Bennj alias Bennu alias la Fenice

Tanto tanto tempo fa, dalle acque della sorgente del fiume della vita sorse un piccolo uccellino simile ad un passerotto con il becco lungo lungo.
Fu chiamato Bennj, che deriva da bewun: splendente, per via delle ali bagnate che brillavano al sole.
Bennj fu subito preso di mira dai suoi predatori naturali: falconi, serpenti, scoiattoli, tutti pronti a farne un buon pasto. Per stare tranquillo aveva trovato dimora su una pietra in mezzo al fiume: gli animali da terra non potevano arrivare data l'impetuosità del fiume e per quelli dal cielo c'era una piccola rientranza a proteggerlo. Era un uccellino tranquillo in un luogo sicuro.
Ma la sua sicurezza prima o poi doveva finire.
Fu adocchiato da una volpe. Certo, era un piccolo spuntino per la volpe ma, in tempo di carestia, sempre meglio di niente.
Come gli altri animali di terra non poteva arrivare alla dimora di Bennj la corrente era troppo forte e se avesse provato ad entrare in acqua parecchio a monte per lasciarsi trascinare dalla corrente stessa si sarebbe di certo sfracellato contro la pietra, sempre se l'avesse raggiunta. Quindi pensò bene di attirare Bennj a se con qualche strattagemma.
Ovviamente, dopo qualche tentantivo, ci riuscì. Ma quando credeva d'averlo preso Bennj, con un'ala spezzata ed una zampa rotta si tuffò nel fiume dove morì affogato.

Ora, la storia potrebbe anche finire così ma ha un seguito.
Il piccolo cadavere di Bennj rimase impigliato e bloccato sott'acqua. Era ben visibile da chiunque passasse di lì. E tutti poterono vedere come i pesci lo divorarono.
Il giorno dopo erano ancora visibili le ossa del piccolo Bennj impigliate sott'acqua. Mentre lo osservava Kephy, la ragazzina che lo aveva battezzato, vide sussultare quelle ossicine e, tutto ad un tratto, svanire.
Mentre ancora era assorbita dallo stupore dalle acque della sorgente del fiume della vita sorse un uccellino, un po' più grande di un passerotto, con il becco lungo lungo.
Bennj, l'uccellino, era risorto più grande e più forte di prima.

Nel tempo Bennj è morto, ucciso, mangiato più e più volte ma sempre, le acque del fiume hanno ricevuto le sue ossa e sempre è risorto più grande e più forte.
Fino a divenir grande tanto quanto un ibis e fors'anche un po' di più, tanto, comunque, da non temer più predatori e lasciare quella pietra in mezzo al fiume.
Alcuni popoli lo hanno cacciato nella speranza che mangiarne le carni potesse donare anche a loro l'immortalità ed è, quindi, scomparo.
Oggi, si dice, viva su una montagna, nei pressi della sorgente del fiume della vita nascosto da tutto e da tutti e che, ogni due o tre stagioni, lo si veda tuffarsi e svanire nelle acque del fiume per risorgere il giorno dopo più grande e più bello di prima.