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===== Il drago sepolto ===== Si narra che ogni mille millenni possa nascere un bimbo col cuore di drago. Questo bimbo mentr'è ancora nel grembo materno apprende la memoria del drago e la assorbe nel suo piccolo cuore; questo permetterà al bimbo di superare ogni inferno e portare il mondo ad un nuovo stadio.
In un giorno d'autunno, prima ancora del sorgere del sole, di molti e molti anni fa un bimbo volle venire al mondo prima del suo tempo. Era piccolo ma forte e non ebbe alcun problema ma, in ogni caso, ciò non sarebbe dovuto succedere.
Il suo piccolo cuore non aveva avuto il tempo di assorbire tutta la memoria del drago ma ne aveva accolta solo una parte.
Crebbe tranquillo e felice protetto dall'affetto familiare. Quando i compagni di giochi lo prendevano in giro non ne faceva un problema ed i bulli, seppur tempestandolo e martoriandolo in gruppo, non riuscivano a piegarlo al loro cospetto, tutt'anzi altro non facevano che rinforzare il suo corpo e renderlo sempre più cupo. Botte e risse erano all'ordine del giorno e, seppur sempre solo, non sempre ne usciva sconfitto e battuto, più d'una volta il gruppo di bulli subiva più danni di lui. A dir il vero non un suo osso ebbe mai rotto mentre a più d'un bulletto capitò tale situazione.
Solo quando non era fisico il sopruso il bimbo ne usciva triste, disfatto ed a volte piangente.
Per anni ha subito, risposto e combattuto, sempre da solo, sempre dagli amici non aiutato ed anche deriso.
Fino a quel giorno, anch'esso, nel tempo, molto lontano.
Subì alcune angherie, scherzacci e dispetti senza ritorcer nemmeno un verbo, non aveva la voglia quel giorno di stringer le sue mani e tirar pugni. No, quel giorno era strano, s'era alzato tranquillo e beato e voleva solo tirare il fiato.
Ma ahimè, quel giorno assai strano cambiò tutto il suo mondo. Scherzi, dispetti, danni ne ebbe in quantità; calmo e tranquillo in apparenza il fuoco covava pian piano. L'ultimo non fu neanche un grave reato: una burla, una celia niente di più ma fu quella che fece traboccare il famoso vaso.
Un urlo che parve un boato ed un pugno, uno solo, nel cemento che armato, in fondo, non era. Bucato.
Neanche un graffio aveva la sua mano. Alcuni dicono che il fuoco c'era nel suo sguardo ma agli astanti mandò solo uno sguardo gelato ed il suo silenzio.
Alcuni dei bulli se la diedero a gambe e gli altri s'aspettavano una qualche reazione ma, vedendo quello sguardo, muti e silenti restarono ed abbassarono a terra lo sguardo.
Quel ragazzo decise quel giorno di non stringer più i pugni, le mani ha disteso e non più richiuso, per tema del dolore che poteva creare.
Quello sguardo di ghiaccio è rimasto sul suo volto, non più un sorriso, vero e sincero è apparso su quel viso, ha sepolto il suo cuore sott'un manto di ghiaccio e solo con una maschera d'indifferenza riesce nel mondo a vagare.
Anela però ciò che più teme: che un giorno la maschera cada ed il ghiaccio si sciolga; che la passione e l'ardore di quel cuore di drago esploda in tutto il suo furore.

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