A quel tempo gli Dei vivevano tra gli uomini.
Anche se forse sarebbe meglio dire che tra gli uomini c'erano gli Dei.
mmmm no, non è chiaro nemmeno così.
Non c'era distinzione tra Dei ed uomini: gli uomini erano Dei tanto quanto gli Dei erano uomini.
Si potrebbe quasi dire che tutti gli uomini erano Dei. In verità, in verità vi dico che tutt'oggi ogni uomo (o donna che sia) è un Dio.
Gli Dei non sono tali perché hanno "poteri" speciali, lo sono solo per chi da loro tale valore, tale potere.
In quell'epoca, un'epoca di pura conoscenza tutti sapevano tutto quello che c'era da sapere e tutto il sapere era condiviso da tutti, per questo tutti potevano tutto, sempre se lo volevano. (Da qui i detti "tutto è possibile", "basta crederci", "volere è potere", e così via).
Non c'erano leggi o regole ma, comunque, c'era una pace generale e non c'erano liti che non venissero risolte con poche parole.
Mida, il famoso re che trasformava tutto in oro, visse in quel periodo. Ma ovviamente la leggenda che si tramanda non è la vera storia.
Lasciatevelo dire da chi c'era: la storia è molto diversa.
Mida era figlio di Gordio il fabbro famoso per essere in grado di forgiare qualsiasi cosa con qualsiasi metallo.
Non c'erano artigiani migliori di lui su tutta la terra tanto che si diceva di lui che le sue opere fossero vive.
Si raccontava in giro che avesse veramente infuso la vita in una statua e che l'avesse sposata; tanto era bella sua moglie, la madre di Mida.
Mida aveva un intelletto pronto e vorace. Già all'età di due anni, complice la madre, aveva imparato a leggere; a tre a far di conto; a cinque aveva già letto tutti i libri della biblioteca cittadina.
All'età di dieci anni già si cimentava in dibattiti con gli insegnati delle classi superiori.
A dodici anni cominciò la sua carriera di inventore. Con l'intelletto pronto che aveva, l'impegno che ci metteva e la fantasia che dimostrava ogni sua impresa volgeva al successo ed ai quindici anni già aveva messo su un impero economico di prim'ordine.
Ovviamente insieme alla prosperità economica venne il potere ed insieme al potere i nemici.
Cadde vittima, o per meglio dire si fece irretire dalla politica.
Il suo potere crebbe a tal punto che si impossessò di lui. Cominciò a credersi superiore a tutti: un Dio tra gli Dei.
La sua arroganza lo portò alla fine: cercò di conquistare il potere massimo con la forza.
Usando le sue invenzioni andò a ribaltare l'ordine politico del paese.
E questo… inutile dirlo, non fu gradito. Non molti amano il terrore ed i tiranni.
Ergo… venne combattuto, abbattuto, distrutto e condannato.
Per colpa sua nacquero le leggi, le caste e le disparità.