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===== L'albero della luce ===== Quest'albero è nato millenni, eoni, ere fa da un seme congelato portato da un meteorite che proveniva dallo spazio profondo sulla terra primigenia che non dava, all'epoca, asilo ad alcuna forma di vita. Il seme si scongelò attecchì e crebbe formando l'albero Eva.
Nessuno sa con precisione dove si trovi, nessuno sa nemmeno quale sia il suo aspetto attuale o quello che abbia avuto in passato. Alcuni dicono che non può essere visto se non da anime pure altri che i suoi frutti sono mortali per coloro che non sono puri di cuore. Chissà qual'è la verità.
Si sa, però, che i suoi frutti sono speciali. Ogni frutto è diverso dall'altro, necessita di molti anni, secoli o addiritura millenni a maturare ma dona, a chi riesce a mangiarlo capacità particolari. Per questo motivo viene chiamato anche l'albero della luce, perché dona, con i suoi frutti, la luce alle menti.
Si narra che i primi a mangiare i suoi frutti fossero stati dei pesci che ottennero la capacità di sopravvivere fuori dall'acqua evolvendosi quindi in anfibi.
I successivi furono quei rettili che ebbero il dono di volare evolvendosi negli pterodattili e poi negli uccelli.
Altri ebbero il dono della saggezza e divennero i Siluriani che, pur prevedendo la catastrofe, non riuscirono a salvarsi.
Quando, dopo la catastrofe meteorica di 65milioni di anni fa, la terra si riassestò ed i mammiferi cominciarono a invadere il mondo, alcune scimmie ne ebbero il dono della curiosità che gli permise di sopravvivere ed evolversi fino all'uomo moderno.
Oddio, moderno si fa per dire, all'epoca era sì identico a noi ma gli mancava ancora qualcosa per poter progredire fino ai giorni nostri.
Si narra che il successivo frutto sia stato quello della conoscenza che fu mangiato da un'essere umano che, però non riuscì a farne buon uso, si credette così dotto da saper tutto e, questa sua conoscenza lo rese arrogante e oltre distruggere il proprio mondo si autodistrusse, da qui è nato il mito del giardino dell'Eden.
La natura è buona e saggia e, di conseguenza, per un qualche motivo qualche umano sopravvisse all'autodistruzione. Erano i meno intelligenti, i meno dotti, quelli che non erano diretti discendenti dei mangiatori del frutto della conoscenza, e vagarono per molti secoli sul pianeta soli con la propria ignoranza di tutto. Cioè erano comunque curiosi e capaci quindi appresero come usare molte cose sul mondo e sulla natura e quindi, bene o male, progredirono.
Dopo molti anni maturò un nuovo frutto, un frutto che non fu colto e mangiato da alcuno. Si essiccò direttamente sull'albero ed il vento cominciò ad eroderne parte della superficie spargendone brandelli per tutto il pianeta.
Questo era il frutto della fantasia, i brandelli, non tutti di egual misura e forma, sono stati assimilati nel tempo da molte persone che ne hanno tratto, chi più chi meno, giovamento, alcuni donando a tutti noi i frutti della loro opera (uno, per esempio, ci ha donato la ruota).
Sembra che il frutto della fantasia non si sia ancora disfatto completamente e che ne circoli ancora qualche suo brandello… chissà chi ne gioverà.

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