- Dobbiamo avvertire mio padre - urla Rossella avvinghiandomi il braccio.
Concordo con lei. Mentre Maria cerca di tranquillizzarla penso al da farsi.
C'è solo una cosa da fare: farsi vedere al bar del paese.
È un piccolo paese. Tutti sanno tutto di tutti quindi se ci vedono sani e liberi lo saprà anche il padre di Rossella oltre, ovviamente Terenzio.
L'importante è che non sappiano dove ci troviamo ma, lo so, gli uomini del Margini ci troveranno, spero prima di quelli del Cigoli.
Salgo in moto, faccio salire Rossella dietro di me e partiamo verso il paese.
Al bar scendiamo per una birra salutando tutti.
Si legge perplessità negli occhi degli avventori. Oggi non solo per chi è Rossella ma anche perché è qui con me, libera. Di certo le voci hanno corso.
Neanche il tempo di scolarci la birra ed una macchina nera inchioda davanti al locale.
Faccio per alzarmi ma Rossella mi trattiene per un braccio, tranquilla.
La sua sicurezza mi tranquillizza ed osservo l'auto.
Ne scende un pinguino. Non lo conosco ma Rossella sorride, è uno dei suoi.
Si avvicina e ci chiede di salire in macchina.
Il finestrino posteriore si apre di qualche centimetro ed intravediamo gli occhi sorridenti del padre di Rossella.
Ci alziamo ed entriamo in macchina. Non mi fido a lasciarla sola, anche se con suo padre.
Il signor Margini mi squadra con occhio calcolatore - l'avevo sottovalutata… Evento Dannoso, ora capisco il perché di questo soprannome.
Indica il mio sopracciglio spaccato, i graffi sulle braccia e le nocche sbucciate - vedo che ha fatto conoscenza con i "ragazzi" del Cigoli…
- Già - taglio corto - ma non siamo qui per le mie doti acrobatiche.
Rossella mi mette una mano sul braccio per calmarmi - Papà - dice con le lacrime agli occhi.
Mentre Rossella si accascia piangendo sul padre l'auto parte verso una delle residenze secondarie di famiglia.