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==== Lo sparadrappo scomparso ====
Questa che segue, anche se sembra una storia non lo è.
È un grido di dolore, un pianto pubblico per la scomparsa di un vecchio amico, un vecchio compagno: lo sparadrappo.
Ormai penso che un esiguo gruppo di persone lo ricordi, siamo rimasti in pochi, pochissimi direi, forse neanche i vocabolari o l'accademia della crusca sa più chi è, anzi chi era.
Poverino. Certo forse qualche sessantenne meridionale o qualche ottuagenario centro-nordico potrebbe rispondervi con "un cerotto" che è come loro lo ricordano.
Ma non era solo quello. Poverino. Lo compiango.
Penso che l'ultima volta che sia stato avvistato fosse negli anni 70 (o forse 60) del secolo scorso. Oddio, quanto tempo, quanti ricordi (e non osate dire che sono nato soltanto dopo!).
Mi ricordo quando, dopo aver subito una ferita da baionetta all'addome l'infermiere (oddio chiamiamolo infermiere) tamponò il tutto con un pezzo di garza sudicia e due striscie (ben due badate bene) di sparadrappo. Era pieno, no pieno non è il termine adatto, era imbevuto di disinfettante e, bene o male il suo lo faceva.
Povero sparadrappo. È passato in secondo piano, soppiantato da nuovi e più migliori (sì sì, lo so, è errato e cacofonico ma rende bene) metodi medicamentosi.
Poveraccio.
Addio vecchio amico. Ormai in pochi ti ricordiamo ed ancora in meno ti compiangono.
Addio vecchio salvatore.
Insieme a lui ricordiamo tutti i termini caduti in disuso e scomparsi… tra i tanti: desueto, contumelia, facezia, atavico, imo, culaccino, eristico, soccido, ignavo (no, questo lo ricordano tutti quelli che hanno letto forzatamente dante).
Tutti i termini vetusti vengono qui pianti spero non solo da me ma da tutti coloro che si reputano sacripanti della parole.