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===== La seduta =====
Era una giornata bigia, grigia e noiosa, non pioveva ma avrebbe potuto cominciare da un momento all'altro.
Mimì e Cocò non c'avevano nulla da fare e si annoiavano.
Mimì scarrellava col telecomando i mille e mille canali tutti uguali e tutti inutili cercando qualcosa di decente da guardare.
Cocò faceva finta di leggere qualcosa ma, alla fin fine, erano due ore che non cambiava pagina quindi leggeva poco o nulla.
In poche parole erano sfavate ed in più non c'avevano voglia di far nulla.
Entrano in stanza Cric, fratello di Mimì, e Croc, due amici inseparabili infatti in giro li chiamavano Chiodo e Martello l'uno perché secco allampanato e l'altro con un testone da paura.
Vedendo Mimì e Cocò cazzeggiare Croc ebbe una pensata che riferì subito a Cric che sorrise contento annuendo.
Andò al telefono nella stanza attigua e chiamò la Rita.
La Rita non è una loro coetanea è una ragazza più grande, che sta sempre tutta sola, vestita di nero o grigio, unghie tinte di nero e compagnia bella, una dark a tutti gli effetti.
Confabulano un po' al telefono e Croc annuisce sorridente in direzione di Cric.
Cric toglie il libro da sotto al naso di Cocò e Croc scippa il telecomando di mano a Mimì che, subito risentitesi, strillano come due cornacchie in coro "ahooooooo ma che cazzo fai?".
I due sfoderano due sorrisi da far la pubblicità ad un dentifricio e così luminoso da doversi mettere la crema solare 500 per non rimanere ustionati.
Il sorriso gli arriva fin dietro l'orecchi e le due si calmano immediatamente.
Cric fa: "dai ragazze niente domande e venite che andiamo da Lina a far festa."
Lina non è una grande amica di Mimì e Cocò quindi non si meravigliano affatto che ci sia una festa e non siano state invitate, c'è da dire anche che le feste di Lina sono moooooooolto esclusive quindi neanche Cric sarebbe mai stato invitato. Però c'è da dire che la piccola Lina fa il filo da tempo a Croc e quindi potrebbe anche darsi che lui sia stato invitato.
Le ragazze, tutte eccitate cominciano i loro mugugni "ma come sto", "non posso venire conciata così", "ma che dici stai benissimo, guarda me invece come sono messa" e compagnia bella tutte quelle frasi di sicuro impatto nei riguardi dei ragazzi che, come previsto, sbuffano in coro come due tori in gabbia e sbraitano: "non c'è tempo rizzate il culo o andiamo senza di voi".
A questa perentoria affermazione Mimì e Cocò si sistemano i capelli vicendevolmente ed i quattro s'avviano.
Cric e Croc avanti confabulano sulla Rita mentre Mimì e Cocò, leggermente più indietro, starnazzano su chissà quale novità della moda. Completamente assorte dal discorso non si accorgono minimamente della strada che percorrono e solo quando Cric e Croc si fermano alzano lo sguardo dai loro piedi e notano che sono di fronte alla casa della Rita.
"Che ci facciamo qui? Non dovevamo andare dalla Lina?" chiedono ad una sola voce le due fanciulle.
Croc sorride a Cric e risponde "ovviamente, però prima la Rita vuole farmi vedere una cosa".
Le ragazze sono stupefatte, non sapevano che Croc conoscesse la Rita, anzi credevano che nessuno conoscesse la Rita ovverossia che nessuno la conoscesse abbastanza da parlarci, tantomeno andare a casa sua. Scorbutica ed eccentrica com'è.
Croc suona il campanello, la porta si apre ed i quattro entrano.
Croc fa strada, le ragazze, un po' intimidite e spaurite, spiano ogni angolo della casa e Cric le segue a ruota sorridente e felice come una pasqua. Le ragazze, oramai, sono fregate.
