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L'impero dei morti
Nella notte in cui il mondo dei morti e quello dei vivi sono più vicini, quando il velo magico che separa le due dimensioni è più sottile, quell'anno il plenilunio era avvento da pochi giorni e quindi il velo era molto sottile.
Il rischio di infiltrazioni, oltre delle solite visioni, del mondo dell'aldidà nell'aldiquà era alto.
I praticanti dell'antica religione lo sapevano e, in tutto il mondo, si preparavano a fermare eventuali infiltrazioni ma non ne ebbero bisogno.
Quella stessa mattina gli dei avevano fatto nascere un bambino proprio a tale scopo. Ohhh, non aveva, all'apparenza, niente di particolare solo che, la sua aura, per tutti e sette i livelli, era color dell'oro fuso e, in questo modo, riusciva ad equilibrare le forze magiche per rinforzare il velo.
Un'aura del genere dava a questo bambino una forza enorme, certo non fisica ma spirituale che dovette, per poter sopravvivere, imparare a nasconderla ai più.
Specialmente nella fanciullezza, non era in grado di nasconderla e, per questo, veniva percepita dagli altri che se ne sentivano intimoriti od aggrediti e rispondevano attaccanto a loro volta oppure, più semplicemente, mettendolo in disparte, emarginandolo.
Fece, col tempo, di quest'isolamento la sua forza ed al contempo imparando pian piano a nascondere la propria aura.
Non fu un percorso facile e semplice nè, tantomeno, rapido ed indolore.
Nascondersi costantemente, così come isolarsi comportava dei sacrifici e gli pesavano sull'anima in modo assai grave ed anche il nasconderne peso e sacrifici gli gravava ancora ma, non poteva fare altrimenti.
Gli stregoni e i maghi, le fate e le maghe, le strege e le fattucchiere, tutti i praticanti dell'antica religione comprendevano il peso che gravava su guesto ragazzo ma, ovviamente, non potevano alleggerirlo in alcun modo.
Anche gli dei, che lo avevano creato, lo sapevano ma avevano in serbo per lui qualcos'altro ancora.
Al più grande eminente dell'antica religione, per la precisione una maga fu mandata una visione: in una notte di luna piena, il ragazzo boccheggiante, steso a terra e con il quore squarciato, come fosse esploso dall'interno, che viene assalito da un'orda di spettri del mondo dei morti, rilascia la sua aura repressa ed un'esplosione di luce dorata ripristina il velo e lo rinforza a tal punto da non poter più esser oltrepassato; il ragazzo, a quel punto, svanisce insieme ai pochi spettri rimasti al di qua del velo.