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La storia della campanula
Questo è un segreto che viene tramandato da migliaia di generazioni solo a pochissime e rare persone che si assumono l'onere di scegliere solo le persone giuste a cui raccontarlo, ovviamente parte della storia dovrò ometterla per tramandarla al prossimo custode, però posso raccontarvi quanto segue.
In un'epoca antica il mondo era brullo e sconfinato e gli abitanti erano tristi, non vi erano gioie nelle loro vite e niente che allietasse le loro giornate.
Vivevano nei boschi, all'epoca, delle piccole fate alate, oggi non s'incontrano più, non si sa se siano completamente svanite o ne esista ancora qualcuna nascosta da qualche parte (io voglio credere che si siano, semplicemente, nascoste tra le persone).
In ogni caso una di queste, non è stato tramandato il suo nome, mossa a compassione dalla tristezza dilagante decise di donare a tutti una speranza ed un sorriso.
Studiò a lungo le tristezze e si consultò con le altre fate, con gli gnomi e con tutte le altre creature magiche (anch'esse, sfortunatamente, scomparse) finchè si consultò con un vecchio albero centenario che le disse: "la tristrezza dilaga perchè non c'è bellezza".
La piccola fata restò imbambolata dalla saggezza del vecchio albero e si mise a pensare.
Pensa, pensa, pensa alla fine fu folgorata dalla geniale semplicità di… un fiore.
Cosa, pensò, meglio di un piccolo fiore può donare la speranza della bellezza alle persone?
Girò in lungo ed in largo su tutto il pianeta ma non trovò nulla che facesse al caso suo, tutti i fiori erano fatti al solo scopo di riprodurre le piante, erano brutti e funzionali oppure troppo appariscenti.
Cominciò, allora, a girare nello spazio di costellazione in costellazione, di stella in stella, di pianeta in pianeta scovò, su una roccia vagante nel vuoto un piccolo fiore, niente di straordinario per carità.
Ecco, si disse, questo è il fiore perfetto, bello ma non appariscente, piccolo e si adatta a tutto, è l'unico che, con la capacità di attecchire ovunque, può accendere la speranza nei cuori aridi delle persone.
Così lo prese e lo portò sulla terra ed è, ad oggi, il fiore che rappresenta l'accendersi di tutto ciò che è nuovo, nuova vita, nuovi sentimenti, etc. cioè il nuovo capace di durare in eterno.