La maschera

C'è sempre quel momento.
Quello in cui tutto viene a galla, dove tutto ti torna indietro e ti viene risbattuto in faccia.
Come tutto in questo mondo, segue la legge del tre.
È una cosa certa, fatidica: se hai fatto una cosa cattiva o comunque percepita come tale, e non importa quante cose buone tu abbia fatto o tu faccia, ti torna indietro triplicata.
Quel momento arriva… sempre.

Certo non se l'aspettava.
Ciò che faceva, per lui, non era cattivo ma lui era cattivo dentro e quindi non percepiva come tali le sue azioni.
Quindi non si aspettava un contraccolpo, figurarsi uno del genere.
È passato alla storia come uno dei contraccolpi più potenti mai ricevuti da un singolo individuo.
Fu tanto potente da non poter essere descritto; molti di noi, forse quasi tutti, non sono in grado nemmeno di immaginarselo.

Lui quasi perse la ragione ma, dedito a nascondere sempre se stesso, non lo diede a vedere ma, semplicemente, accusò il colpo "come se niente fosse".
Ohhh nel suo intimo bruciava… bruciava dal dolore ma fuori, al mondo, non mostrava alcunchè, mostrava solo la sua solita calma placidità vista da tutti come "insensibilità" od incapacità di provare emozioni.
Non lo faceva perché era insensibile o perché non era in grado di emozionarsi ma solo per difendersi dal resto del mondo. Quel mondo che, per quanto ricordava, lo aveva sempre respinto ed osteggiato.
La calma apparente era la sua difesa più potente ma era anche la fonte delle sue più grosse ferite ed angosce.

Nascondeva se stesso dietro una maschera perché il mondo non avrebbe accettato di vedere la vera natura di un suo figlio.