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===== Tristezza ===== L'altra sera ho sentito questa frase: "non è triste?" riferita ad un tizio che mangiava da solo in un ristorante
a me personalmente sembrava solo un tizio che mangiava, quindi niente di che, il fatto che fosse solo era solo relativo, magari era lì per lavoro e non conosceva nessuno, non c'aveva voglia di stare con nessuno e nemmeno di cucinare ed è andato al ristorante, bho, quindi niente di strano, almeno per me
e mi son ritrovato a pensare… triste… tutti sappiamo cos'è la tristezza cioè no, sappiamo riconoscere la sensazione quando la proviamo o la vediamo in qualcun altro ma cos'è?
ho provato a pensare a come definirla ma non ci sono riuscito cioè ci sono riuscito ma solo come "contrario" come opposto a gioia e felicità non come una cosa a se stante…
bhè, ho detto sarò ignorante ed ho preso il vocabolario ed ho letto: "stato d'animo di chi è triste" e mi son detto grazie che razza di definizione è? ho guardato triste ed ho letto: "che è privo di gioia, serenità, piacere e simili" … son rimasto perplesso come? anche sul vocabolario è definito come contrario? od assenza? naaaa non ci stà: wikipedia salvaci tu e leggo: "emozione contraria alla gioia ed alla felicità"
son rimasto basito… come? non si può definire la tristezza in altro modo? non mi piace la cosa… non è possibile quindi… perché non ci proviamo?
se fossi un medico od un biochimico potrai andare a guardare le reazioni che si scatenano nel cervello e definirle in quel modo ma, dato che non lo sono, non posso farlo
uno psicologo, forse, potrebbe definirla come una reazione fisica ad una serie di eventi sfortunati ma non sono uno psicologo quindi non c'interessa
potremmo dargli una definizione poetica o prosaica, gli artisti l'hanno definita in tanti modi, potrei forse usare uno di quelli ma, in realtà, son tutte rappresentazioni della tristezza non la tristezza in se e poi non sono un artista, quindi…

allora… cos'è la tristezza?
come definirla?
mi son detto… forse la definizione di un psicologo è la più corretta però non sono soddisfatto perché tutti siamo in grado di riconoscerla negli altri (più o meno) od in una situazione (chi vedendo un bambino che piange non capisce al volo se piange perché si è fatto male o perché è triste?) esterna a noi quindi no non basta, evidentemente la tristezza in sé è una cosa vera e, se è vera, è definibile
allora mi son detto se non mi riesce definirla se non come opposto della gioia vediamo di definire cos'è la gioia: "stato d'animo di intensa allegria e contentezza" oppure "lo stato d'animo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri"
mmm non si embra granchè ma comunque in pratica si potrebbe dire che la tristezza è la sensazione di chi non riesce a soddisfare i propri desideri… sì questo mi torna, ci stà un bimbo triste è un bimbo insoddisfatto ma un bimbo insoddisfatto non necessariamente è un bimbo triste…
quindi… non è sufficiente…

se la tristezza è uno stato d'animo… come mai la riconosciamo in una situazione?
il tizio che mangia da solo perché da un'impressione di tristezza (ai più)?
magari è lì in santa pace che si sta godendo la più grande vittoria della sua vita eppure la situazione appare triste?
che la percezione sia diversa dalla realtà e diversa dipendentemente da chi guarda è ovvio ma

allora se è uno stato d'animo la tristezza in se non esiste?
mmm son perplesso perché se non esiste ed è definita come contrario neanche il suo contrario esiste ovvero la gioia e come si fa a dire che la gioia non esiste?
cioè la gioia, non la felicità che è più complesso, ma la gioia, quella sensazione di allegria e contentezza che si ha quando si vince/ottiene qualcosa per la quale si è faticato molto… no, quella esiste ergo esiste anche la tristezza

ma se la gioia è la vittoria allora la tristezza è la sconfitta
quindi la tristezza è la sensazione aver faticato/lottato per qualcosa e si è perso…
che sia questa la tristezza?
son confuso, non mi torna perchè si torna a dire che la tristezza in se non esiste… ed in tal modo neanche la gioia… ma ho affermato che esiste

Commenti

Su facebook ne è derivata la seguente discussione:

Graziella Santoro Bella riflessione. Io, per esempio, oggi sono un po' triste perché le vacanze stanno finendo e io sono stata quasi sempre malaticcia è vera tristezza? In fondo riposarmi era quello che volevo…

Rocco Antonio Pagniello ecco, appunto… è emblematico
è tristezza o no? bho
personalmente non sono minimamente in grado di definirla
eppure… tutti sappiamo cos'è, cosa comporta, come ci si sente ma… senza riuscire a definirla… esiste?

