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===== No One Think ===== Era un tempo da chiodi: il sole giocava a nascondino tra le nuvole che si vendicavano riversando pioggia sui poveri abitanti del pianeta.
Con un tempo del genere è facile perdere le staffe ed anche degli ottimi amici possono avere diverbi e dissapori.
In quel tempo viveva un uomo assurdo, in molti lo temevano e questo perché pochi lo capivano ed è molto più facile temere ciò che non si comprende che tentare di capirlo.
Aveva una naturale ritrosia nell'autocompiacimento ed infatti quando faceva qualcosa automaticamente minimizzava quanto fatto ed autoironizzava sulle proprie incapacità.
Per questo, in passato, chi gli si avvicinava ne approfittava.
Col tempo aveva scoperto che nessuno da niente per niente anzi, di solito, pretendono molto più di quanto danno, e per questo, e non solo, evitava di chiedere qualcosa a qualcuno.
Quando gli capitava svalutava completamente qualsiasi cosa avesse fatto in passato ed ingigantiva, nella propria mente, il favore ricevuto autoalimentando la propria ritrosia.
Ogni favore necessitava, nella sua mente, di essere ripagato, ogni cosa ricevuta, ogni e qualsiasi inezia e gentilezza era, per lui, un gigantesco debito da restituire. Si sente, si potrebbe dire, come un ladro.
Ciò lo portò rapidamente ad una solitudine ineguale, forse solo un beluga bianco rimasto intrappolato in un lago nell'antartico può comprenderla quindi non cercheremo neanche di descriverla.
Ma, come Oda fa dire ad Hagwor D. Sauro, "nessuno nasce in questo mondo per rimanere completamente solo" un giorno, anche lui, incontra un'amico.
Combatte contro questo sentimento per lungo tempo finché non capisce che non può far altro che accettarlo ma, pur passando il tempo e pur avendo ceduto la maggior parte dei propri schemi difensivi, non riesce a frenare i suoi istinti autoprotettivi e cerca, inconsciamente, di trovare una breccia per incrinare tale sentimento. Tentativi che risultano sempre completamente vani.
Ci sono casi in cui, però, la forza dell'amicizia gli impongono di cedere a certe ritrosie sicché pur accettando certe gentilezze sente il cuore sopraffatto dalla propria incapacità di accettazione incondizionata rischiando anche di far incrinare tale sentimento.
La sua anima gioisce di tanta indiscussa amicizia ma il suo cuore si stringe nel dolore della propria incoerenza.

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