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Il VitaLunga

Si narra che, al tempo dei faraoni dell'alto egitto, un servo, un eunuco e scriba abbia servito generazioni di faraoni, abbia combattuto, al fianco dei suoi padroni, innumerevoli battaglie e compiuto memorabili imprese.
Nessuno si meraviglia più di tanto se si parla di servi che servono e combattono i propri padroni.
Nessuno si meraviglia se parliamo di eunuchi, venivano resi tali principalmente per servire meglio i propri padroni in ogni situazione.
E nessuno si meraviglia di scribi che combattono, all'epoca gli scriba erano sì importanti ma, in fondo, sono stati gli egizi ad inventare le "cronache di guerra" e quindi senza scribi in guerra… che potevano raccontare?
Ma qui parliamo di generazioni. Ora, all'epoca non era inusuale morire presto, 30 anni erano già tanti a 35/40 si era considerati vecchi, oltre venerandi se poi si arrivava, per sbaglio, a 70/80 si entrava nella leggenda come immortali.
Ma questo servo, alto, magro, slanciato con una mente brillante ed acuta sembra sia vissuto molto più a lungo.
Si narra che, alla veneranda età di 50 inverni (cioè, inverni si fa per dire) ne dimostrasse a malapena 30 e già avesse servito 4 faraoni.
Non sappiamo quando, di preciso, ma oltre i 50 inverni, il suo faraone lo mandò, accompagnato da un gruppo di guerrieri, alla ricerca di un saggio che, si raccontava, vivesse oltre le cateratte ed i grandi laghi, oltre gli uomini più neri del più nero carbone, nelle grandi foreste od ancora oltre esse.
Il viaggio era lungo e pericoloso e la missione tanto vaga.
In realtà nessuno pensava che potesse mai tornare, già per arrivare alle cateratte ci volevano mesi di cammino, per arrivare ai grandi laghi probabilmente due inverni… per attraversarli poi chissà… e le grandi foreste, nessuno ricorda qualcuno che sia vi sia mai arrivato.
Le insidie ed i pericoli da affrontare, poi, erano innumerevoli, oltre i pericoli noti c'erano gli ignoti, si diceva che, prima dei grandi laghi, dove si estende una prateria fitta di papiri, vivano popoli di mangiatori di uomini.
In ogni caso, il nostro scriba, partì, come comandato, per la missione insieme ad un gruppo di guerrieri affidatogli dal faraone in persona ed un gruppo di serve addette al loro sostentamento.
Arrivarono alle cateratte e dovettero lasciare le barche che avevano usato per risalire il grande fiume per superarle a piedi.
Ne costruirono di nuove.
Prima dei grandi laghi furono attaccati e decimati dai mangiatori che usavano cerbottane avvelenate.
Nei grandi laghi furono quasi annientati dal grande mostro che vi dimora (qualcuno dice che viva tutt'oggi uno dei suoi discendenti, anche se altrove, e sia chiamato mokele mbembe).
Comunque, la spedizione, anche se ridotta ai minimi termini, continuò.
Da qui, la storia si fa confusa, si sa solo che erano già passati almeno 10 inverni.
C'è chi dice che incontrarono il vecchio saggio nella foresta, chi dice che l'abbiano superata, chi che non vi siano mai arrivati.
Quello che sappiamo di per certo è che incontrarono il vecchio saggio che indicò allo scriba la via da percorrere per trovare la fonte che cercava e che avrebbe dovuto portare una brocca piena al suo padrone.
In realtà nessuno mai ha parlato di fonte, il faraone voleva solo che trovasse il saggio e gli chiedesse se il regno avesse prosperato ma, tant'è, il saggio non è saggio tanto per dire.
Il nostro eunuco, seguì le indicazioni del saggio e trovò la fonte, nascosta in una grotta celata da una cascata rinchiusa in una foresta.
La grotta era ricoperta di immagini. Le immagini raccontavano che coloro che si immergevano nella fonte ne uscivano circondati da un'alone nuovo, come se rinascessero a nuova vita.
Curioso vi si immerse, ma, quando ne uscì… nulla sembrava cambiato.
Riempì più brocche e tornò all'accampamento del vecchio saggio.
Cominciò il viaggio di ritorno, con gli stessi rischi, le stesse incognite e gli stessi problemi.
Giorno per giorno gli uomini morivano, i bambini crescevano (certo, i soldati non si facevano scrupoli di possedere le serve e, di conseguenza…) e diventavano uomini sostituendo i padri morti nel viaggio.
Quando arrivarono ai confini del regno scoprirono che il loro faraone era morto, ed era morto anche il suo successore.
Ora reggeva il trono una regina finché il figlio non fosse cresciuto abbastanza, aveva ancora 3 anni.
Quando arrivarono al cospetto della regina essa non poteva credere che un'uomo così vecchio (oramai doveva avere circa 70 inverni) fosse ancora così prestante e dimostrasse a malapena 40 inverni.
Ma, essendo eunuco, non poteva credere fosse un suo discendente.
E poi lo conosceva, da bambina l'aveva visto e, non c'era dubbio, era ancora lui.
Dopo aver servito la regina e poi il bambino faraone questi, che aveva appreso da lui molte cose gli rese la libertà e gli donò delle terre per passarci il resto dei suoi giorni.
Si racconta che abbia visto ancora molti faraoni vivere regnare e morire, che abbia visto ancora molte battaglie, che abbia visto il regno crollare e risorgere più volte e che… viva ancora nella sua capanna e, ora come allora, non dimostri affatto la sua età.

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