Graziella Santoro Esiste, esiste… Per esempio, domani è l'ultimo giorno di ferie… Tristezza allo stato puro

Valentina Di Gioia Ma che dici!! Ci rivediamo!!!! Ti faccio ridere io!

Roberta Gentile Esiste

Valentina Di Gioia Esiste…tu dici di riuscire a definirla per negazione. È la negazione della felicità…e la felicità cos'è?

Valentina Di Gioia Wikipedia dice: stato di depressione riconducibile a un particolare dolore o a una diffusa e cupa malinconia

Graziella Santoro Ecco… meno male… invece di #maiunagioia, io #unadigioia ce l'ho

Roberta Gentile Secondo me è un torpore che ti tormenta l'anima… un peso che rende difficile respirare… ma si resta consapevoli

Rocco Antonio Pagniello ecco Roberta, questa tua definizione mi piace

Rocco Antonio Pagniello Valentina scusa ma anche definendola come una particolare depressione poi definire cos'è la depressione…

Rocco Antonio Pagniello …in ogni caso definire la tristezza in se non mi sembra così semplice perchè uno stato d'animo, una sensazione è personale quindi intangibile di per se e quindi non misurabile e di conseguenza definibile solo parzialmente

Rocco Antonio Pagniello e poi se è il contrario di gioia e gioia è vittoria e, di conseguenza, la tristezzà è sconfitta scusate ma, personalmente, quando perdo o l'accetto o m'incazzo (magari con me stesso perchè ho sbagliato qualcosa) difficilmente mi rende triste direttamente, al massimo mi rendono triste la valutazione successiva dei motivi del fallimento… ma non necessariamente

Rocco Antonio Pagniello e comunque una situazione come quella descritta all'inizio del post… perché, comunemente, viene vista come triste?

Graziella Santoro Non è triste di per sè…
Magari l'osservazione è scaturita dallidea che mangiasse da solo non per scelta, ma perché nessuno aveva voluto fargli compagnia. Nella nostra cultura al cibo un aspetto di convivialità. In un altro paese magari non noterebbero nemmeno la cosa.

Rocco Antonio Pagniello mmmm
quindi l'immagine è preconcetta, sociologicamente preconcetta se vogliamo esser precisi…
però così è un circolo vizioso ritorna l'impossibilità di definire la tristezza autonomamente

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ma allora molliamo quella immagine e prendiamo l'altra: il bimbo che piange…
questa è aculturale, asociologica e a-quellochevipare
da che mondo e mondo tutti (chi più chi meno) capiscono se un bimbo piange per tristezza o per dolore…

come mai lo capiamo (chi più chi meno) tutti? anche i meno sensibili?
ci sarà pure un qualcosa che ce lo fa capire
e non diciamo un qualche elemento chimico che emana il bimbo perché lo si capisce anche in fotografia

e se c'è dovrebbe poter essere definibile… o no?

Valentina Di Gioia Infatti questo intendevo…chi lo dice che la gioia è vittoria? Non è possibile definire la tristezza o la gioia o ogni altra sensazione perchè sono sensazioni perciò sono personali e derivano da visioni personali della vita e si esprimono con il nostro modo personale di affrontare la vita. C'è chi per esempio diventa molto più attivo quando è triste per non pensare… Ci sono delle cose che si considerano generalmente tristi perchè influenzati da riferimenti sociali o culturali. Un bambino che piange è triste, generalmente, ma se sai che piange perchè vuole il trentesimo giocattolo la sensazione cambia…

Valentina Di Gioia E guarda caso i bambini difficilmente piangono perchè sono tristi nella maniera che intendiamo noi, per un malessere interiore…piangono perchè sono stanchi hanno fame non li capiamo etc etc… i bambini vanno al di là della tristezza e della gioia, vanno al perchè…

Valentina Di Gioia Ed eccoci di nuovo ad una definizione di tristezza da adulti. Non si può capire…si può intuire secondo me. Una persona silenziosa o poco sorridente o schiva o che tende al pianto…può sembrarci triste. Ma sono congetture. Magari lo sono ma questi atteggiamenti possono denotare mille altre cose..

