Joaquin giocava. Era il suo modo per sopravvivere, il suo lavoro si potrebbe dire.
Giocava a tutto quello che si poteva giocare: carte, scacchi, giochi di ruolo, calcio, tennis, ping pong, domino, scommesse… tutto ciò che si intende come gioco lo faceva.
Niente a livello professionistico ma giocava a qualsiasi cosa e vinceva. Non sempre nei giochi più aleatori specialmente riusciva a vincere ma così spesso che alcuni lo chiamavano "il culo di mida".
Sfortunatamente per lui la sua fama era, ormai, planetaria e venivano a sfidarlo da tutte le parti o lo invitavano ai giochi più assurdi come il salto delle auto con la moto, il giro della morte in bicicletta o la carambola mozzafiato (non chiedetemi cos'è perché non ve la saprei descrivere).
Venne, un giorno, a sfidarlo un texano dagli occhi di ghiaccio, un omone biondo, alto quasi due metri e largo come un armadio, barbetta di tre o quattro giorni, cappellaccio semi floscio, camminata dinoccolata (a gambe larghe) e ciancicante continuamente una gomma da masticare.
Con aria strafottente sfida Joaquin alla roulette texana. E ora non venite a dire che non conoscete la roulette texana che la conoscono tutti!
È, diciamo, una variante della roulette russa, quella con una pistola a sei colpi ed un solo colpo nel tamburo. La texana consta di due pistole a sei colpi, una per ogni giocatore, caricate con una pallottola per uno. Si fa girare il tamburo e si chiude sulla stessa. Si passa la pistola all'avversario che si spara in testa, teoricamente in contemporanea.
Bhè, a questo gioco Joaquin ha perso.
Ovviamente è morto ed è finito direttamente agli inferi. Anche qui la fama di Joaquin era arrivata, anche qui è pieno di giocatori tanto che avevano scommesso tra loro quando sarebbe arrivato… ma questa è un altra storia.
Fatto sta che Satana, non sapendo bene in quale girone collocarlo, chiede consiglio ai suoi migliori adepti.
Dopo questo conciliabolo Satana propone una scommessa a Joaquin: se vince sceglie il suo girone, se perde verrà rifiutato.
La scommessa è semplice: indovinare quanti sono gli ospiti degli inferi con un margine di un migliaio di anime, per farlo Joaquin ha tre possibilità e tre domande da poter fare.
Joaquin accetta e pone la sua prima domanda: "quante anime ci sono in paradiso?"
Uno spiritello scartabella un po' e passa un foglio a Satana che risponde "2132345654687909445605697"
Joaquin pone la sua seconda domanda: "quante sono in purgatorio?"
Satana, senza nemmen pensarci, risponde: "non esiste il purgatorio."
Joaquin ci pensa su un attimo e risponde: "60367406604701011704988002, anima più anima meno"
Lo spiritello scartabella un po' le carte e passa un foglio a Satana che, sbalordito legge "70367406604701011704988001 mi spiace, sei espulso, torna sulla terra."
Toccandosi la punta del naso "grazie, torno a giocare"