Anche gli eroi hanno bisogno d'aiuto

Nemmeno il tempo di parcheggiare la macchina, che da lontano lo vide li seduto a terra in fondo ai giardini di quel grande e grosso edificio triste, a fumare la sua sigaretta con lo sguardo perso nel vuoto, lei non sapeva cosa dire, né come poter fare a supportarlo, ma sapeva che ne aveva bisogno, si avvicinò, si sedette accanto a lui e gli mise la mano sulla spalla, restarono in silenzio, lui guardava il vuoto, lei seguiva la stessa traettoria.
Di colpo lui si accese un altra sigaretta, lei come suo solito gli fregò il pacchetto e se ne accese una anche lei, ma stavolta lui non fece polemica la lasciò fare, cosi che capì subito che era giù e parecchio anche, senza parlare si mise la sigaretta sopra l'orecchio in maniera goffa facendola cadere e lo abbracciò forte, lui allora come un gatto si scrollò a tale dimostrazione d'affetto, si alzò e fece finta di reagire, lei lo seguì fino all'entrata di quel grosso edificio e proprio lì lo lasciò andare avanti.
Intravide da dietro quella vetrata che in fondo quello che considerava il suo eroe aveva dei limiti, aveva della paure ma soprattutto per la prima volta capì che anche lui sapeva affezionarsi, anche se non riusciva bene a dimostrarlo, sapeva che doveva proteggerlo, che doveva supportarlo e capì che nonostante tutto a volte anche gli eroi hanno bisogno d'aiuto.
Chiuse la porta e lo seguì accorgendosi che lui si era girato ad aspettarla.