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Tempesta di luce

Nel Regno della Luce Soffusa non è mai notte, il buio non s'impossessa mai del tempo e dello spazio, neanche negli antri più oscuri il buio arriva completo, sempre ed ovunque vi è un'alone di luce che riveste ogni cosa ed ogni persona.
Nei regni vicini credono che sia un sortilegio, opera di una qualche magia oscura ed arcana e ne sono segretamente gelosi, perché, credono, dove v'è luce non v'è pericolo, non c'è ombra dove i malintenzionati possano nascondersi, non vi sono antri nascosti e bui da dove i "mostri" possano uscire. Quindi, non è strano, che nel tempo vi siano stati molti inviati, ufficiali e non, per scovare il segreto.
Ma ogni tentativo è sempre stato vano, neppure un'indizio, un barlume d'idea.
Gli abitanti del Regno della Luce Soffusa, invece, sono succubi della situazione. La luce perenne, anche se soffusa alla lunga stanca, non permette di dormire bene e li rende sempre stanchi ed irritabili ed irascibili. Farebbero qualsiasi cosa per avere il buio come tutti gli altri ma, anche loro, non sanno da che parte rifarsi.
Un giorno arrivò Lord Gharal, stava facendo un viaggio intorno al mondo di studio e meditazione con lo scopo di acquisire nuove conoscenze da portare nella Terra dei Magi, sua patria d'origine.
Nella Terra dei Magi, a differenza di molti altri regni dove le loro pratiche sarebbero bandite e/o punite con la morte, tutti praticano le arti magiche e vi se ne conoscono a bizzeffe. L'arrivo in città di Lorg Gharal non passò inosservato così come, da subito, fu riconosciuto come un mago dall'effige che portava come pendaglio sulla veste. La notizia, ovviamente, arrivò al castello dove fu rapidamente convocato dal re in persona.
Il re dopo aver spiegato la situazione e quale fosse la volontà del popolo chiese, ovviamente, un parere al mago sul sortilegio che incombeva sul regno e se vi era modo di scioglierlo.
Lord Gharal era una persona saggia, e chiese tempo, tempo per investigare in tutto il regno e, accesso agli archivi reali, archivi nei quali sperava di scoprire l'origine del sortilegio e, magari, la soluzione al caso. Il re concesse a Lord Gharal quanto richiesto.
Girò, interrogò, indagò in tutto il regno per giorni e giorni, per settimane e settimane. Dopo di che passò al setaccio gli archivi pubblici per giorni e giorni. Finalmente, dopo alcuni mesi di ricerche, Lord Gharal approdò agli archivi reali.
Gli archivi erano immensi. Atti pubblici, atti privati, trattati con i regni vicini, storie delle battaglie e delle guerre. C'era praticamente di tutto e ricoprivano circa 1000 anni di storia del regno. A setacciarli tutti gli ci sarebbero voluti dei mesi, forse anni quindi il re gli concesse tutto il supporto e l'aiuto che gli ci sarebbe voluto.
Con l'aiuto del re, cioè con l'aiuto di una decina di persone mandate dal re a Lord Gharal bastarono sei settimane per setacciare tutto l'archivio reale.
Alla fine del setaccio si presentò al re con una storia avvenuta 747 anni prima.
All'epoca il regno si chiamava Regno dell'Oblio ed era retto da una regina ed un consiglio di streghe e stregoni. Alle porte della città reale comparve una giovane donna gravida, solo dopo si scoprì che era una maga molto potente, che chiese il permesso di soggiornare al castello per la notte. Inutile dirlo che il permesso le fu negato. La maga dovette dormire alla locanda e subire le angherie e le prepotenze del locandiere. Essa si adirò e, quando uscì dalla città, proferì la seguente maledizione: "regno e regnanti dal cuore di pietra non vedrete più un tramonto ed un'alba finchè luce non sarà negata", da quel momento non vi fu più notte.
Il re era perplesso, ovviamente, com e si poteva negare la luce? che significava? anche Lord Gharal non era in grado di rispondere però promise di interrogare ogni mago, ogni strega, ogni fata ed ogni stregone che avesse incontrato e portare quanto prima una soluzione.
Lord Gharal ripartì per il suo viaggio di studio e meditazione intorno al mondo.
Passarono alcuni anni quando arrivò in città un ragazzo che chiese udienza privata al re mostrando il sigillo del Regno dei Magi.
Durante l'udienza, dopo i convenevoli di rito, il ragazzo porse una missiva al re ed una alla regina entrambe inviate da Lord Gharal, rientrato in patria dal suo lungo viaggio.
