Arrivò con quel l'aria di sempre un po' buffa un po' spavalda, scese dalla moto si avviò verso casa della ragazza, suonò il campanello aspettando che lei aprisse, nel mentre si accese la sigaretta e con aria indifferente sorrise alla porta.
Dopo pochi instanti lei aprì la porta ancora un po' addormentata dalla luce del computer e gli porse l'invito di entrare in casa ma lui rifiutò e le propose, invece, di andare a fare due volate in moto, lei un po' titubante rifiutò ma lui insistette sapendo che era quello di cui lei aveva bisogno, lei con aria come sempre un po' sbruffoncella gli sfilò il casco di mano, slegò i capelli da quella lunga coda di cavallo e lo indossò sorridendo, lui si avviò alla moto mise l'altro casco si sedette sulla moto gettò la sigaretta e le disse di accomodarsi, nel mentre accese la moto e dette una sgassata, chiuse la visiera del casco e lei capì che era il momento di saltare in sella, lo abbracciò forte con le mani strette al suo petto e lui iniziò la manovra per entrare in strada.
Era una delle poche volte che lei saliva su una moto; di solito ne aveva una grande paura, ma stavolta con lui al suo fianco si sentiva protetta, sentiva che quelle strade che aveva percorso tante volte in auto erano ancora più sicure, una sicurezza che era da tanto tempo che le mancava.
La sensazione del vento che le muoveva i capelli e che le accarezzava la pelle con quella sensazione del vestitino che le svolazzava libero le regalava un attimo di piacere, si sentiva come se ogni problema le scivolasse di dosso, ad ogni piegata in curva si sentiva sicura di sé, nonostante avesse l'asfalto abbastanza vicino quasi da sentire il suo odore; sapeva che dopo la curva c'era il rettilineo e che con quei movimenti del suo corpo seguendo quello del ragazzo avrebbe facilitato l'andamento, le veniva spontaneo quasi come un rilassamento, ormai sentiva di riconoscere dai movimenti del corpo di lui ogni curva, una sensazione bellissima, forse anche troppo, forse l'unica paura che aveva era che finisse…
Ma perché solo con lui riusciva a sentirsi sicura di affrontare ogni paura e perché ogni volta che qualcosa non andava lei cercava lui, oramai erano legati, il loro rapporto era così profondo che lui non aveva bisogno di chiederle come stava, glielo leggeva negli occhi ancora prima che lei lo pensasse, a tal punto che arrivati alla piazzola del bar lui si fermò e sapendo che lei doveva andare in bagno le disse di andare a prendere un caffè, lei rimase un po' sbalordita da come lui avesse captato quel bisogno senza nemmeno guardarla negli occhi, arrivarono al bar lui ordinò i due caffè e lei si diresse alla toilette.
Davanti allo specchio della toilette si soffermò a guardare quell'immagine riflessa di una donna ancora ragazzina che ama il rischio dell'avventura e che nonostante l'età adulta riesce ad eccitarsi per due volate in moto, quella ragazzina sorrise allo specchio, prese il cellulare e si fece una foto, sorrise ancora e ancora e nuova foto. Era carica, si sentiva bellissima anche se bellissima poi non lo era, uscita dalla toilette prese il suo caffè e uscirono a fumare la sigaretta, lei lo ringraziò per essersi fermato al bar e lui col sorriso che ha sempre avuto sdrammatizzò con una battuta e si diressero nuovamente alla moto dove si fermarono a guardare l'orizzonte, indossarono nuovamente i caschi per procedere il cammino fino al versante opposto, la ragazza si sentiva bene, anche lo scattare continuo della frizione, le marcie che non entravano e le accelerazioni brusche non facevano paura "e se fosse successo a me?" si domandava, si chiedeva "sarei in grado di guidarla questa moto?", non lo sapeva, era certa solo che lui era il suo eroe, sapeva che qualunque cosa sarebbe successa lui era lì, la sua spalla, il suo incoraggiamento, la forza di affrontare le difficoltà veniva da lì, anzi da lui, la persona che l'avrebbe e l'aveva già sostenuta ripetute volte, che dire, lei era stabile accanto a lui e lui era una roccia accanto a lei, lui che con i suoi mille problemi trovava sempre un minuto da dedicare a lei e lei che i suoi casini risolveva grazie a lui, erano una bella squadra tutto sommato, non c'è nulla di certo ma lui era ed è li, la certezza e la sicurezza fatta persona, fatta amico, complice e compagno di ogni avventura, lo strinse ancora più forte sul petto appoggiando la testa sulla sua schiena e lui ancora più sicuro diede gas.
Continuarono così il loro giro.