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Incomprensioni e Fraintendimenti
Spesso è più importante ciò che si fa rispetto a ciò che non si fa oppure a ciò che si dice.
Perché spesso spiegare i motivi delle proprie azioni e reazioni non è possibile oppure, se lo è, non è di facile comprensione per l'interlocutore.
Anche spiegandosi con tutte le migliori parole ed intenzioni è facile "perdersi in chiacchere" o soffocare in un mare di parole ciò che è veramente reale e quindi chi ascolta non comprende. Altre l'interlocutore non è in grado di capire perché le spiegazioni non sono sufficienti oppure non appartengono al suo vissuto od alle sue conoscenze dirette. Dico dirette in quanto anche quelle indirette non necessariamente sono recepite in pieno o, comunque appunto perché indirette, completamente.
Quindi ogni spiegazione può essere compresa se e solo se viene ricondotta al vissuto dell'ascoltatore.
Da qui nascono le incomprensioni e i fraintendimenti.
Se per le incomprensioni a volte può bastare parlare e spiegarsi per i fraintendimenti questo non è detto sia possibile.
E questo per vari motivi:
- il fraintenditore non sa di aver frainteso ma crede di aver capito correttamente
- il frainteso non sa di essere stato frainteso e se lo capisce (magari perché nota atteggiamenti, fatti e parole differenti da quanto si aspetta) non è detto che capisca cosa sia stato frainteso e perché e l'unica cosa che può fare è chiedere spiegazioni oppure… potrebbe fraintendere egli stesso entrando così in un circolo senza fine.
L'unica possibilità, appunto per il frainteso che crede di essere frainteso, è cercare di chiedere spiegazioni ma deve farlo con tatto, moderazione e discrezione perché, appunto, non conosce i motivi del fraintendimento e potrebbe fare più male che bene.
Che fare allora? A parte sperare di non essere fraintesi… temo molto poco.
E… chi vuole intendere intenda.