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===== Love Blind ===== Era un giorno d'inverno, un giorno non troppo freddo, tirava un po' di vento teso che faceva sentire la sua carezza ghiacciata sulla pelle.
Il termometro segnava 5°C, non c'era molta gente per strada per lo più si rintanavano in casa o si muovevano in fretta senza badare a nessuno per non prendere troppo freddo.
Un ragazzo, incurante del tempo, camminava nelle strade deserte beandosi della traquillità delle strade. Tra se derideva i pochi viandanti che incontrava, tutti imbacuccati ed incappucciati che si guardavano solo i piedi per viaggiar più spediti.
Lui, tranquillo come una pasqua, aveva solo una giacchetta estiva aperta e, non fosse stato che non ne conosceva alcuna, si sarebbe tranquillamente messo a fischiettare una qualche allegra melodia.
La città che percorreva gli era ignota, in verità vi era già stato parecchia anni prima ma, nel frattempo, tutto era cambiato anche se tutto appariva uguale ad un tempo.
Ad ogni passo scopriva o riscopriva un'angolo di mondo fantastico non insudiciato dal fetore del mondo.
Si sentiva un bambino, allegro e gioioso con tutto da scoprire.
Ad un angolo si scontrò con una fanciulla che cadde seduta a terra. La caduta le fece scivolare il cappuccio di dosso scoprendo i capelli color mogano.
Scuse di rito ed aiuto a rialzarsi.
Stanno per andare ognuno per la sua strada quando la ragazza alza lo sguardo ed i loro occhi s'incontrano. Si sorridono ed ognuno va per la sua strada.
La ragazza è attesa da degli amici poche centinaia di metri più in la in un locale dove, naturalmente, racconta la sua disavventura come scusante per il ritardo.
Il ragazzo continua la sua passeggiata tranquilla, la termina e se ne va a casa beato.
La notte non riesce a dormire, passa la notte insonne senza sapere il perché. In realtà non è molto strano, gli capita sovente e, per passare il tempo altro non fa che leggere libri su libri nella speranza di addormentarsi.
Più notti di fila non riesce a prendere sonno. Una notte, dopo aver terminato l'ennesimo libro, esce nel buio a passeggiare per le strade cittadine.
Il freddo comincia a farsi sentire, il termometro segna i -5°C. Si dirige in zone della città che non conosce e, dopo tanto girovagare, si siede su una panchina di un parco.
Sta quasi per addormentarsi, quando sente i passi di qualcuno che si avvicina.
Alza lo sguardo, vede in lontananza una figura solitaria che avanza. Non capisce se uomo o donna.
La cosa non lo interessa a fatto, continua a poltrire guardandosi i piedi.
Due piccoli stivaletti bianchi si fermano davanti a lui ed una voce femminile gli dice: "finalmente ti ho trovato, andiamo" tendendogli una piccola mano.
Il ragazzo alza lo sguardo e vede la ragazza dai capelli di mogano e gli occhi nocciola che gli sorride.
Prende la mano che gli viene tesa, si alza e si avviano fianco a fianco.
Il giorno dopo i giornali titolano: "Nuova vittima del fantasma del parco".

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