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L'amicizia di un Demone
I demoni non sono amichevoli, lo sanno tutti, attaccano, uccidono, sfasciano, avvelenano, alla fin fine sono dei puri distruttori quindi chi mai vorrebbe essere amico di un demone? Solo un pazzo, nessun altro.
Un giorno, uno di questi pazzi, bussò alla porta di un demone di tenebra.
I demoni di questo tipo, solitamente, vivono in luoghi ameni e sperduti dove non ci capita mai nessuno, dove anche i postini vanno solo quando sono cotretti.
Vivono vite tranquille e spartane, senza fare granché cioè si nascondono tra le genti comuni e si cibano, semplicemente, delle tenebre nelle quali vivono e dalle quali si fanno avvolgere. Sono la loro fonte principale di sostentamento.
Questi demoni difficilmente offrono la propria amicizia, anzi solitamente cercano di allontanare coloro i quali vogliono diventarne amici. E questo lo fanno in vari modi, questa è una grande fonte di potere per loro in quanto l'allontanamento altrui li ricopre di una tenebra ancor più fitta del normale.
Alcuni pazzi, forse perché sono più pazzi degli altri, non si lasciano scoraggiare da questi atteggiamenti e vanno ad insistere.
Questa insistenza, ovvero il fallimento delle tecniche di allontanamento, erode parte della tenebra che ammanta il demone che si indebolisce.
Il demone indebolito, a questo punto, ha poche scelte possibili:
1. continuare con le tecniche di allontanamento sempre più esose ed impegnative
2. lasciare avvicinare il pazzo
Di solito i demoni continuano ad allontanare i pazzi in molti modi ma, a volte, solitamente quando sono molto deboli, cedono e lasciano ampio margine di manovra al pazzo per avvicinarsi, sperando, in realtà che una volta vista bene la tenebra scappino a gambe levate.
Cosa, che di solito avviene anche ai più temerari.
Tornando al nostro pazzo che bussò alla porta del demone, oltre esser pazzo era più pazzo dei soliti pazzi e vide la tenebra.
La guardò ben bene, la scrutò, la annusò, la tastò e vide che… non faceva paura.
Accese un lumicino e ci si infilò dentro.
Questo pazzo, che, a questo punto, oserei chiamare scatenato oltreassò la coltre di tenebre, varcò, con calma, tutti gli strati di buio, di notte, di dolore e di terrore, con calma e semplicità finché, semplicemente, le tenebre sparirono.
Dovete sapere che un demone, di qualunque tipo, sotto la superficie, la scorza scorza esterna, che veicola potere e forza ha un corpo solitamente piuttosto debole ed un'anima piuttosto forte.
L'anima forte che non ha avuto un corpo abbastanza forte a contenerla ha dovuto, per forza di cose, proteggere il corpo con la forza demoniaca che è riuscita a generare.
Ogni anima può creare molti tipi di forze demoniache ma, solitamente, sfrutta come maggior protezione quella opposta alla sua forza principale. Quindi un demone di tenebra, solitamente, ha un'anima la cui forza principale è la luce.
Il nostro pazzo scatenato scoprì, quindi, che oltre il buio vi era un luce intensa, tanto intensa da poter illuminare molte vie e, ancora una volta non si spaventò.
Il demone, oramai scoperto, non ha più molte alternative: o elimina il pazzo o accetta che abbia scoperto tutto ciò che aveva celato.
Il nostro demone… ormai molto indebolito… cede.
E cosa cede?
Una cosa che molto pochi meritano, cede la propria fiducia.
In questo modo assurdo il nostro pazzo scatenato è rinsavito, si fa per dire, ed ha ottenuto un'amicizia pura e sincera da parte di un essere che potrà assorbire tutto il buio che potrà mai avvolgerlo e che gliene sarà, oltretutto, grato.
Quest'amicizia può essere pericolosa, molto pericolosa, perché il demone è sempre un demone ed il pazzo rinsavito corre sempre dei rischi al suo fianco.
Non rischia direttamente dal demone, il demone che concede amicizia non ferisce né manca mai i suoi doveri di amico, rischia dal vedere troppo intensamente l'anima del demone che, potrebbe anche folgorarlo.
Ma, se accetta il rischio, ottiene tutto ciò che vuole… o quasi.