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La fuga infinita
A quel tempo era solo un bambino, un ragazzo.
Giocava, scherzava, litigava, gioiva, piangeva, rideva.
Avvenne inaspettato, inatteso, come un fulmine a ciel sereno.
Con termini perentori, definitivi. Senza sentenza, senza appello. Senza motivi, senza ragioni.
Una scelta senza scelta: la fuga perenne o la morte.
Da cosa? Da chi? Come? Perché?
Niente più giochi, fecezie, gioie, risate e amori solo pene e dolori perenni, totali e completi.
Iniziò la sua corsa… il mondo alle sue spalle voleva la sua fine sempre e per sempre.
Gli era vietato giocare, feriti i compagni giacevano.
Non poteva scherzare, mali dell'anima doveva subire.
Niente gioie… pativa dolori.
Nessun desiderio… scatenava tumori.
Capì e fuggì, lontano nel tempo, solo nella luce, nascosto nel buio.
Inviso e di sofferenza intriso.
Ad ogni sosta, ad ogni deviazione dalla strada tracciata… gli veniva imposto di tornare alla fuga…