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Il dominatore di anime
Dice che l'anima sia immortale ed ogni anima domini una vita.
Dice che le anime non abbiano padrone, sia dipendenti solo da loro stesse.
Dice che due anime affini siano gemelle e possano fondersi in una sola.
Dice che due anime possano riconoscersi da tempi immemori.
Dice ancora che le anime siano perfette e quindi non conoscano la sofferenza.
Forse qualcosa è vero, forse qualcosa no.
In un tempo diverso da questo ma su questa stessa terra, di sicuro, le anime e le forme di vita non erano unite.
A quel tempo sul pianeta le anime vivevano libere, libere da ogni corpo, libere da ogni contaminazione, libere di vivere come più le piaceva.
I corpi animali o vegetali non avevano anima si muovevano come semplici "macchine" più o meno pensanti.
Anche i corpi erano liberi, liberi da ogni dominio, liberi da ogni etica, liberi da ogni legame.
Tutto e tutti vivevano felici.
Un giorno nacque una nuova forma di vita.
Era un abominio, una mutazione genetica dovuta all'inquinamento ambientale.
I genitori, schifati, orripilati da quell'essere, lo abbandonarono a se stesso.
Da piccolo era debole, molto debole ed anche crescendo non è che fosse granché come animale: non aveva zanne o artigli per difendersi dalle altre belve, non aveva cuoio o pelliccia per difendersi dal clima, non aveva muscoli per correre veloce come il vento, non sapeva volare, non sapeva respirare sott'acqua. Era una preda facile.
Aveva, però, rispetto alle altre forme di vita un vantaggio: un cervello superiore.
Essendo un animale pensante dominato dagli istinti animali uccideva, calpestava, distruggeva tutte le altre forme di vita.
Conscio della propria superiorità cerebrale disprezzava tutte le altre forme di vita.
Un giorno, per un caso forutito, tra questi esseri nacque un essere non troppo diverso fisicamente ma aveva un vantaggio rispetto agli altri. Un vantaggio che, a prima vista, pareva inutile: vedeva e comunicava con le anime.
Sul piano fisico, abbiamo detto, le anime sono incorporee e la comunicazione tra anime ed esseri viventi, all'epoca non esisteva.
Quindi vivevano sì insieme sulla terra ma su piani astrali differenti.
Quest'essere, col tempo, non solo imparò a comunicare con le anime ma apprese come entrarci in comunione. In pratica apprese a fondersi con le anime. Prima una, poi un'altra, poi un'altra ancora. Arrivò, ad un certo punto ad essere in comunione con la maggioranza delle anime esistenti sul pianeta.
Le anime cominciarono a temerlo e non solo loro.
Perché? Ma perché le anime avevano un potere straordinario.
Essendo incorporee potevano penetrare in ogni forma di vita e controllarla. Qualcuno capace di controllare le anime poteva controllare anche le altre forme di vita.
Fu chiamato il Dominatore delle Anime.
Le anime libere decisero di non correre il rischio di far avere ad un solo essere il controllo su tutto e decisero, quindi, di dominare tutte le forme di vita.
O almeno, così sembra.