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Il terrore corre sul filo
1)
Driiiiin, driiiin, driiiiin
Il cacofonico rumore viene interrotto dalla brutta mano pelosa dell'uomo che solleva la cornetta dalla sua sede, "sì, chi rompe?"
Non è un uomo simpatico, anzi tuttaltro tanto che anche i suoi migliori amici (oddio sempre che ne abbia) si tengono a debita distanza ma, alla fin fine quando lo chiamano risponde sempre.
All'altro capo una dolce voce femminile lo apostrofa "ma è così che si risponde? antipatico…" è la sua migliore amica, l'unica che si permette certe libertà, e già, al nostro ombroso, un sorriso sbilenco appare sulla faccia tirata "…senti" continua imperterrita "è successo un fatto" ed inizia a raccontargli una situazione di cui è stata testimone.
Mentre ascolta il nostro rude antipatico grugnisce dei monosillabi di risposta, cioè almeno quei grugniti sembrano delle risposte più o meno sensate ad un certo punto sbotta con una tirata irosa che termina con un "maremma maiala".
Un'argentina risata scoppia all'altro capo e risponde "è colpa tua mio caro, fai qualcosa solo per un pezzo di carta una volta tanto e non per il tuo puro gusto ed ora potresti far qualcosa".
La risposta del'ombroso "eh sì ma che palle però, e se poi m'annoio?"
La fanciulla, inviperita, parte con una filippica sull'utilità e sull'inutilità dell'essere e del non essere, del fare e del non fare, sul mondo dei più e dei meni, sulle pecore nere e sulle bianche tanto da rintronare il povero malcapitato che l'ascolta.
Quel bruto scorbutico alla fine della filippica grugnisce un assenso sì da far capire che ha ascoltato tutto alchè la fanciulla gli risponde con una pernacchia ed attacca la cornetta.
Quel rozzo antipatico rimane, nel cacofonico silenzio dei suoi pensieri a rimuginare sulla filippica ed a chiedersi perché.