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====== Storie dal medioevo: La fornaia ====== Cercando cibo, può capitare qualsiasi cosa finanche di finire mangiati o, comunque, in guai seri.
Uscendo da un bosco non troppo fitto un poveraccio affamato di tutto finisce in un ruscello e, spera, di riuscire a catturare qualche pesce però, in realtà tutto ciò che riesce a fare è farsi trascinare dalla corrente.
Terrorizzato, non ha possibilità alcuna di scampo, la corrente si fa sempre più forte e, oltretutto, non sa nuotare, tutto ciò che può fare è tentare di aggrapparsi a qualche pezzo di tronco galleggiante e sperare di sopravvivere, tanto, si sa, tutti i fiumi portano al mare e quindi, prima o poi la corrente si calmerà e riuscirà a tornare a riva. Di certo la prossima volta che vorrà un pesce lo cercherà un altro modo.
Oramai rassegnato a finire chissà dove e chissà come si rilassa appoggiato al suo tronco, reggendosi ad un pezzo di ramo, ci si addormenta anche.
Tum, patapum, pim, pam, tonf.
Quando si sveglia, non sa dove si trova, sa solo che è al buio ed all'asciutto, magari era tutto un sogno, un incubo più che altro, ed ha un mal di testa colossale, tastandosi la testa scova un bernoccolo dolorante.
È buio, sarà notte. C'è, però, uno strano odore nell'aria, odore di qualcosa di buono. Ma non riesce ad identificare cosa.
Cerca di alzarsi ma scivola, cade, qualcosa attutisce il colpo e si solleva della polvere. Ancora quell'odore di buono, chissà cos'è.
Forse non è all'aperto, sente un rumore come soppresso da dietro un muro.
Si apre un vano, una luce lo acceca e sbam qualcosa lo colpisce alla testa e tutto è silenzio.
Un odore di pane appena sfornato, un odore fantastico, lo sveglia, si ritrova su un graticcio fatto di paglia, si spera che non sia abitato da topi, quantomeno, ma, in tal caso si sarebbe svegliato per qualche morso.
Ma, tornando al pane, si gira da tutte le parti e… niente pane. Forse un miraggio? No, l'odore persiste. Si alza e scopre che… i suoi stracci sono spariti ma, lì vicino, ci sono delle brache ed uno straccio che può sembrare una maglia. Li indossa e… esce dalla stanza facendosi guidare dal naso. Scende al piano di sotto e sopra un tavolo, in quella che sembra una cucina (una cucina? naaa non ne vede una da quando si è finto un frate sordo), una pagnotta bella calda, appena sfornata.
Ci si fionda come un razzo e l'azzanna divorato dalla fame. In tre bocconi è finita. Niente più pane, la fame non è sparita, anzi, l'aver mangiato quella pagnotta sembra che l'abbia riaccesa.
Con la furia di lupo in caccia e di un'orso affamato quasi sventra mezza cucina cercando qualcosa da mangiare.
Mentre è intento a quell'affannosa ed infruttuosa ricerca entra un donnone che sbraita: "ehi metti giù le mani zoticone villano e mettiti seduto se non vuoi assaggiare questo", mostrando un mattarello che sembra una clava.
Terrorizzato si siede su una panca. La donna si gira verso una credenza e gli getta una serie di pagnotte: "tieni, mangia. mi sembri un po' sciupato" e, mentre il nostro affamato, ingolla le pagnotte "ma da quanto tempo non mangi? anni?" mentre mangia fa versi e suoni e muove le mani per spiegare chissà che cosa.
La donna, gli passa una brocca d'acqua e uscendo, gli dice: "quando ti sei saziato vieni fuori, per ricompensarmi di averti salvato, mi aiuterai a riparare la ruota del mulino che hai rotto con quella tua testa dura".
L'uomo mangia pagnotte e pensa che… che bisogno ha quel donnone dell'aiuto di un mingherlino come lui? No, no, appena mangiato scappa, prima che arrivino le guardie ad arrestarlo, altro che. Ma che siamo matti?

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