Nobody's Law - Parte 1

Un bianco soffitto sconosciuto davanti ai miei occhi.
Rumori indistinti intorno a me.
Volgo lo sguardo intorno: una grande stanza vuota, alla sinistra del mio letto una porta aperta su un luminoso corridoio, alla mia destra dalle finestre vedo solo cielo azzurro e qualche sporadica nuvola bianca.
Cedo al torpore.

Non so quanto tempo è passato, mi sveglio vedendo nuovamente un soffitto sconosciuto ma i rumori che sento sono un po' più distinti.
Cerco di tirarmi su per guardare dove mi trovo. Vedo, alla mia sinistra, una porta che da su un corridoio che sembra occupato da una lunga serie di finestre, vicino la porta un armadietto metallico, di quelli da caserma, in fondo alla stanza un tavolino ed un paio di sedie scompagnate.
Sulla sinistra, davanti ad una finestra aperta una ragazza dai capelli di fuoco sta fumando una sigaretta appoggiata con l'avambraccio sinistro al bordo della finestra, piegata un po' in avanti, la gamba sinistra appoggiata a terra con la sola punta del piede.
Indossa un camice bianco ed paio di sandali di legno, le gambe sono nude ne deduco che sono in un ospedale ed è estate.

Cerco di dire qualcosa per attirare l'attenzione ma dalla mia bocca esce solo un rumore sgraziato che sembra il rantolo di topo strozzato.
Evidentemente sente qualcosa e mentre si volta sono testimone della vista della silhouette evidenziata dalla luce del sole che rende il camice semi-trasparente.
Il sole le illumina due grandi occhi verde acqua in un delizioso volto ovale e gli zigomi poco pronunciati, il sorriso che mi elargisce mi rasserena e rassicura. Spegne e getta la cicca dalla finestra espirando l'ultimo sbuffo di fumo azzurrognolo.
Chiude la finestra e si avvicina con un passo lento e cadenzato dicendo, con una voce che mi è apparsa un po' strana: - buongiorno bello addormentato, sei rimasto privo di sensi per sei giorni da quando ti ha portato qui la polizia, vado a chiamare il dottore; a proposito, visto che eri senza documenti, come ti chiami?
- ED - rispondo e, con un sorriso, esce dalla stanza.

Dopo alcuni istanti entra un donnone in camice bianco sbraitando:
- ahhh ma allora è vero che il bello addormentato s'è svegliato… ne avrai di spiegazioni da dare… non si fa mica così… senza documenti poi…
un uomo sui cinquanta entra interrompendo questa tiritera - non si preoccupi, vada ora, a lui ci penso io
alché il donnone risponde, abbassando lo sguardo ed uscendo - certo dottore.
Volgendosi poi a me con un sorriso stampato sulla faccia: - non ci faccia caso, la capo infermiera abbaia ma non morde… come si sente?
Dopo un paio di colpi di tosse riesco a rispondere - direi bene, piuttosto, cosa ci faccio qui?
- Bhé alcuni giorni fa l'ha portata qui una gazzella dicendo che l'avevano trovata in un bosco e di avvertirli quando si fosse svegliato, non aveva documenti e nessuna lesione evidente ma comunque è rimasto privo di sensi per… - e guardando sulla cartella appesa ai piedi del letto, con un fischio - …la bellezza di sei giorni, le analisi non hanno riscontrato nulla di grave…
- quindi potrei anche andarmene?
dopo una piccola pausa - per quel che mi riguarda, una volta espletate le formalità del caso non vedo perché no, piuttosto, come si chiama? vorrei togliere questo NN dalla cartella, se possibile
- mi chiamo E.D.
- no, mi interrompe, non il nomigliolo il nome completo
- Ermini Donatello
srivendo sulla cartella - bene, le mando Mirella con i documenti da compilare, però le chiedo di attendere la polizia, che sarà qui a breve, prima di andarsene
-…certamente - e fa per uscire dalla stanza - Mirella? - chiedo prima che se ne vada
- Sì l'infermiera con i capelli rossi, mi ha avvertito lei…
- ahh sì, ma, ho notato uno strano suono nella sua voce…
- sì, ha una protesi alle corde vocali, ma strano che sia questo che ha notato…
- bhé, veramente ho notato anche il resto - e con un sorriso complice finalmente esce dalla stanza.