Nobody's Law - Parte 5

Non mi fermo una volta raggiunto il bosco ma continuo a correre rischiando di cadere ad ogni passo.
Quando ormai ho il fiato grosso e la milza dolorante mi fermo a riprendere fiato appoggiandomi ad un albero.
Ho il fiato corto; non riesco a sentire nulla intorno a me. Per quanto ne so i miei aguzzini potrebbero raggiungermi da un momento all'altro. Cerco di rilassarmi e di fare respiri profondi.
Pian piano, quando i respiri rallentano ed il cuore comincia a battere più lentamente riesco a sentire i rumori del bosco intorno a me: i classici rumori di un bosco al mattino; uccelli che cantano, rumore d'insetti, i passi di qualche animaletto; niente che mi faccia pensare che i miei aguzzini mi stiano braccando.
Sento un fiume, nelle vicinanze quindi, con estrema calma e circospezione mi inoltro nella direzione da cui ne odo il rumore.
L'acqua è, ormai, molto vicina riesco ad intravederla attraverso le fronde. Mi accuccio nascondendomi dietro dei cespugli ed avanzo lentamente a scrutare il fiume.
Nessuno in vista.
Mi siedo per riposare e mi accorgo di avere ancora il martello in mano. È un martello da carpentiere, di quelli con i toglichiodi per intendersi, lo appoggio vicino a me mentre mi siedo per stendere le gambe e riposarmi un po'.
Con i piedi penzoloni nell'acqua mi addormento.

Una secchiata d'acqua gelida mi risveglia.
Mi trovo nuovamente bendato e legato ad una sedia: accidenti, mi hanno ripreso.
Una voce rauca, sembra alterata in qualche modo, mi chiede: -Cosa facevi al laghetto E.D.? Perché ci eri andato? Cosa hai visto?
Il fuoco di fila delle domande non mi da il tempo di raccapezzarmi, figuriamoci di rispondere.
- Ahhh non rispondi eh? Vuoi il gioco duro?
Slam.
Uno sganassone fa barcollare me e tutta la sedia.
Seguito a ruota da un altro.
Comincia a tempestarmi di pugni in faccia: sinistr, destr, sinistr, destr.
Ha una cadenza regolare, non sento il fiatone classico né cedimenti nella potenza dei colpi, di questo passo può andare avanti a lungo.
Dopo una decina di minuti si interrompe per chiedermi: -Sei pronto a parlare?
E mi getta in faccia un'altra secchiata d'acqua gelida.
Tossisco. Un po' d'acqua m'è entrata nel naso.
Attende paziente che termini di tossire: - Allora E.D.? Cosa facevi al laghetto?
Il mio silenzio deve indispettirlo. Quando sento che fa l'atto di caricare il prossimo pugno rispondo con un filo di voce: -Volevo fare una gita in barca.

L'avessi mai fatto.
Una gragnuola di colpi mi tempesta. Perdo i sensi.