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===Amore ed amicizia===
L'altro giorno ascoltavo due conoscenti che parlavano di amore ed amicizia.
Uno sosteneva che se non si è amici non ci si innamora, dicendo quindi che l'amicizia è l'anticamera dell'amore, mentre l'altro che se è l'uno non è l'altro e viceversa.
Probabilmente avevano visto uno di quei triti e ritriti film su un'amicizia che diventa amore, chissà, non me ne sono interessato minimamente.
Da qui il dubbio… ma son davvero interscambiabili le due cose?
Ora, per me, l'amicizia è una cosa rara, ma così rara che è più probabile trovare un granello di sabbia violetto nel sahara che un amico.
Ma quindi cos'è un amico?
Un amico è uno che è presente quando serve ed assente quando non ci deve essere.
È uno che ti lascia i tuoi spazi, che ti critica e ti conforta quando serve.
Non necessariamente bisogna essere d'accordo sulle cose, anzi. È uno che ti da il suo punto di vista e ti aiuta a vedere le cose in un modo diverso dal tuo.
È uno di cui ti fidi così tanto che gli affideresti la tua vita senza alcuna remora.
È uno che se ti serve un cazziatone… te lo fa, anche se non lo vuoi sentire. E ti dice le cose come stanno.
È uno a cui confideresti i tuoi segreti e timori più reconditi, con cui ti apri come non ti apriresti neanche con te stesso…
È uno che potresti non vedere per anni e quando l'incontri ricominciate da dove vi eravate lasciati.
È uno a cui non devi chiedere niente ma che ti da tutto se stesso ed anche di più, anche la vita se serve.
E per il quale faresti altrettanto.
Cazzo, a trovarne una di persona così nel corso della vita c'è da esser contenti anche se c'è chi ne incontra diverse (beati loro).
Ma perché ti dovresti fidare così tanto di qualcuno? Bhé, che dire non c'è un motivo apparente per farlo proprio per questo è difficile capire di aver trovato un amico.
Come inizia? Ogni caso è una storia a se e quindi non è possibile generalizzare, sicuramente, comunque c'è qualcosa tra i due che li accomuna, che li rende simili anche se magari è qualcosa di intangibile e quindi incomprensibile, fatto sta che è come se, da un certo e specifico punto di vista, i due si vedessero allo specchio.
Poi il sentimento cresce e ci si trova "legati" senza sapere né come né quando né perché.
Ed invece l'amore?
Ahhh l'amore, l'amore… quante descrizioni ci sono dell'amore, prosaiche, poetiche, scentifiche, liriche… ce ne sono a bizzeffe…
L'amore è un sentimento di… mancanza, sì, direi di mancanza… perché quando ti manca il tuo amore o ne sei lontano stai male, come se ti avessero asportato le braccia, le gambe ed anche un pezzo di cuore e di anima insieme.
È il primo pensiero del mattino e l'ultimo della sera.
È l'unico pensiero nel sogno e nella realtà.
È quando ogni tuo pensiero, azione ed anche battito del cuore è rivolto all'altro.
Poi è fiducia, è accordo, è tutto ed il contrario di tutto.
È ciò che ti manca, l'altra metà del tuo essere.
Divisi siete niente, insieme siete il tutto che ricomprende l'universo ed oltre…
Quindi è tutta un'altra cosa, comunanza vs mancanza non c'entrano affatto, mi pare.
E allora come si può confondere l'uno con l'altra? In realtà questo è comprensibile, almeno nella fase iniziale.
Ongi sentimento, così come l'amore ha una sua vita che si può suddividere in varie fasi: nascita, maturità, termine (sicuramente i sociologi veri ne individueranno anche altre ma, mi si passi l'audacia dato che non sono un sociologo).
- Prendiamo l'amore.
Durante la nascita: c'è la conoscenza ed il riconoscimento inconscio. Quando ci si incontra, quando ci si inizia a frequentare scatta qualcosa, è quel qualcosa che comincia a farti dire/pensare cose come: "che farà?", "starà pensando a me?", "come faccio ad aspettare fino a domani per rivederla?" ed altri di questi quesiti fondamentali per l'umanità tutta.
Questa fase si potrebbe anche chiamare innamoramento.
L'amore è in fascio, deve essere nutrito, e va nutrito bene altrimenti non sboccia affatto ed appassisce prematuramente, per intendersi è la fase in cui si è ciechi ai difetti dell'altro.
Nella maturità: i due oramai si sono riconosciuti amanti e, come tali, si rispettano. Anche qui l'amore deve essere nutrito altrimenti si cade nella monotonia e si affloscia.
Il termine: c'è poco da dire a riguardo.
- Prendiamo l'amicizia.