Percorso un corridoio su cui si affacciano alcune porte chiuse Croc si dirige, sicuro come fosse in casa propria, verso una scala di legno che porta al piano superiore e l'oltrepassa. Al di sotto della scala c'è una porticina che apre ed imbocca una scala buia e stretta che porta allo scantinato.
S'intravede i propri passi grazie ad una luce soffusa e rossastra che proviene dal fondo della cantina.
Croc s'incammina in quella direzione.
Le ragazze cominciano ad essere timorose ed intimorite ma la presenza di Cric, alle spalle di Mimì le tranquillizza un po', ma non troppo. Sono estremamente titubanti e vorrebbero tornare indietro ma la presenza stessa di Cric glielo impedisce. Quindi seguono tremanti Croc.
Arrivati dinanzi ad un telo Croc lo scosta ed oltre si nota un tavolino rotondo con una serie di sedie disposte attorno allo stesso, su una di queste è seduta, di spalle, la Rita che sfoglia una qualche rivista. Sul tavolo una sfera di vetro, ed una tavoletta di legno. In terra è disegnato un pentacolo, sulle cinque punte sono disegnati i simboli di acqua, fuoco, terra, aria ed un'altro, una specie di s, oltre i simboli cinque candele: azzurra, rossa, marrone, gialla e bianca accese.
Pur essendo una darkettona, o forse proprio per questo, la Rita emana un fascino al quale resistono in pochi forse solo Croc sembra non esserne toccato ed infatti sedendosi sulla sedia alla destra della Rita dice: "Cric, ragazze su che fate impalati come salami? Su, sedetevi, altrimenti non possiamo cominciare."
Cric spinge Mimì e Cocò avanti e prende posto a sinistra della Rita stessa.
Mimì e Cocò, com'è prevedibile non capiscono cosa ci stanno a fare lì, cosa la Rita debba far vedere a Croc e come mai sono in uno scantinato buio e tetro.
La Rita, con tutta calma, richiude la rivista ed alza lo sguardo verso le ragazze di fronte a lei.
Cric spalanca la bocca dallo stupore, con quella luce la Rita è uno schianto, sembra venire da un'altro mondo con quella pelle diafana e risplendente. Croc lo guarda e scoppia a ridere e "Cric chiudi il forno che c'entra un vitello intero". Mortificato Cric abbassa lo sguardo, la sorella Mimì, invece, sorride pregustando le prese di giro che gli farà.
Cocò tremante di paura sembra quasi ipnotizzata dagli occhi della Rita. Con quella luce, il verde smeraldo naturale delle sue iridi sembra quasi opalescente e traslucido e, oltretutto, sembra mutare continuamente come una fiamma mossa dal vento.
Croc è molto soddisfatto dell'effetto che nota sugli altri è fiero della sua amica e di come riesca, senza fare o dire nulla, ad avere un controllo sugli altri.
Dopo essersi goduto lo spettacolo Croc sussurra qualcosa nell'orecchio della Rita che annuisce.
Croc, con calma e lentezza studiata volta la tavoletta rivelando l'altro lato.
Vi sono tutte le lettere dell'alfabeto, un sì all'estremità sinistra ed un no all'estremità destra, sotto, sono disposti il sole, i numeri da 0 a 9, e la luna.
Compare, come per magia, nelle mani della Rita un oggetto triangolare con un cerchio all'interno e lo posa tra il sì ed il no sulla tavoletta.
Fa un cenno a Croc che prende la sfera dal centro del tavolo e la appoggia su un mobiletto, che nessuno ha notato, posto di fianco a lui.
La Rita sposta la tavoletta al centro del tavolo e, dopo aver guardato attentamente negli occhi tutti afferma "questa è una tavoletta wee-gee, alcuni la chiamano ouija" fa una pausa studiando principalmente la reazione delle ragazze e continua "la useremo per parlare con l'aldilà".
Cocò ha la faccia terrorizzata e Mimì non è da meno. Cric e Croc prendono le mani delle ragazze e guardandole negli occhi e sussurrandole qualcosa riescono, in qualche modo, a tranquillizzarle e calmarle.
