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===Dalla decima ad oggi=== Un tempo assai lontano, i padroni erano tenuti a pagare la decima parte dei propri raccolti ai sacerdoti.
Questa tassa, del 10% appunto, veniva pagata per amministrare la giustizia e veniva letteralmente mangiata, anche dai tassati, in onore del proprio Dio.
Se il luogo dove il proprio Dio aveva stabilito dimora era lontano e non si potevano, quindi, portare i raccolti potevano essere convertiti in denaro e portata, comunque, ai sacerdoti.
E ci furono guerre per evitare di pagare le decime, ma erano leggi divine e quindi, alla fin fine le genti sottostavano.

Nelle varie città stato esistenti successivamente, giustizia e religione erano accomunate quindi pagare la decima contribuiva sia alle questioni di stato che alle questioni spirituali.
I padroni pagavano annualmente la decima e spese eccezionali (es costruzione fortificazioni di difesa) avevano tassazioni eccezionali.

Successivamente l'impero sottomise i sacerdoti e la decima, sempre la decima, andava all'esattore dell'imperatore per amministrare la giustizia e l'impero.
In questo periodo i sacrifici ai sacerdoti erano fatti principalmente secondo coscienza anche se, a volte, erano imposti ma, ancora, veniva "mangiata" in onore del proprio Dio.
La tassazione obbligatoria restava la decima all'impero, chi era ateo (e non perseguito per questo) non pagava altro.

Nacquero le religioni di stato, obbligatorie, la tassazione, la solita decima, veniva corrisposta allo stato/chiesa.

L'impero si disgregò nacquero regni, regnoni e regnetti.
I lavoratori erano servi e pagavano la decima, principalmente col lavoro, al padrone, che poteva essere un nobile (proprietario terriero per eredità o fiduciario del proprio padrone), un arricchito (non nobili, principalmente arricchitisi tramite i commerci che avevano privilegi verso i propri nobili o grazie a matrimoni) od un ente religioso (monasteri, abbazie, pievi, etc. che avevano avuto dal re la gestione di un certo territorio al pari di un nobile).
Ancora qui, la decima era la tassa, non veniva più mangiata anche dai tassati in onore del proprio Dio, ma dal padrone per la propria fame.
Il padrone (latifondista, Don, barone, conte, duca, principe, re, etc) governava il proprio territorio come voleva, aveva diritto di vita o di morte su tutti i suoi servi (successivamente chiamati sudditi) e gestiva la giustizia come voleva. Doveva metter conto solo al proprio padrone (fino al re/imperatore), se richiamato, od alla propria coscienza (re/imperatore).
Eventi straordinari (ricostruzione chiesa, nuova ala castello, fortificazioni, etc) esigevano tassazioni straordinarie.
Gli eventi straordinari cominciarono a divenire ordinari.

La gestione della giustizia non piaceva alle genti in quanto non erano eque, erano dettate principalmente da intrighi di palazzo allo scopo di acquisire sempre maggior potere, da fini espansionistici: guerre di conquista, colonizzazione di nuovi territori/continenti.
Le tasse non erano più solo legate alla gestione del popolo ma alla gestione delle corti, le corti cominciarono ad avere costi altissimi ed alla decima si aggiunsero le tasse.
Cominciarono a nascere le idee di stato, come unione di popoli e di genti tutte uguali, senza distinzione di classe, inizialmente le colonie si ribellarono alle patrie di origine, e gli imperi cominciarono a disgregarsi poi, i regni cominciarono a crollare.
Si cominciò a dividere l'idea di stato dall'idea di clero e religione, l'idea di potere temporale e potere spirituale.

Cominciarono a nascere gli stati e le federazioni di stati, indipendenti, teoricamente, dalle religioni.
Gli stati hanno creato apparati più o meno complessi per la gestione del territorio, della giustizia, della sicurezza, questi apparati hanno dei costi e dovrebbero essere più o meno palesi, la gestione degli immobili del complesso giudiziario, i costi del personale dedicato alla sicurezza, etc etc.
Più gli apparati sono complessi più è necessario personale per gestirli più sono i costi fissi che, comunque, sono palesi e necessari.
Ai costi palesi e necessari si aggiungono costi di facciata e/o rappresentanza che servono a dimostrazione del potere dello stato: e penso, ad esempio, ad edifici architettonicamente fastosi e/o stilisticamente esosi quanto tecnicamente poco pratici (colonnati, affresci, targhe gigantesche) che, tutto sommato, sono spese "una tantum" o comunque "ammortizzabili" in un periodo di tempo piuttosto lungo.
Se prendiamo il pil (dati 2012): https://it.wikipedia.org/wiki/Confronto_tra_PIL_nominale_e_PIL_%28PPA%29, così ad occhio, direi che un decimo del valore dovrebbe essere sufficiente alla gestione dello stato, per l'italia si tratta di 201.407.000.000 $, che, al tasso di cambio odierno "1$=0,724322758€", sono circa 145.883.674.000 €, sì sono quasi 146 miliardi di euro il solo 10% mentre la pressione fiscale, che è il rapporto delle tasse sul pil (dati 2012): http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/07/19/FISCO-CONFCOMMERCIO-PESO-REALE-55-RECORD-MONDIALE-_7207078.html, risulta, invece essere del 55% ovvero 1.107.742.900.000 $, che, al tasso di cambio odierno "1$=0,724322758€", sono circa 802.363.393.000 €, ovvero oltre 800 miliardi di euro.

Fino qui, la decima dovrebbe essere ancora sufficiente anche aggiungendo gli esorbitanti costi della politica.

Allora perchè non basta? Perchè la tassazione è così alta?

Qualcuno direbbe "l'evasione è enorme".
Ok, metti pure che l'evasione sia il 50%… sono sempre 400 miliardi di euro di tasse riscosse, costa così tanto l'apparato dello stato? Accidenti… e dove sono i servizi relativi?

Qualcun'altro direbbe "debiti di guerra".
Nel 1947 fu imposto all'italia di pagare debiti di guerra per 360 milioni di dollari americani del '38 (allora un'oncia d'oro stava 35 dollari oggi oltre 1323 il che equivale a dire 13,608 miliardi di dollari americani di oggi che, in euro sono circa 9,85 miliardi) che non sono pochi ma neanche un'esagerazione.
Noi non siamo la germania, siamo fessi, i debiti noi li paghiamo ed invece li condoniamo (anche alla germania ad es. nel '53).
Ovviamente ai soldi che dobbiamo per debiti di guerra si aggiungono gli interessi, i costi che abbiamo sostenuto per la ricostruzione ed i regali che facciamo (siamo fessi) a stati che hanno preteso da noi indennità per il nostro passato coloniale, ovvero quando loro hanno perso.
Suppongo e spero che in tutto questo tempo buona parte del debito sia stato saldato… altrimenti non finiremo mai di pagare… ed in tal caso…

Ora io mi chiedo, basta ciò a spiegare una tassazione così alta?
Numeri alla mano, sempre se sono questi… non mi sembra.

Personalmente… mi piacerebbe vedere i conti per sapere "dove" finiscono tutti questi soldi di tasse.

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