Durante la nascita: c'è la conoscenza ed il riconoscimento inconscio. Quano ci si incontra, quando ci si inizia a frequentare scatta qualcosa, è quel qualcosa che comincia a farti dire/pensare cose come: "cosa farebbe al posto mio?", "cosa direbbe di questo?", "sarà giusto chiederglielo?" ed altri di questi quesiti fondamentali per l'umanità intera.
È una fase che può durare anche a lungo, alcuni non sono predisposti ad accettare di aver trovato un amico, hanno dubbi, perplessità, timori. Fondati o meno è irrilevante, direi che è compito del nuovo amico abbatterli. Come? Non vi è certezza, basta essere.
Fino alla consapevolezza, questo non è un momento preciso, ma può arrivare a folgorarti. A quel punto sai che hai un amico e non ci sono cazzi.
Nella maturità: oramai i due sono amici e, come tali, si fidano l'uno dell'altro, si rispettano, si comprendono. Non c'è bisogno di nutrimento, l'unica necessità è di non tradire la fiducia riposta. Sembra facile ma se non è un'amicizia reale non lo è affatto.
Il termine: bhé non è affatto detto che esista un termine. L'amicizia non ha scadenza e non ha alcun limite spazio/fisico/temporale. Se finisce è perché non era vera ed uno dei due ha tradito l'altro, in questo caso nasce il rancore che può trasformarsi in odio anche profondo.
I due sentimenti possono essere confusi alla nascita così come avvengono gli scambi di culla.
È plausibile che i "quesiti fondamentali" si scambino e si incrocino appunto perché il riconoscimento conscio non è ancora avvenuto. E quindi si può credere che la comunanza sia mancanza e viceversa. E succede, solitamente, perché si vuole crederlo. È, spesso, più facile crederlo.
Se, in questa fase, non si fanno cazzate potrebbe anche nascere un doppio sentimento amore/amicizia ma sono casi rarissimi direi che è più probabile trovare una forma di vita senziente ed evoluta nell'universo scandagliandolo con un binocolo da teatro (non so se mi spiego), quindi è inutile parlarne.
Quindi, così a naso, sembrerebbe che non sia possibile che un'amicizia diventi un amore e viceversa.
In realtà è possibile, non so quanto sia consigliabile ma è possibile.
- Caso a: due innamorati che diventano amici.
È un classico, sia nella finzione che nella realtà: l'amore nasce, diventa maturo ovvero gli amanti sono consapevoli di pregi e difetti dell'altro e… qui può capitare che si scoprono anche amici… ehhh sì, plausibile, ora il sentimento è doppio: si ha sia la mancanza che la comunanza ed il rapporto è pressoché idilliaco, oserei dire utopico.
Qui però casca l'asino… se o quando termina l'amore cosa succede all'amicizia?
Se i due hanno imparato a litigare costruttivamente nel corso del tempo (sì ci sono liti costruttive e liti distruttive, e sì è naturale che due amanti litighino) l'amicizia potrebbe sopravvivere altrimenti, sfortunatamente, muore pure quella e la perdita dell'amico potrebbe essere, anzi è, peggiore di quella dell'amore.
- Caso b: due amici che si scoprono innamorati.
Questo è un classico da film.
Se solo uno si innamora l'altro non riuscirà a capirlo a meno che gli venga detto esplicitamente. Dato che nell'amicizia c'è già un rapporto di fiducia tale che le remore son saltate ed i segnali fisici di attrazione non vengono captati come tali…
Se, invece, viene detto esplicitamente; dipende: se l'altro è disposto ad accettare la variazione: bene. Ma, se, come è statisticamente più probabile, l'altro non è disposto alla variazione: si creerà imbarazzo, i comportamenti cambieranno e le situazioni diverranno ambigue. In pratica: la comunanza va a farsi benedire… e non mi sembra affatto bello/auspicabile.
Mi giunge strano, nella realtà, che due amici s'innamorino l'uno dell'altro contemporaneamente… oddio, non lo escludo a priori ma nutro dei dubbi sulla probabilità dell'evento.
Ma mettiamo pure il caso che succeda… bhé già si conoscono abbastanza bene, quindi anche qui il sentimento diventa doppio ed il rapporto potrebbe essere idilliaco ma l'amore è nato già adulto, diciamo, si è persa la fase iniziale ovvero quella dell'"è perfetto così com'è" e siamo già alla "maturità", e non è una cosa da sottovalutare.
L'amore avrà bisogno di un nutrimento e di una forza di volontà disumana di entrambi per durare.
Ma… se uno dei due sentimenti muore? Probabilmente la comunanza e quindi l'amicizia se è abbastanza forte, resta ma non è certamente garantito.