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Angolo della poesia
Data: 20/04/2015
**Autore: ** KillerBoy
**Titolo: ** il satiro
sott'una vite centenaria
tra i viola della saponaria
si trova un'acqua millenaria,
stantìa voi la crederete
ma pura e limpida è come il lete
se la vista non m'inganna
poco più in là c'è una vecchia capanna
con due passi e quattro salti
dalla sua ombra si viene avvolti
e dalla frescura si è sconvolti
invero sembra una dimora abbandonata
lì, su quel masso, abbarbicata
in realtà a ben guardare
oltre l'uscio tutto dice ch'è da amare
ma oltre questo non si può andare
guardando ben oltre l'apparente
noi vedrem il padron furente
che ci sgrida veemente,
ma l'acqua nostra tra la saponaria
che c'azzecca con la capannetta?
due passi indietro dobbiamo fare
e un po' discosti metterci a guardare
sì tra la porta diroccata
e la vite scortecciata
un satiro vediamo apparire
strana è questa visuale
no, non è affatto naturale
un satiro di questi tempi
senza nemmen batter i denti
o per droghe aver conoscenti
lo sguardo suo vagava
tra il viticcio e l'abitazione
fermo e immobile in mezzo al tratto
indeciso pareva su suo prossimo passo
eppur il padron di casa era svanito
mirando e rimirando attentamente
sulla pozza un cartello notai
la distanza mia era troppa,
la curiostà ebbe il sopravvento
ed alla vite mi avvicinai
mossomi venni dal satiro scoperto
che svanì così com'era apparso
e al cartello m'appressai
lo lessi e lo rilessi
ma continuai a non capire
questi versi vi leggetti
"se l'acqua mia berrai
alla luna diverrai
ciò che al sol nasconderai"
non capii che leggetti
ancor tento di comprendere
ciò che il tempo mi nasconde
proprio non so come interpretare
ciò che il fato ancor propone
a questa mente da caprone