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===== Curiosità ===== La curiosità è femmina, dice, bhè io non credo.
Sarà perché tendenzialmente sono curioso e non sono femmina, chissà, ma anche San Tommaso era curioso, tanto curioso da dover toccare con mano il costato del risorto Gesù… ed anche lui mi sembra non fosse femmina.
Quindi tralasciamo il detto e veniamo alla curiosità stessa.
Cos'è? Cosa indica? Perché ci sono persone più o meno curiose?
Personalmente penso che la curiosità sia un istinto naturale dell'uomo: è stata lei a farci lasciare gli alberi e scendere a terra, a camminare eretti, costruire strumenti di caccia e raccolta, in pratica a farci evolvere.
Ed è sempre stata la curiosità a farci progredire: trovare un modo migliore per trascinare le cose ci ha fatto inventare la ruota, la curiosità verso l'altro ci ha fatto inventare il linguaggio, le lingue e la scrittura, la curiosità verso lo straniero ci ha permesso di viaggiare e scoprire luoghi lontani, il voler apprendere e quindi la curiosità verso l'infinitamente grande (cielo) e l'infinitamente piccolo (atomi) ci ha aperto la strada verso le scienze e quindi la conoscenza.
Quindi verrebbe da pensare che più si è curiosi più si è intelligenti e quindi più si può progredire però credo che così sia torppo semplicistico.
È indubbio che una persona intelligente e curiosa può riuscire ad indirizzare la propria curiosità verso fini utili e pratici ma non necessariamente.
È evidente che la curiosità non sia legata all'intelligenza, basta fare un banalissimo esempio: i voyeur o guardoni. Son curiosi ma bhè non necessariamente intelligenti.
Se quindi non è così allora c'è altro che scatena la curiosità.
Tutte queste cose quindi devono essere legate in qualche modo.
Cosa può legare lo scendere dagli alberi, il camminare eretti, costruire strumenti, inventare la ruota, la parola, i viaggi di scoperta, l'astronomia e le scenze? Cosa accomuna evoluzione e progresso?
Cosa accomuna queste cose "positive" anche ad "idiozie" tipo il guardone?
Non sembra così facile e sono sicuro che se si lasciassero divise forse s'arriverebbe prima ad una risposta ma non sarebbe completa.
Francamente mi sembra che ci sia una sola cosa che lega tutte queste cose: l'interesse.
L'interesse per una maggiore varietà di cibo e la possibilità di percorrere distanze maggiori ha fatto scendere i primati nostri antenati dagli alberi.
L'interesse ad avere una velocità di fuga maggiore, l'opportunità di cogliere frutti ci ha fatto diversificare gli arti e ci ha portato alla posizione eretta.
L'interesse ad avere un cibo più nutriente e ridurre i rischi per ottenerlo ci ha fatto inventare strumenti di caccia e raccolta.
L'interesse per il risparmio di tempo ed energie ci ha fatto inventare la ruota.
L'interesse per… la procreazione ci ha fatto inventare il linguaggio e per lo stesso motivo le lingue ed ancora il cercare nuovi partner altrove ci ha spinto a viaggiare e trovare nuove terre e culture.
Studiare il cielo? L'interesse che si ha in guerra per prevedere il tempo e l'interesse al potere che ne consegue creando i sacerdoti e le religioni.
E le scienze? Sempre l'interesse, l'interesse per il potere che ne consegue: chi domina la materia è in grado di dominare il mondo e le menti, per questo si è studiata l'alchimia, la matematica, la geometria, la fisica, l'idraulica e compagnia bella.
L'interesse. Sempre e solo l'interesse e questo, ovviamente, concorda con l'intrinseco egoismo dell'uomo.
Quindi? Niente significa solo che chi è curioso, probabilmente, ha un interesse palese o nascosto, cosciente od incosciente, reale o fantastico, plausibile o meno verso l'oggetto stesso verso cui la curiosità stessa si manifesta.
Stringendo quindi si può dire che curiosità è sinonimo di interesse.
Strano vero?

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