La Rita "questa" ed indica la tavoletta triangolare posta sulla tavoletta wee-gee "è la planchette, ponetevi sopra le mani insieme alle mie e rilassatevi".
Con una certa titubanza dieci mani toccano la planchette.
La Rita chiude gli occhi e comincia a cantilenare qualcosa, nessuno degli astanti capisce una parola che sia una.
Termina la cantilena ed afferma: "tu, spirito, ti sento nell'aria, conosci qualcuno dei presenti?"
Come animata da una volotà propria la planchette inizia a muoversi. Mimì urla spaventata, Cric la guarda negli occhi e lei si calma un po'. La planchette si sposta sul sì.
"Spirito, vuoi dirci qualcosa?" La planchette fa un giro su se stessa e torna sul sì.
"Spirito, parla, ti ascoltiamo."
Cocò ha la bocca aperta dallo stupore, vede la planchette muoversi, anche lei ha le mani sulla stessa e non si spiega come possa essere.
La plancette, velocemente, indica una serie di lettere. E si ferma.
Croc dice "se non ho letto male ha detto «Cocò chiudi la bocca che entrano le mosche»"
Cocò presa in contropiede serra immediatamente le mascelle e dice "scemo, non ha detto certo questo".
La Rita sorride ed afferma "infatti ha scritto «Cocò è in pericolo», poi questo scemo ha parlato e s'è interrotto" indicando con la testa Croc.
La Rita chiude nuovamente gli occhi e cantilena un'altro po', quando li riapre "spirito, scusa lo sciocco se puoi e continua"
La planchette riprende a muoversi.
Cinque paia di occhi la seguono trepidanti e leggono "anche Mimì è in pericolo".
Mimì è presa dallo spavento e stacca le mani.
La Rita adirata le urla "ripristina il contatto sciagurata altrimenti lo spirito rimarrà qui in eterno".
Tutti si calmano e pongono le nuovamente le mani sulla planchette.
La Rita ricomincia a cantilenare quando apre gli occhi la planchette ricomincia a muoversi velocemente.
Leggono "le due ragazze sono in pericolo, un pericolo che non possono scongiurare ma devono affrontare ad ogni costo"
La planchette si ferma.
I ragazzi si guardano l'un l'altro e dopo guardano la Rita che alza le spalle come a dire "ed io che posso farci?" in ogni caso chiude gli occhi e ricomincia a cantilenare.
Senza farsene accorgere Croc fa sfiorare al proprio ginocchio quello della Rita. È il segnale convenuto.
La Rita deglutisce e riapre gli occhi. Ora non sono più verdi, opalescenti o traslucidi, sono rossi, un rosso molto acceso.
Apre la bocca come per parlare ma non emette alcun suono.
La lascia aperta e richiude gli occhi.
Una voce bassa e roca che non sembra provenire dalla Rita ma dall'oltretomba dice
"Mimì e Cocò devono affrontare un pericolo…"
Silenzio.
Un silenzio prolungato.
Poi "…lo supereranno solo affidandosi anima e corpo a Cric e Croc…"
Silenzio.
Le ragazze guardano i due che sembrano stupefatti quanto loro.
"Solo grazie a loro supererete l'ostacolo e…"
Silenzio.
Il silenzio si protrae per un po', la Rita, ancora a bocca aperta, non sembra nemmeno respirare tanto è immobile.
"…grazie alla Rita…"
Silenzio.
La Rita chiude la bocca e raddrizza la testa, apre gli occhi tornati nuovamente del colore primordio e sorride.
"…la noia sparirà."
Le ragazze si guardano l'un l'altra, Cric e Croc osservano le loro reazioni, la Rita attende.
Mimì e Cocò scoppiano a ridere e, rivolte a Cric e Croc, "ma andate a cagare cretini".
I cinque se la ridono di gusto.