre pulsanti.
“Speriamo l’abbia completata”
“Cos’è?”
“È il thermoshock, se funziona genera un campo antigravitazionale abbastanza potente da deviare, spero, gli asteroidi che ci colpiranno… vediamo come funziona”
Entra Eneru “Ehi, mollalo subito, che fate nella mia cabina”, le penne della criniera sono aperte per mettere soggezione, ma Lupurius non se ne avvede.
“Piuttosto, come si attiva? L’hai completato?”
“Perché?”
Guardando l’orologio “abbiamo meno di 5 minuti, in quanto è pronto?”
“3 minuti ma non puoi usarlo, non l’ho testato”
“E’ il momento buono per farlo. Ecco, attivato”
Un boato.
Un fischio nelle orecchie conferma l’entrata in funzione del thermoshock.
Il grosso degli asteroidi vengono deviati ma molti hanno colpito la cupola mandandola, seppur il vetracciaio sia molto resistente, in frantumi ed alcuni anche l’anello.
La criniera di Eneru è ridiscesa, le gambe secche tremulano dallo spavento così come vibrano le penne di collo e spalle mentre le tre dita terminali delle braccia alate non riescono a stare ferme.
Le persone presenti nella sfera sono morte sul colpo, la decompressione improvvisa ha fatto esplodere i corpi all’istante; solo quelli che erano andati nell’anello hanno qualche possibilità di sopravvivenza.
Lupurius si dirige verso la sala tattica, Giangiaus ed Eneru lo seguono a ruota senza fiatare.
Eneru rimane blocato sulla porta a guardare l’animazione che era rimasta attiva. Lupurius digita comandi convulsamente e Giangiaus gli è accanto. L’animazione scompare e compare uno schema della nave con tutti i danni subiti: cupola distrutta, un terzo dell’anello è come stato strappato via, ora sembra quasi un ferro di cavallo, delle 637 persone a bordo risultano sull’anello, cioè su quel che ne resta, solo 41 di cui, dai dati del computer 13 morti, 15 in fin di vita ed altri 8 con ferite più o meno gravi.
Giangiaus “devo andare a curarli”
Lupurius “sta attenta… io sigillo le sezioni danneggiate, dopo vado in plancia; Eneru va in sala macchine e controlla ed attiva i motori ad impulso, dobbiamo andarcene da qui”

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