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Per un manto di stelle

Nella galassia del triangolo, nel pianeta dalle punte perfette, nella città degli angoli acuti si narra che un uomo (cioè, si fa per dire, gli abitanti non sono affatto umanoidi ma più… come dire… diciamo che somigliano a mantidi religiose un pochettino più grosse, intelligenti e capaci) cercava di ottenere il permesso di costrure una casa dall'angolo ottuso.
Ovviamente i burocrati non acconsentivano, non ammettevano una costruzione siffatta, sfidava le oltre le logiche comuni anche, secondo loro, le leggi della fisica.
Scocciato dai tanti rifiuti scappò dalla città degli angoli acuti.
In altri paesi altre magagne incontrava pareva non esserci verso di costruir la sua casa.
Dovette andare in campagna dove non c'erano regole e poteva costruir ciò che voleva, come voleva.
Costruì la sua casa, non aveva nè angoli retti nè angoli acuti, solo e soltanto erano ottusi.
Arrivato al suo tetto per forza di cose doveva fare eccezione ed angoli acuti aver a profusione.
Non volle alla geometria piegar la sua casa, nè tantomen alla fisica ed alla statica.
Sicché, dopo tanto pensare decise che una sfera doveva la sua casa coprire.
Nel pianeta dalle punte perfette nessuno mai costruto aveva una cupola tonda ergo nessuno sapeva pensarla e crearla.
Reggersi in piedi, senza alcun sostengo, non poteva certamente.
Il nostro arrendersi non voleva ma, ovviamente, come far non sapeva.
Un tetto di vetro allora alla fine coprì la sua casa.
Da allora finanche tuttora quella è "la casa dal manto di stelle" da tutti chiamata.

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