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L'uomo dal braccio d'oro
Mida, re della Frigia, aveva ottenuto da Dioniso la capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava e sappiamo tutti la fine che ha fatto.
La sua storia era nota anche all'epoca però non tutti ne erano intimoriti.
Si dice che, qualche tempo dopo uno dei suoi figli, c'è chi dice Ancuro chi Litierse che, ancora, un altro di cui si sa poco o nulla Antioco (che, forse, era illegittimo), chiese come pregio per un servizio reso a Plutone lo stesso potere del padre, solo, però, con la sola mano sinistra.
Così, almeno credeva, poteva vivere tranquillamente anche se con qualche precauzione.
Tempo prima, si era fatto fare per la corazza dei guanti su misura di ferro quindi indossava sempre quello, tramutatosi in oro al primo tocco e credeva quindi di essere tranquillo.
Ovviamente, si divertiva a tramutare in oro di tutto, però era anche cattivo e tramutava in oro anche i servi che facevano sbagli od errori.
Era un tiranno.
Un giorno uno dei servi, il suo nome era Iolao, stufo della tirannide del suo padrone, durante la notte, asportò la prima falange dell'indice del guanto.
La mattina dopo, le ancelle che erano solite svegliarlo e vestiro, lo trovarono trasformato in oro nel suo letto d'oro.
Aveva pagato per le sue colpe.