Il re volle leggere la missiva della regina che diceva semplicemente "mia Regina supportate il vostro Re nella missione che deve compiere come meglio potete." Il re che pensava ad un qualche messaggio particolare ne fu sollevato ma preoccupato allo stesso tempo. Indi lesse la sua.
"Sire, per negare la luce dovete partire personalmente verso il Regno della Notte e chiedere al mago di corte di darvi l'Ampolla del Fulmine Eterno. A quel punto, rientrato nel vostro regno dovrete gettarla nel pozzo centrale ed attendere gli eventi. Mi duole non poter fare altro per voi."
Il Regno della Notte è molto distante dal Regno della Luce Soffusa, sono necessari almeno 20 giorni di marcia forzata ed altrettanti di viaggio in nave ma, per il suo popolo il re non poteva tirarsi indietro.
Pose un reggente sul trono e, insieme alla sua regina, partì per la missione.
Il viaggio fu lungo e periglioso ma, alla fine, giunsero a destinazione.
Non c'era un trattato tra i due regni quindi non sapeva cosa aspettarsi. Il re del Regno della Notte fu molto disponibile, non altrettanto il mago di corte che chiese, in cambio dell'ampolla la sublima pace.
Che voleva quindi il mago? Ogni richiesta di spiegazione andò in fumo, il mago non volle rivelare granché dicendo che lo scoprire cosa significasse faceva parte del suo compenso.
La regina sussurrò al re che forse il mago voleva, semplicemente, la pace dal suo travaglio interiore ma anche lì, cosa voleva dire?
Dopo giorni di inutili ipotesi il mago affermò che se il re non riusciva a capirlo poteva dargli semplicemente il suo regno.
Il prezzo era inaccettabile, improponibile.
Il re del Regno della Notte informò, a quel punto, che il mago era preda di un sortilegio: non poteva morire aveva, in effetti, circa 750 anni e non aveva mai visto sua madre.
Il re chiese al mago se ciò che desiderava altri non era che la morte e, in tal caso, come poteva donargliela.
Il mago voleva, in effetti, morire ma, per morire doveva essere ucciso dal fanciullo mai nato e, su questo, non sapeva come aiutarli dato che non era in grado di comprenderlo neanche lui.
Le migliori menti del Regno della Notte si scervellarono a fondo senza risultato.
La regina era gravida ed era ormai prossima al parto. Fu quindi allestita l'ala degli ospiti del palazzo per accogliere il nascituro.
Il nascituro nacque morto. La regina pianse a dirotto per giorni e notti finchè chiamò suo marito e gli disse: "il bambino mai nato… armalo e fagli uccidere il mago".
Tutti i presenti compresero.
Il re provò ad armare il bimbo con una lama e ferire il mago ma niente, a fargli versare del veleno in un'ampolla da dare al mago ma niente, niente sembrava funzionare. Sembrava non esserci speranza finché il bimbo, cioè il cadavere, venne messo vicino l'ampolla del Fulmine Eterno… il corpo si mosse e prese vita. In quel preciso istante le ferite inferte in precedenza al mago cominciarono a sanguinare ed egli morì dissanguato.
Il re, la regina ed il principino presero l'ampolla e ripartirono alla volta del Regno della Luce Soffusa.
Arrivati nel proprio regno, nella propria citta non entrarono neanche a palazzo ed attesero alla seconda parte della loro missione.
Il re gettò l'ampolla del Fulmine Eterno nel pozzo principale.
I minuti passavano e… non accadeva nulla. Il re cominciò a disperare.
Una luce immensa si sprigionò da dentro il pozzo, niente di così luminoso era mai stato visto nel mondo. Un raggio di luce ne uscì verso il cielo. Le nuvole s'illuminarono e cominciarono ad addensarsi. Un fulmine, un singolo fulmine si sprigionò verso terra e riversò tutta la sua potenza sul corpo addormentato del principino carbonizzandolo all'istante.
Si scatenò una tempesta enorme. Non cadeva pioggia ma gocce di luce, piccole gocce luminose che illuminarono ogni angolo del paese.
La tempesta durò per giorni e giorni, non c'era più un angolo con un filo d'ombra, sembrava d'essere al centro del sole.
Dopo 20 giorni di tempesta questa si placò. Le nuvole si diradarono ed un raggio di sole si fece strada fino a terra.
La tempesta era finita.
A sera… arrivò il buio della notte. Il Regno della Luce Soffusa ora, dopo 748 anni ed una tempesta di luce, conosceva nuovamente il buio e la notte.

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