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Dòleo

"Babbo babbo, da quando la mamma è andata via sento male qui" toccandosi il petto disse il bimbo al padre afflitto.
"Figliolo, anche il babbo sente male qui" anche lui toccandosi vicino lo sterno nel punto dove batte il cuore "ed anche qui" portandosi una la mano alla testa "è l'assenza che ci fa male, è la lontananza che ci sconvolge."
"Ma babbo, si può smettere di sentir dolore?"
"Ahhh bimbo mio… ti racconterò la storia di Dòleo, colui che sconfisse il dolore…" e cominciò a narrare:
Dòleo viveva molto tempo fa, così tanto tempo fa che niente e nessuno si ricorda di che tempi fossero; visse e morì in un tempo così remoto che anche i dinosauri son giovincelli al confronto.
A quel tempo, il mondo era molto più popolato di ora e non c'erano differenze tra le persone, non c'erano leggi, non c'era lotta e non c'era disprezzo.
Dòleo viveva insieme a Mào, erano compagni nel senso più completo del termine, condividevano tutto: gioie, passioni ed amori.
Erano sempre insieme, avevano una vita felice. Dòleo era felice, Mào era felice.
Un giorno Mào scomparve. Dòleo scoprì il dolore, pianse
"soffriva come stiamo soffrendo noi ora figliolo" continuò il babbo con un sospiro
pianse e pianse, si disperò, urlò, strillò per molti giorni e molte notti, settimane, mesi, forse anche per anni
finché, un giorno finì le lacrime.

"Babbo ma cosa dici? Come si fanno a finire le lacrime? Non è possibile. Stai mentendo."
"Figlio mio, a tutto c'è un limite, presto lo scoprirai anche tu, anche alle lacrime… dicevo:"
pianse fino alla fine delle lacrime; il dolore, però, non era svanito ma non riusciva più a dimostrarlo.
Non potendo più manifestare il proprio dolore decise di farla finita.
"calma figliolo calma, lasciami andare avanti"
Come in ogni civiltà, anche nella loro, vi erano posti adatti a persone che volevano togliersi la vita, esattamente come da noi ve ne sono di migliori e di peggiori, di più gettonati e di meno gettonati, Dòleo andò ad uno di questi posti: un ponte.
Questo ponte era tanto caro a Mào, era dove si erano conosciuti, era pregno di ricordi per Dòleo, l'aveva scelto anche per questo.
Sul ponte, esattamente nel punto che aveva scelto c'era un bambino
"sì, un bambino come te, figliolo" disse sorridendo un bambino che guardava il paesaggio sotto di lui ammirato e sorridente, era beato. Dòleo fu incantato da quello sguardo e volse il suo sguardo nella direzione che guardava il bambino. Rimase abbacinato, abbagliato. Vide, con gli occhi del bimbo il futuro.
Certo non aveva affatto dimenticato il suo dolore, non era affatto passato ma scoprì che il futuro ancora esisteva.

"Babbo babbo ma non avevi detto che aveva sconfitto il dolore? A me non sembra" affermò, con voce stridente, il bambino
"Figliolo, il dolore non passa e non passerà mai, forse si attenuerà col tempo ma tienilo stretto, tieni stretto il tuo dolore, un giorno forse, come Dòleo, capirai che il futuro è tuo ed il dolore ne fa parte."

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