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A passeggio sul sole
Tutti conoscono la storia di Icaro, colui che si costruì delle ali di cera e volò verso il sole facendole sciogliere. Bene, questa è un'altra storia.
Eliah era un ragazzo di 14 anni a cui piaceva passeggiare.
All'epoca non c'era molto da fare, ovunque c'erano battaglie e se non c'erano battaglie c'erano animali feroci da cui doversi difendere e se non c'erano animali feroci c'erano i miti da cui doversi guardare e se non c'erano i miti c'erano gli uomini che erano i più pericolosi di tutti.
Quindi anche passeggiare, una cosa che oggi non prenderemmo nemmeno in considerazione, era una faccenda seria e pericolosa.
I suoi amici erano già oltre il passeggiare pensavano già a farsi una famiglia, una moglie, dei figli, d'altronde si moriva presto all'epoca. Quindi come fare per poter passeggiare?
C'era la luna ma era occupata dai seleniti che, a detta di tutti, erano esseri molto pericolosi.
Poteva provare su marte ma i marziani, si diceva, bevevano sangue umano.
Venere, pieno di donne, ma a lui non interessavano… cioè non fraintendete non è che non gli piacessero, semplicemente non ci pensava ancora.
Pensò di poter andare sul sole. Il sole, si diceva, era trasportato da Helios nel suo carro d'oro trainato dalla quadriga di fiamme e fumo quindi, come poter mai pensare di andare sul sole?
Eliah conosceva la storia e credeva negli Dei però non credeva che un Dio potesse sobbarcarsi questo lavoro sporco e noioso quindi, dopo aver pregato a lungo tutti gli Dei ed aver chiesto la loro benevolenza s'incamminò per salire verso l'Olimpo a chiedere udienza ad Helios.
L'ascesa fu lunga e pericolosa, c'erano molti pericoli da superare ma, grazie all'aiuto degli Dei arrivò incolume sulla vetta.
Arrivato in vetta trovò il guardiano, enorme, alto forse più di una piramide, sicuramente più forte di qualsiasi altra cosa fosse mai stato visto da essere umano, quel guardiano a forma di cane crinito e alato scolpito, si dice, da Efesto in un cristallo coperto dal sangue di Ade… era un essere impressionante.
Eliah arrivatovi presso, s'inginocchiò e lo pregò umilmente di lasciarlo passare per conferire con gli Dei.
Ringhiava, chiunque avesse sentito quel sordo brontolio avrebbe tremato di paura ma Eliah era… tranquillo, aspettava, semplicemente aspettava che il guardiano decidesse se lasciarlo passare o mangiarlo.
Nessuno sa quanto tempo passò prima che qualcosa accadesse, sull'Olimpo il tempo cessa di scorrere, si dice siano passati eoni ma nessuno può dirlo con certezza, fatto stà che ad un certo punto il guardiano si scostò e permise ad Eliah di passare.
Helios, direttamente, lo accolse e non gli fece profferir parola alcuna gli disse: "Eliah apprezzo la tua proposta e ti permetto di portar fuori il sole una volta, se mi riterrò soddisfatto potrai continuare, altrimenti perirai. Ora và, la quadriga ti aspetta."
Eliah si ritrovò nella stalla della quadriga di fuoco, salì a cassetta e partì. Era facile portare il carro del sole, nè più nè meno che un carro qualsiasi.
Arrivato al centro del cielo tirò le redini e fermò il carro.
Non erano previste soste ma lui la fece. Si alzò, si voltò e, con un balzo, salì sul sole e cominciò a passeggiare.
Il sole rotolava nel carro, quindi era come se camminasse su una palla, certo, una palla di fuoco ma pur sempre una palla.
Continuò così per giorni e giorni il sole, sempre alto nel cielo, asciugò le terre creando dei deserti aridi e senza vita.
Quando tornò Helios era arrabbiato e disse: "Te avevo avvertito, ora perirai."
Eliah, con un sorriso sulle labbra rispose semplicemente: "così sia, ne valeva la pena."