Valentina Di Gioia Il fatto che non si possa definire non ne esclude l'esistenza.

Graziella Santoro bah… Vu siehe troppo filosofi per me…
domani si torna a lavoro… Qualcosa di concreto per cui essere tristi…
Cappero Rocco, tu non puoi tornare il 12… dobbiamo fare scuola guida

Rocco Antonio Pagniello naaaaa e così mi chiedi di credere all'esistenza di qualcosa senza definirla nè, tantomeno, dimostrarne l'esistenza?
questa si chiama fede e nooooo non va bene, no mi contento
temo, dovremo cambiare strada…
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se la tristezza è l'opposto della gioia vediamo allora di dare una definizione alla gioia e poi ricaviamone una per opposizione…
che è la gioia?
se la gioia è una sensazione di allegria e contentezza
dobbiamo definire sensazione, allegria e contentezza
sensazione: potremmo dire che è il prendere coscienza di uno stimolo interno e/o esterno
allegria: buon umore
contentezza: stato d'animo di chi è contento
…
però orda ci tocca definire buono, umore e contento… (ma non si finisce più?)
contento: se lo definiamo come sensazione siamo da capo quindi definiamolo sulla base etimologica, mi si dice derivi dal lantino contentus, il participio passato di continere che in italiano è contenere quindi propriamente "contenuto, pago di qualcosa" (vedi treccani)
umore: qui si va nel difficile… se prendiamo il significato letterale sarebbe una sostanza liquida
se prendiamo buonumore: è, nuovamente, uno stato d'animo sereno
buono: ciò che è buono fa bene ovvero benefico
…
legandoli dovremmo ottenere che la gioa è, più o meno: quel benefico stato di coscienza prodotto da uno stimolo interno od esterno che dona uno stato d'animo sereno

per negazione quindi la tristezza dovrebbe essere quel malefico stato di coscienza prodotto da uno stimolo interno od esterno che "rannuvola" lo stato d'animo

Rocco Antonio Pagniello infatti Graziella in ufficio torno il 14 (salvo imprevisti, variazioni, modifiche, alterazioni genetiche, mutamenti socio-politici, strani allineamenti planetari, influssi astrali, etc)… tu, intanto, preparati psicologicamente alle "lezioni"

Valentina Di Gioia Bravo Rocco Antonio Pagniello hai trovato la definizione! Comunque rimango dell'idea che se qualcosa non sai definirla non significa che non esista. Se la provi/senti/sperimenti/vivi esiste. Quello che non esiste ancora sono i mezzi per descriverla.

Rocco Antonio Pagniello posso capire cosa intendi Valentina e non credere che non capisca cosa vuoi dire ma, personalmente, se qualcosa la provo/sento/sperimento/vivo allora ok, esiste
ma se non riesco a definirla come posso dire di sentirla?
come posso condividerla?
se non riesco a definirla non riesco neanche a descriverla e no, questo a me non basta, non mi è sufficiente
perchè descrivere solo i "sintomi" può dare adito a "diagnosi" diverse (dalla tristezza alla depressione)

ok che siano sensazioni personali ma
definirla non sminuisce la sensazione, anzi, imho, la rivaluta perché a questo punto è possibile condividere un qualcosa di "certo" è possibile comunicare con lo stesso vocabolario, e sì, volendo, anche un vocabolario emozionale

se poi il mio stato d'animo si "rannuvola" o "schiarisce" in maniera diversa rispetto a quello di un altro… ci stà
che ognuno senta in un modo differente va bene ma sappiamo, comunemente, cos'è e se io dico tristezza una volta definita sappiamo di dire la stessa cosa e di non confonderla

(in ogni caso abbiamo anche detto che la tristezza in se non esiste ma essendo una sensazione è personale)

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