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Tristezza infinita
In un mondo di fiaba e leggenda dove niente di malvagio accade senza un'eroe pronto a fermarlo; nessuno, in fondo, teme per la propria vita.
In quel mondo l'ingiustizia e la corruzione non pagano e l'ingiusto ed il corrotto son sempre messi di fronte ai propri misfatti.
In quel mondo il dolore è solo momentaneo e transitorio.
In un mondo del genere nacque, tempo addietro, un essere il cui cuore era troppo puro per sopportare le oppressioni e sarebbe, quindi, dovuto diventare un eroe ma non fu così.
Il suo essere fu stroncato ed il suo cuore si chiuse al dolore.
Da quel giorno esso cambiò. Divenne insensibile. Le azioni meschine che vedeva non lo induceano più all'indignazione ed all'azione, tutt'altro, lo lasciavano indifferente. Moralmente le condannava ma, praticamente, le ignorava.
Quel mondo perse un eroe.
Gli eroi non sono sostituibili, anche se quel mondo ne conosce molti la perdita di un'eroe ha distrutto il mondo di fiaba.
La leggenda è svanita non più ogni ingiustizia veniva corretta. Non più ogni sopruso riparato. Quel mondo conobbe il vero dolore e la vera paura.
Gli uomini, ora, temono per la propria vita.
L'eroe mancato non sapeva di esserlo, non credeva di esserlo, non voleva esserlo.
Non era in grado di essere se stesso e sapeva che non era ciò che avrebbe dovuto. Sapeva che sarebbe dovuto essere un'altro.
Questa consapevolezza era atavica, nascosta nel suo intimo più profondo e non riusciva ad ammetterla neanche con se stesso.
Questo lo sconfortava, lo rendeva triste, senza motivo alcuno si rintanava in un angolo remoto del mondo a soffrire solitario le sue pene, poi nascondeva l'infinita tristezza che pervadeva la sua anima e tornava a vagare nel mondo funesto.